Bugie, tradimenti e misteri. Parolisi torna in tv: «cercate altrove»

Alessandro Biancardi

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SOMMA VESUVIANA. Per la prima volta è apparso davanti alle telecamere insofferente, irritato, stanco.

Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea, è tornato a parlare nel corso della trasmissione Quarto Grado di Salvo Sottile. Appena 7 giorni fa era stato ospite in studio e aveva ricostruito gli ultimi mesi infernali che hanno seguito la morte della moglie.

Ieri nuova intervista, diversa da tutte le precedenti concesse dal caporal maggiore dell'esercito: volto stanco, adirato per quello che continua a sentire e leggere in giro sul proprio conto. Per la prima volta, con forza e con rabbia, ha detto di non essere stato lui ad uccidere la povera Melania.

Ha messo da parte il tono dimesso, gli occhi lucidi e la voce tremolante ed è apparso più deciso. Ha smesso i panni da vittima («sono uno stronzo», «non l'ho difesa abbastanza», «ho paura dei media», diceva la settimana scorsa) e ha indossato quelli di uomo sicuro di sé e della propria innocenza.

«Ho tradito mia moglie ma non l'ho uccisa», ha detto. «Basta con questa storia del tradimento. Basta, sono mesi che se ne parla. Mi sono sbarazzato di quel cellulare (quello ritrovato nel campo sportivo di Villa Pigna e che veniva utilizzato per le conversazioni telefoniche con l'amante, la soldatessa Ludovica P.) per staccare da tutte quelle accuse. Si l'ho buttato lì», ha poi confermato. «Ma non l'ho spaccato in tre, non ho tolto né la sim né la batteria. Me ne sono liberato per non aver più legami con quella storia. Lo usavo solo per sentire l'altra persona», ha detto. «Il tradimento non è un reato, quindi basta. La mia vita è stata perseguitata a causa di un errore».

Il caporal maggiore ha poi chiarito di non aver mai conosciuto la soldatessa Laura Titta, arrestata nei giorni scorsi con l'accusa di essere  al servizio dei boss del clan dei Casalesi.

«Non ricordo di aver mai conosciuto questa ragazza», ha spiegato Parolisi, «né posso dire che sia stata una mia allieva. Il nome non mi dice niente. Non sono il playboy della situazione... Le ragazze vanno in caserma per lavorare».

Poi è tornato a parlare del delitto: «voglio la verità, come la vuole tutta la famiglia, voglio la verità senza degenerare. Gira sempre tutto intorno a me. Adesso basta. Vivo con il rimorso per quello che ho fatto: non è facile ammettere davanti a tutti di aver tradito. Può essere stato chiunque ad uccidere Melania. Non mi fido più di nessuno, nemmeno degli amici. Da quando si sa dei tradimenti sono passato per l'ultimo persona sulla faccia della terra. Gli altri sono tutti onesti e tutti puliti. Anche io sono pulito. Non sono un omicida. Non l'ho ammazzata».

MICHELE REA: «NON GLI HO MAI CHIESTO SE HA UCCISO MIA SORELLA»

Ospite di Quarto Grado anche il fratello di Melania, Michele Rea, che ha ammesso di non aver mai chiesto a Parolisi se è stato lui ad uccidere la giovane donna. «Non ho avuto il coraggio di avere un confronto con lui», ha ammesso Michele. «Adesso sto a guardare». Ha rivolto la tragica domanda al caporal maggiore, invece, Rino Rea, lo zio di Melania: «gliel'ho chiesto, mi ha detto di no, mi ha detto ''stai tranquillo''».

Lo stesso zio ha rivelato che subito dopo la scoperta del corpo di Melania Salvatore gli avrebbe detto: «Non me la dovevano ammazzare...mo che vado su.....». In un secondo tempo l'uomo ha chiesto al vedovo spiegazioni su quella frase: «mi disse che si era trattato di un momento di sfogo».

Michele si è detto però stufo delle continue bugie di Parolisi: «ha mentito anche sul telefonino ritrovato nel campo sportivo. Lui fa di tutto per attirare le attenzione su di sé. Non ammetto che lui non ha dato il cellulare in mano agli investigatori. Perchè lasciarlo lì? Era più semplice che andasse dagli inquirenti a consegnarlo. Può essere anche che lo abbia fatto senza pensarci ma così attira l' attenzione su di sé».

Sulla questione del telefonino lo zio ha rivelato che Salvatore gli disse di averlo buttato in un cassonetto della spazzatura «molto tempo fa» e dopo che si era sparsa la notizia del ritrovamento nel campo sempre lo zio affrontò Salvatore: «mi disse: ''mi sono abbassato per raccogliere una margherita per Melania''. Sei sicuro? ''Sì, non ti preoccupare''».

18/06/2011 10.08