UdA, Senato accademico lunghissimo:«abbassiamo i toni dello scontro interno»

Alessandro Biancardi

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UdA, Senato accademico lunghissimo:«abbassiamo i toni dello scontro interno»
CHIETI. «Non parteciperò alla seduta straordinaria del Senato accademico convocata per contestare la mia mail sulla colata di fango che sta travolgendo l’università d’Annunzio».

Il professor Gaetano Bonetta conferma così l’anticipazione di PrimaDaNoi.it e non parteciperà alla riunione convocata per oggi «perché sotto la spinta di un’eventuale e sommaria “giustizia” penso che possa non essere garantita la tutela morale e giuridica delle mie opinioni e del mio pensiero».

  Una riunione inutile oppure un incontro ad uso interno per saggiare la fedeltà del Senato Accademico? Il consesso, come noto, è presieduto dal rettore Franco Cuccurullo ed è composto da Marco Napoleone, general manager, dai presidi Gaetano Bonetta, Michele Cascavilla, Raffaele Ciafardone, Alberto Clementi, Carlo Consani, Carmine Di Ilio, Mario Felaco, Anna Morgante, Giuseppe Paolone, Nicola Sciarra, Stefano Trinchese e Michele Vacca. Ci sono poi i rappresentanti dei Direttori di dipartimento Sergio Caputi, Faustina Guarriello, Francesco Marroni, Michele Rea ed Enrico Spacone. Rappresentante del personale tecnico-amministrativo è Guido Mario Castiglione, mentre i due studenti “senatori” sono Matteo Gorilla e Simone Cataldo.

 Il polverone sulle accuse di lesa maestà nei confronti del rettore, dopo che il candidato Bonetta ha elencato una serie di criticità (peraltro già note da tempo) e parlato di fango sulla d’Annunzio, di fatto distoglie l’attenzione dai contenuti della denuncia di Bonetta, in un intreccio in cui si mescolano candidature elettorali, promesse poi non mantenute di assunzioni di prof ordinari, crisi della leadership del rettore uscente, indebolito dalla lunga fase di transizione voluto dalla legge Gelmini. «Io non sono la causa della crisi, ma solo il primo effetto, ovvero la prima voce, e voce morale, che si è alzata - spiega Bonetta nella sua ultima lettera - partecipare al Senato sarebbe come legittimare un presunto mio reato di opinione. La mia ipotizzabile “condanna” non restituirà la fiducia al Rettore. Se il Rettore vuole verificare il consenso di cui gode, deve rivolgersi al corpo accademico e all’elettorato che lo ha espresso. A eleggerlo è stato difatti l’insieme dei docenti e del personale tecnico e amministrativo, non il Senato Accademico».

«Io ho parlato di immoralità e non di illegalità, di assenza di rapporti umani, di mancanza di partecipazione, di svuotamento reale degli organi collegiali – conclude Bonetta– di potere del “capo”. Mi piacerebbe discutere al nostro interno dei problemi che ho posto: in una Università pubblica, un fine democraticamente condiviso non si raggiunge senza l’adozione di  mezzi altrettanto democratici».

PROF. GALLENGA:«NIENTE TRIBUNALI SPECIALI, IL RETTORE FACCIA UN PASSO INDIETRO»

Un commento molto critico alla gestione Cuccurullo ed al suo distacco dalla realtà quotidiana dell’Ateneo, arriva dal professor Pier Enrico Gallenga, già candidato rettore nell’ultima tornata elettorale.

«Se l’Istituzione non funziona - sostiene Gallenga - il tessuto sociale non solo non è coeso, ma nemmeno prono ad accettare il giustizialismo interinale convocato con misure straordinarie per condannare la lesa maestà. Le elezioni di maggio ci hanno dato un rettore di maggioranza cui spetta il compito di concludere il suo periodo con azioni produttive per l’ateneo concordate con la sua maggioranza: ma nessuno ha dato una delega per passare all’òstrakon (cioè alla condanna di chi dissente) né alla damnatio memoriae, cioè alla condanna del ricordo di chi si oppone. Bonetta ha spiegato. Faccia un passo indietro il Rettore, non si presentino i convocati al Senato e muoia qui questa brutta eruzione di borborigmi intestini».
s. c.  21/06/2011 8.18

UDA, SENATO ACCADEMICO LUNGHISSIMO:«ABBASSIAMO I TONI DELLO SCONTRO INTERNO»

Tre ore di Senato accademico, ma la lunghezza della riunione alla d’Annunzio non è pari all’importanza di quello che è stato detto. E cioè: abbassiamo i toni, torniamo alla coesione interna. Unica novità, peraltro ovvia, la disponibilità del rettore Franco Cuccurullo a dimettersi al primo momento utile. Il che significa dopo la pubblicazione del nuovo Statuto ormai quasi pronto, ma che entro la fine dell’anno deve passare l’esame al ministero, salvo proroghe. Elezioni dunque la prossima primavera, se tutto fila per il verso giusto. Come previsto Bonetta era assente.

Assenti erano pure Michele Rea, altro possibile candidato Rettore, Michele Vacca, preside di Farmacia, Faustina Guarriello e Anna Morgante, preside di Economia. Cinque assenze importanti che già da sole sono una notizia. La riunione, disinnescato il processo a Bonetta, è andata avanti con l’intervento di tutti i presenti che hanno ribadito la posizione ufficiale del rettore, peraltro espressa già ieri sera in un’altra lettera (l’ennesima in questa lunga storia di amanuensi) del professor Luigi Capasso, ritenuto molto vicino al rettore.

«Caro Bonetta, non è vero che alla d’Annunzio non si fa niente di buono. E’ il contrario», si legge, «la maggior parte delle cose fatte – anche evidentemente con il tuo contributo di protagonista – sono state positive. Solo per citare un unico esempio: nello stesso CdA del maggio scorso, oltre ai tristemente criticati provvedimenti a carico dei 37 ordinari, è stata anche approvata la nuova normativa per i ricercatori, ai quali è stata anche riconosciuta una prima indennità economica per la didattica. E’ anch’esso un risultato parziale e perfettibile, ma riguarda circa 300 persone, tutti nostri colleghi. Quindi maggior rispetto per tutti, soprattutto da te che sei candidato». Uniche note stonate, rispetto alle dichiarazioni dei toni bassi, la possibilità che a livello privato possa scattare qualche querela contro Bonetta e la critica molto forte di due presidi contro testate on line (…?) colpevoli di avanzare congetture soggettive sui problemi dell’Ateneo e di amplificare i dissensi interni alla d’Annunzio.

s. c.  21/06/2011 17.25