«I senatori del Pdl aprono la cassaforte di Di Zio». Tutti i versamenti

Alessandro Biancardi

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CHIODI ELEZIONI REGIONALI PDL

CHIODI ELEZIONI REGIONALI PDL

RIFIUTOPOLI. ABRUZZO. I pagamenti dei Di Zio oggi oggetto di indagine sono stati dichiarati ufficialmente, così come prevede la legge.

Oltre ai passaggi di denaro in nero, che la procura dichiara certi anche se non quantificabili, ci sarebbero stati anche i pagamenti ''in chiaro''. 

Non tangenti sottobanco, quindi. Non contanti, per non lasciare traccia ma ''visibilissimi'' assegni o bonifici bancari puntualmente versati al politico di turno che ne faceva richiesta in occasione delle campagne elettorali. Ma il giudice Guido Campli nell'ordinanza d'arresto dell'assessore Lanfranco Venturoni sottolinea che la Corte di Cassazione «ha affermato che anche i versamenti ''dichiarati'' costituiscono corruzione se sia dimostrato l'esistenza di un sinallagma tra corresponsione dell'utilità ed atto contrario ai doveri d'ufficio».

Se il privato paga, quindi, anche in chiaro, e il beneficiario fa qualcosa che va contro i propri doveri, ecco, scatta la corruzione.

E la Procura ha pochi dubbi sul fatto che i pagamenti dei sovrani dei rifiuti in Abruzzo si siano mossi in questo modo. Perchè  l'imprenditore paga ed i politici finiti nell'inchiesta «agiscono come tutori dell'interesse dell'imprenditore piuttosto che della collettività che rappresentano».

E se l'inchiesta in oggetto coinvolge i politici di area Pdl appare evidente dalle parole di Di Zio che il sistema sia rodato con tutte le forze politiche che all'occasione si prestano a tutto, dietro pagamento.

Lo stesso Di Zio, intercettato, sostiene : «sono apolitico nel senso che non facciamo politica. E che non ho rapporti solo con la destra, io ce li ho anche con la sinistra».

«Si paga per comprare», insiste il giudice Campli, «non per sostenere una scelta di campo».

I CONTRIBUTI PER LE AMMINISTRATIVE APRILE 2008

E che i Di Zio paghino è evidente dalle lunga lista di bonifici ricostruita dagli inquirenti. Ad ogni versamento (alcuni nemmeno troppo elevati, in verità) corrispondono spesso precise richieste, indicazioni, interventi da effettuare seduta stante per fare telefonate all'uomo giusto o creare problemi a qualcuno che rema contro.

Alle amministrative di aprile 2008 i Di Zio hanno versato al Pdl 40 mila euro: 20 mila al senatore Di Stefano, (che li rigira a Rivellini, candidato napoletano all’Europarlamento che gliene gira 5mila) e 10 mila al coordinamento provinciale.

REGIONALI 2008

In occasione delle Regionali del 2008, quando il Pdl non era ancora così radicato nelle amministrazioni pubbliche, (ma lo sarebbe divenuto da lì a poco) i pagamenti erano sotto la media. La Procura ha stimato, infatti, che «i finanziamenti al Pdl si siano più che raddoppiati dopo la vittoria politica in Abruzzo» dello schieramento di centrodestra.

Arrivarono comunque 27 mila euro solo per Alleanza Nazionale, così distribuiti: 10 mila sono in favore di Lorenzo Sospiri, che correva per una poltrona in Consiglio (e che per la Procura sarebbero serviti per Cordoma), altri 10 mila al coordinamento regionale e 7 mila al candidato Alfredo Castiglione (non indagato).

94 mila euro sono stati girati, invece ai candidati della lista Gianni Chiodi. Anche in questo caso, scrive il gip, «le intercettazioni documentano in modo diretto ed esplicito che i versamenti, benchè dichiarati, siano stati corrisposti con esplicita pretesa o in attesa, in contropartita del compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio».

Il 10 dicembre del 2008 arrivano due versamenti da 7 mila euro a Luigi Toppeta, consigliere del Consorzio di Lanciano «chiedendo di neutralizzare Riccardo La Morgia». Il 12 dicembre vengono versati 7 mila euro al sindaco di Mozzagrogna, Giuseppe Bussolo.

