Nursing Up: «Il 118 diventa un affare, altro che professionalità»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. C’è qualche intoppo nell’appalto alla Cri di Vasto per il servizio di soccorso di emergenza.*CARAMANICO TERME SENZA 118. MAZZOCCA: «VERGOGNOSO SILENZIO DI REGIONE ED ASL»

Sembra che il 21 giugno scorso di mattina, come da contratto, un’ambulanza sia arrivata alla centrale del 118 a Chieti con tanto di equipaggio ma è stata rimandata a casa perché secondo un’altra interpretazione il servizio deve decorrere dal giorno 1 luglio.

Ora è iniziato solo il lavoro notturno di Francavilla, dove però si registra qualche altra disfunzione. La Cri di Vasto arriva alle 20 per il turno di notte, il 118 di Chieti smonta alle 21.

Chi interviene in caso di chiamata? Ma i problemi non finiscono qui: gli autisti “ufficiali” del 118 si sono rivolti ad un legale per valutare eventuali iniziative, visto che già in passato ci sono state frizioni e qualche incidente.

Tutti ricordano che pochi anni fa, a Pasqua, un’ambulanza guidata da una volontaria ebbe uno scontro frontale in cui morirono 5 persone, compreso il paziente trasportato.

E l’infermiere del 118 che era a bordo, peraltro precario, non solo ha perso il posto di lavoro, ma è ancora sofferente per i postumi di quell’incidente e cammina con le stampelle.

«Noi abbiamo sempre lavorato bene con i volontari – spiega Romano Torto, Nursing Up, infermiere del 118 – ed il loro ruolo è importantissimo per alleggerire il carico di lavoro, per esempio con i trasporti intraospedalieri o per qualche codice verde. Se invece la Asl ha deciso di sostituirci con questo personale, ho qualche perplessità. Nulla da dire sul loro spirito di volontariato, che è encomiabile, ma la professionalità del servizio è un’altra. E prima di parlare di lavoro gratis, bisogna sapere che molte associazioni di volontariato hanno un fatturato di tutto rispetto, insomma attorno al mondo dell’emergenza e del soccorso (ambulanze, soccorso infermi, sangue, dializzati, disabili) c’è un businnes che fa paura. Questo per dire che ci sono affari veri dietro i bravi ragazzi che con qualche misero rimborso spese stanno sull’ambulanza 12 ore al giorno e che questo costa ai cittadini fior di quattrini».

Da addetti ai lavori, la vostra impressione sulla qualità del nuovo servizio?

«Non tocca a me esprimere valutazioni – conclude Romano Torto – mi chiedo solo se chi ha bisogno di aiuto, per esempio un infartuato, preferisce essere soccorso dal 118 o dai volontari, da autisti che hanno alle spalle anni di servizio e di formazione, da infermieri professionali specializzati e da medici strutturati o dal personale volontario della Cri. E poi basta con il pretesto che non ci sono soldi per pagarci gli straordinari ed invece i soldi si trovano per gli appalti. C’è qualcosa che non quadra: come mai a Teramo hanno comprato da poco 5 ambulanze e due auto mediche e al 118 di Chieti l’ultima ambulanza è stata acquistata 6 anni fa? Perché lì hanno assunto di recente 15 autisti a tempo indeterminato e noi questo mese ne perdiamo tre? Ma Teramo fa ancora parte dell’Abruzzo o è Chieti che ha cambiato Regione?»

 s. c. 25/06/2011 9.50

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*CARAMANICO TERME SENZA 118. MAZZOCCA: «VERGOGNOSO SILENZIO DI REGIONE ED ASL» 

CARAMANICO TERME. Fin dall’estate del 2004, la Asl di Pescara, in collaborazione con il locale Gruppo dei Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana, ha svolto, durante i mesi estivi il Servizio di emergenza sanitaria ‘118.

Tra Comune, Società delle Terme, Asl e Regione si raggiunse un accordo volto a stabilizzare il servizio del 118 per tre mensilità durante la stagione estiva (all’incirca dal 15 giugno al 15 settembre); e ciò, anche alla luce del progressivo contenimento del Servizio di Guardia Medica Turistica assicurato dalla Asl per il solo mese di agosto, servizio comunque terminato nell’estate 2007 e mai più riattivato.

«Nel frattempo - interviene il sindaco Mario Mazzocca - la Regione Abruzzo (presidenza Del Turco, ndr) approvava il Piano Sanitario Regionale 2008-2010».

Nel piano era compresa l’attivazione di 8 postazioni territoriali del Servizio 118 in provincia di Pescara, una delle quali (servizio ore 08,00-20,00)- nel Comune di Caramanico Terme.

La Asl di Pescara ha attivato tutte le postazioni di competenza ad eccezione di quest’ultima; dunque, dall’anno 2008 l’intero territorio montano pescarese risulta essere completamente sguarnito del servizio 118.

«Tale situazione - sostiene il sindaco - è stata tempestivamente e ripetutamente evidenziata ai competenti organi della Asl di Pescara e della Regione Abruzzo. Pur tuttavia, in oltre due anni, gli unici riscontri ricevuto sono costituiti da una lettera di 10 righe del direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, che confondeva l’attività svolta dal locale stabilimento termale con quella di un presidio sanitario, e da una risposta dell’allora assessore Regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni ad una interpellanza presentata ormai due anni fa dalla Consigliera Marinella Sclocco. In essa si apprende testualmente come, secondo l’assessore, ‘non c’è necessità’ alcuna di attivare la postazione territoriale di emergenza 118 nel comune di Caramanico Terme».

Nonostante ancora oggi i tempi per le prestazioni di soccorso prestate dal servizio 118 continuano ad aggirarsi sui 50-60 minuti, il Consiglio Comunale, rilevata la grave situazione creatasi anche alla luce del costante notevole incremento estivo della popolazione residente (oltre 200mila presenze annue fra corregionali e non), nel luglio 2010 deliberò all’unanimità una mozione, inviata alla Regione ed alla Asl di Pescara, per l’immediata attivazione sia della postazione territoriale del Servizio 118.

«Ad oggi, - conclude il sindaco - non abbiamo ricevuto neanche una telefonata di riscontro. I nostri uffici chiamano a cadenza giornaliera la segreteria del presidente Chiodi per l’ottenimento di un incontro ufficiale, purtroppo ancora invano. Abbiamo, pertanto, smarrito la pazienza, di certo non ci perdiamo d’animo. Pur censurando l’atteggiamento incredibilmente e colpevolmente inerte della massima istituzione regionale, oltre che offensivo nei confronti della nostra comunità, nella prossima seduta del Consiglio Comunale di lunedì 27 saranno elaborate forme di protesta più eclatanti, certamente senza precedenti nel nostro centro. La nostra comunità è più avvezza a fare che a parlare, ma se l’interlocutore mostra di essere sordo all’ascolto di legittime esigenze della popolazione, se saremo costretti ad ‘urlare’, lo faremo».

25/06/2011 9.07