Omicidio Melania, tutte le contraddizioni di Parolisi

Alessandro Biancardi

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Omicidio Melania, tutte le contraddizioni di Parolisi
ASCOLI. Salvatore Parolisi è l'unico indagato, con l'accusa di omicidio colposo, per la morte di Melania Rea.

Nei giorni scorsi ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti. Una strategia presa in accordo con i suoi legali e possibile proprio in quanto per la prima volta l'uomo è comparso davanti ai pm in qualità di indagato. Da ''semplice'' testimone informato sui fatti, infatti, Parolisi aveva l'obbligo di rispondere, in caso contrario sarebbe scattata l'incriminazione.  Eppure in tutti questi mesi, nel corso di oltre 40 ore di audizione, ma anche di diverse ore davanti alle telecamere di mezza Italia, l'uomo ha raccontato una serie di cose false o smentite: non prove che sia stato lui ad uccidere la moglie ma elementi, piccoli e grandi, che insieme hanno costruito un quadro preoccupante della situazione e hanno concentrato su di lui tutte le attenzioni degli inquirenti. E messe insieme le incongruenze sembrano davvero enormi e insostenibili.

 Gli abiti di Parolisi. Il 18 aprile faceva freddo, qualche giorno prima aveva anche nevicato. Ma il caporal maggiore dell'esercito indossava pantaloncini corti. Perchè? «Non sono uno che soffre il freddo», ha spiegato più volte. Ma poche ore prima Parolisi si era recato in un supermercato vicino casa con la moglie Melania. Grazie a delle telecamere a circuito chiuso abbiamo scoperto che quest'ultima era vestita come nel momento della scomparsa e del ritrovamento. Parolisi no: aveva pantaloni lunghi e anche un giubbino. Quando si è cambiato? Perchè?

I soldi e il caffè. Melania il giorno della scomparsa ha lasciato la sua borsa a casa così come la borsa per il cambio della piccola Vittoria. Arrivati a Colle San Marco Salvatore le chiese di andargli a comprare un caffè di ritorno dal bagno. Ma come poteva comprare qualcosa senza soldi? Gli inquirenti sono certi che la donna avesse al massimo qualche centesimo (quelli ritrovati nelle tasche dei jeans quando era già morta). «Qualcuno l'ha derubata», ha sempre detto Parolisi. Ma allora perchè non portare via anche l'anello di fidanzamento o la catenina d'oro che aveva al collo?

Le foto di Paciolla. Il caporal maggiore Parolisi conosceva l'esatta posizione in cui si trovava il corpo di Melania, pur avendo preferito il 20 aprile non recarsi a Ripe di Civitella per il riconoscimento del cadavere. Il vedovo chiarì il tutto sostenendo di avere visto una fotografia scattata dall'amico con il cellulare. Ma la foto, confermerà in seguito Paciolla, non è mai esistita. «Mi sono confuso», cercherà di giustificarsi il vedovo.

La presenza sul Colle. Nessuno ha visto Parolisi, Vittoria e Malania a Colle San Marco il 18 aprile scorso. L'uomo ha sempre raccontato di essere stato nei pressi delle altalene a giocare con la figlia. Inoltre decine di foto scattate da un'intera classe mostrano Colle San Marco e la zona delle altalene ma di Melania e di suo marito non c'è traccia. Non è stato trovato alcun testimone che confermi la loro presenza lì.

 Carabinieri non interpellati. Un testimone ha riferito di aver visto il 18 aprile a Colle San Marco una pattuglia di carabinieri a bordo di un Suv. Erano circa le 16, e Melania era già data per dispersa. Il testimone ha ipotizzato che il marito della donna non poteva non aver intercettato la pattuglia, ma non la fermò. Perchè non chiese aiuto?

Gli occhiali di Melania. Gli occhiali da sole di Melania non sono stati trovati vicino al cadavere. La donna li aveva lasciati a casa? Quegli stessi occhiali verranno indossati da Salvatore il giorno del funerale per poi sparire misteriosamente. Solo qualche giorno dopo sarà il marito a ritrovarli e a consegnarli agli inquirenti.

La casetta di legno. Dopo aver scoperto da Paciolla che il cadavere di Melania era stato trovato vicino ad un chiosco di legno l'uomo confesserà all'amico di essersi appartato proprio lì qualche settimana prima con la moglie (nonostante una casa a disposizione) per avere un incontro sessuale. Il medico di base, però, ha spiegato di aver diagnosticato in quei giorni a Melania una punta d'ernia che provoca dolore ed è quindi impensabile che la donna potesse aver avuto un rapporto con il marito.

«Non me la dovevano ammazzare». Lo zio di Melania ha rivelato che subito dopo la scoperta del corpo di Melania Salvatore gli avrebbe detto: «Non me la dovevano ammazzare...mo che vado su.....». In un secondo tempo l'uomo ha chiesto al vedovo spiegazioni su quella frase: «mi disse che si era trattato di un momento di sfogo». Cosa voleva dire?

Salvatore va in caserma. Dopo la scomparsa di Melania Salvatore è andato in caserma dove lavorava. «Ci disse», ha raccontato il fratello di Melania, «che era andato ad organizzare una squadra per cercare la moglie». In realtà la squadra non è mai stata organizzata. Secondo lo zio, invece, Salvatore andò in Caserma «per controllare chi c'era e chi non c'era». 

«L'hanno presa». A poco più di un'ora dalla scomparsa di Melania Parolisi chiama l'amico Paciolla e gli dirà: «me l'hanno presa». Perchè pensare subito che qualcuno l'avesse rapita?

I tradimenti. Salvatore in un primo momento sosterrà di non aver avuto mai attriti con la moglie. Uscirà fuori invece la relazione di due anni con Ludovica P, una soldatessa. Melania era a conoscenza della presenza di questa seconda donna. «Credeva ci fossimo lasciati», ha spiegato poi Parolisi, invece la relazione è andata avanti per 24 mesi.

Il telefonino. A metà giugno Parolisi ammette di aver buttato il cellulare dedicato alle conversazioni con la sua amante nel campo sportivo di Villa Pigna, frazione di Folignano, avvolto in una busta di plastica. La conferma arriva solo dopo che il telefonino viene ritrovato dalla polizia su segnalazione di un testimone. Parolisi smentirà in un primo momento dicendo: «mi sono solo abbassato per raccogliere un fiore per Melania». Sempre alcuni parenti racconteranno che l'uomo aveva detto loro di aver buttato, molto tempo prima, l'apparecchio in un bidone della spazzatura.

Altre sim nascoste. Nei giorni scorsi l'amico Raffaele Paciolla ha confermato di aver ricevuto da Parolisi, nei giorni precedenti la scomparsa e il delitto, almeno due o tre sms da un numero di cellulare, da una sim card che non sta in nessuna parte di quest’inchiesta. Esistono altri numeri sconosciuti dell'uomo?

Il papilloma virus. Michele Rea ha trovato in un’agenda della sorella un appunto: ''Papilloma virus''. Il papilloma virus si contrae per via sessuale ed è la causa del tumore al collo dell’utero. Uno dei fattori determinanti per la trasmissione del virus è la promiscuità sessuale. Che sia questo motivo di scontro tra moglie e marito?

 a.l.  27/06/2011 9.08