«Ti chiedo una cortesia», chiede Di Zio nella telefonata che annuncia l'avvenuto versamento, «fai un colpo di telefono al sindaco di Lanciano, dici.. guarda noi stiamo sentendo diverse problematiche per il consorzio senza entrare nel dettaglio...e gli dici poi oltretutto questo consorzio è scaduto...per cortesia io te lo chiedo per favore perchè non ce la facciamo più».

Di Zio insiste: «ti pregherei di farlo, di dirgli, di trasmettergli un poco la tua preoccupazione e di altri sindaci....». Il sindaco dice che lo farà. La Procura registra ancora 7 mila euro al candidato Pdl Emilio Nasuti, 8 mila a Di Nardo e 10 mila a Mauro Febbo.

COMUNALI E PARLAMENTARI EUROPEI DEL 2009

Alle comunali di Pescara gli imprenditori della Deco versano 10 mila euro al candidato Albore Mascia. Questa richiesta di denaro, però, ricostruisce la Procura, viene sollecitata da Di Stefano tanto che Mascia si troverà i soldi accreditati ancor prima di sapere che avrebbe ricevuto il finanziamento.C’è persino una telefonata di Mascia a Di Zio della durata di circa 10 secondi nella quale l’imprenditore liquida il futuro sindaco dicendo:«è già tutto a posto, tutto fatto, ne ho parlato con Di Stefano» e poi aggancia in tutta fretta. Una telefonata che ha 'salvato la vita' a Mascia che proverebbe la sua totale estraneità ai presunti accordi corruttivi

Secondo il gip Di Stefano e Tancredi «possono aprire la cassaforte di Di Zio a beneficio dei propri protetti» e questo farebbe crescere esponenzialmente il loro potere contrattuale all'interno del partito. Di Zio, dall'altro lato, «è pronto a pagare ogni volta che ve ne sia necessità. Il suo obiettivo finale non è la discarica di Lanciano o altro ma la gestione monopolitica del trattamento dei rifiuti in Abruzzo e il termovalorizzatore».

Nelle stesse settimane si tiene anche la campagna elettorale a Teramo e a fine maggio arrivano 20 mila euro al candidato del Pdl Maurizio Brucchi «perorati da una missiva del senatore Tancredi».

Ma anche in questo caso, pur trattandosi di pagamento dichiarato e in chiaro, per la Procura si configura un reato: «lo stesso Brucchi commenta negativamente la decisione di Stati di procedere a gara pubblica per la costruzione di un inceneritore. Ma Brucchi non ha alcuna competenza in merito. La sua», scrive sempre il gip, «è una posizione non soltanto personale ma del gruppo politico cui appartiene che è quello Venturoni-Tancredi. Anche questo finanziamento è erogato non alla persona o alla politica bensì a chi dovrà, in cambio, concedere un appalto milionario».

Gli «strettissimi rapporti» tra Venturoni e Brucchi «appaiono comprovati», sottolinea la Procura, «anche dalla singolarissima circostanza che il primo abbia assunto come segretaria presso alla Team Tec la moglie del secondo».

Nel 2009 solo per le comunali di Teramo e i parlamentari di Teramo la procura stima i versamenti in 70 mila euro complessivi

Il 19 maggio del 2009 vengono versati 10 mila euro sul conto del comitato comunale di Fi e Pdl. La richiesta arriva «dall'area del senatore Piccone» ma Di Zio non conosce il candidato. Pagherà lo stesso. «I finanziamenti al di là dei candidati che di volta in volta richiede e beneficia sono eseguiti sempre con riferimento ad uno o più politici apicali di riferimento cui Di Zio sa di potersi rivolgere in contropartita».

Il 26 maggio del 2009 per le Provinciali di Chieti i Di Zio versano anche 10 mila euro, tramite la Ecologica Sangro, al candidato Enrico Di Giuseppantonio. In una telefonata di ringraziamento tra i due, l'imprenditore è chiaro: «sperando poi che me lo togli quel cane da lì dentro, riferito a Riccardo La Morgia». «Contropartita subito garantita», scrive Campli  e Di Giuseppantonio: «ah ah ah sicuramente!».

Alessandra Lotti  24/09/2010 7.45

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