Furti d'auto in tutto Abruzzo, 6 pugliesi nei guai

Alessandro Biancardi

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POPOLI: Due mesi di indagini e i carabinieri neutralizzano un sodalizio criminoso dedito alla commissione di furti di autovetture in tutto il territorio abruzzese.

A conclusione di complessa attività investigativa, svolta da gennaio a febbraio 2011, i carabinieri di Popoli (diretti dal capitano Pasquale Del Giudice) coadiuvati da quelli del comando di Cerignola, hanno denunciato 6 persone, ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti di autovetture.

Il pm Silvia Santoro, concordando con le risultanze investigative, ha richiesto l’emissione di misure cautelari emesse dal gip Sarandrea, nei confronti di due coppie di coniugi italiani imparentati fra loro, che risiedono a Trinitapoli, tutti indagati per aver costituito e partecipato a vario titolo all’organizzazione.

Per i fratelli Giuseppe e Antonio Garofalo, entrambi censurati, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere mentre per le rispettive consorti Carmela Capodivento e Loreta Bonadia Loreta, che rivestivano un ruolo marginale nell’ambito del sodalizio criminoso, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Alle 6 di questa mattina sono scattati gli arresti. L’indagine è partita dopo due furti di autovetture avvenuti il 28 dicembre del 2010 e il 4 gennaio del 2011 nel Comune di Torre de’ Passeri, entrambi nei pressi delle stessa tabaccheria.

Le indagini hanno portato alla luce l’esistenza dell’organizzazione e hanno consentito di identificarne i partecipanti, fissarne i ruoli e stabilirne gli scopi ed il modus operandi.

Giuseppe Garofalo, secondo gli inquirenti, girava per le vie urbane e scrutava le abitudini degli automobilisti locali. Si appropriava poi delle autovetture lasciate, momentaneamente, incustodite con le chiavi inserite nel quadro d’accensione.

L'uomo, alla guida del veicolo rubato, rientrava a Cerignola, per poi incontrarsi con il fratello Antonio, all’interno di un parcheggio dove venivano momentaneamente custodite le autovetture per poi essere vendute alla mala locale per finalità illecite o “tagliate” presso officine compiacenti.

Le consorti degli arrestati avevano il ruolo di coordinare i movimenti dei mariti e di fare loro da tramite. L’attività d’indagine ha consentito di appurare che i furti di autovetture, in parte recuperate dai carabinieri e restituite agli aventi diritto, sono avvenuti, nel periodo compreso fra settembre 2010 e febbraio 2011, in località delle Province di Pescara, Chieti, Teramo.

17/06/2011 12.25