Air One Technic, le commesse Cai non ci sono, gli imprenditori chiedono di acquistare la società

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ una fumata nera, se ci si riferisce all’esito dell’incontro tra la cordata di imprenditori locali che vuole rilevare la manutenzione degli aerei all’aeroporto d’Abruzzo.

Nessuna promessa di commesse c’è stata infatti da parte di Rocco Sabelli, amministratore delegato di Cai (ex Alitalia), per consentire ad Air One Technic di ripartire con il fatturato e con il lavoro. Eppure negli ultimi incontri, sollecitati dal presidente Chiodi, c’era stata una parziale apertura – così era sembrato – alle richieste che gli imprenditori avevano avanzato e cioè la possibilità di continuare a lavorare sulla manutenzione degli aerei Alitalia, che invece è stata spostata a Napoli, nell’azienda dell’ex candidato Pdl a sindaco di Napoli. Ora invece questa possibilità sembra essere sfumata o almeno lo teme Paolo Primavera, presidente di Confindustria Chieti e animatore della cordata che vuole rilevare la società di manutenzione messa in liquidazione dalla Cai.

«Abbiamo ricevuto una richiesta strana ed irrituale – racconta subito dopo l’incontro – Rocco Sabelli ha chiesto al presidente Chiodi di fargli conoscere il nome delle compagnie aeree che ci hanno assicurato la manutenzione dei loro aerei e che noi, nel piano industriale, abbiamo indicato con nomi di fantasia. Naturalmente non lo saprà mai, perché tutti gli operatori sanno che questi nomi sono top secret e c’è un espresso accordo di riservatezza a tutela di queste informazioni. Mi sorprende anzi che uno esperto come Sabelli abbia fatto questa richiesta».

 Un modo per giustificare un no successivo, motivato con questa mancata risposta? «Non dovrebbe interessare a Cai, se vuole darci qualche commessa, conoscere le altre voci del fatturato – conclude un pò seccato Paolo Primavera – ma noi abbiamo rilanciato: non volete darci le commesse per un paio di anni? Noi vi chiediamo di venderci Air One Technic. Ce la prendiamo tutta, non vogliamo passare per imprenditori che chiedono l’elemosina. Ci sorprende solo che nemmeno l’intervento del presidente Chiodi abbia sortito l’effetto di smuovere Sabelli».

 E allora è una fumata bianca se ci sono prospettive di acquisto?

Primavera non si sbilancia di più di quanto ha fatto nei giorni scorsi durante un’assemblea dei lavoratori in Confindustria. Allora disse chiaramente:«gli imprenditori ci sono, gli operai pure: vediamo se c’è la volontà politica».

 E finalmente la verità viene a galla: non è questione di volontà politica, visto che si è speso anche Chiodi. Il problema è che l’Abruzzo a Roma o a livello nazionale conta poco o nulla. E i risultati sono questi.

Ieri pomeriggio Chidi ha incontrato i lavoratori ed ha fatto nuove promesse.

Il Presidente ha detto ai lavoratori di aver incontrato «solo qualche giorno fa l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, che ha mostrato ampia disponibilità a chiudere quanto prima l'accordo con la cordata di imprenditori abruzzesi che ha manifestato l'intenzione di rilevare l'Airone Techinics. Esistono dei problemi legati alle commesse, nel senso che Alitalia è disponibile a passare alcune commesse alla nuova azienda ma nel contempo vuole conoscere dalla nuova proprietà quali commesse ha ricevuto per avere certezze sul futuro della società stessa. S'intuisce come sia difficile da parte nostra far conciliare queste due esigenze. Penso, però, che esistano ampi margini per una conclusione positiva; così come è positivo che esista una cordata di imprenditori abruzzesi pronta a rilevare l'azienda e dare un futuro lavorativo ai 40 addetti dell'Airone Techinics. Voglio solo ricordare - ha concluso Chiodi - che questa è un'azienda che produce utili e che quini ha tutte le carte in regole per proseguire la sua attività».

Sebastiano Calella 30/06/2011 7.50