Cordoma, «legalità addio dopo i 10mila euro di Di Zio». Lui: «nessun trasformismo»

Alessandro Biancardi

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RIFIUTOPOLI. MONTESILVANO. In pochi mesi «un cambio di rotta a 180°» sulla gestione dei rifiuti.

CORDOMA

RIFIUTOPOLI. MONTESILVANO. In pochi mesi «un cambio di rotta a 180°» sulla gestione dei rifiuti.

Nella corposa ordinanza dell'inchiesta del gip Guido Campli compare anche il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, che non sembra estraneo a quel sistema di corruzione messo in piede dalla famiglia Di Zio. Soldi e contributi elettorali, anche regolarmente registrati, per plasmare a proprio piacimento le decisioni politiche del territorio.

E se il sindaco Cordoma, il primo cittadino della legalità, eletto anche grazie alla spinta giustizialista del post Ciclone montesilvanese, all'inizio cerca di percorrere la via delle regole, cambierà ben presto rotta. E' questo ciò che sostiene la Procura di Pescara. Fondamentale nel trasformismo cordomiano, dicono sempre gli inquirenti, sarebbe il capogruppo del Pdl, Lorenzo Sospiri che riceveva i contributi elettorali destinati a «comprare i favori del sindaco» nell'ambito della partecipata comunale Ecoemme. In questo modo si sarebbe riusciti a far recedere Cordoma «da ogni velleità di controllo sul partner privato Deco» dei Di Zio, appunto.

LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2008

In occasione delle elezioni regionali del 2008 Di Zio eroga 27 mila euro in favore di Alleanza Nazionale: 10 mila sono in favore di Lorenzo Sospiri, che corre per una poltrona in Consiglio, altri 10 mila al coordinamento regionale e 7 mila al candidato Alfredo Castiglione (non indagato).

I 10 mila euro versati a Sospiri, scrive il gip, «sono da porre in diretta relazione con la necessità di comprare i favori del sindaco di Montesilvano Cordoma».

Anche perchè dopo l'uscita di scena del centrosinistra per i famosi arresti «gli equilibri politici» all'interno della partecipata, «erano totalmente sconvolti». Con il cambio del colore politico cambiano anche i funzionari delegati. Arriva così alla presidenza di Ecoemme l'avvocato Domenico Di Carlo e i revisori Cuoccio e Rasetta.

I nuovi funzionari rilevano subito situazioni di illiceità e impongono la cessazione, alla data del 31 dicembre del 2006, di tutti i partenariati concessi senza gara pubblica. Tra questi anche quello della Deco. Il presidente Di Carlo e i revisori mettono nero su bianco la richiesta e anche Cordoma appoggia il tutto.

Il primo cittadino arriva anche a redigere una denuncia che consegna in Procura. In più si affida ad un nuovo consulente che rilascia un nuovo parere che conferma la cessazione della concessione Ecoemme. Bene, sembra ci sia aria nuova a Montesilvano. Ma presto le cose cambiano.  «Questa ventata di legalità», scrive Campli, «è vista come il fumo negli occhi dal gruppo Di Zio che corre ai ripari nel solito modo». Così, quando gli imprenditori dei rifiuti stanno per soccombere e il sindaco Cordoma sta per indire una gara pubblica arriva il colpo di scena.

CORDOMA CAMBIA IDEA, NO ALLA GARA PUBBLICA

Il gip parla di «intensissimo scambio di comunicazioni telefoniche» in quei giorni, «tra Rodolfo Valentino Di Zio e il candidato alle elezioni regionali in quota Pdl, Lorenzo Sospiri, mentore del sindaco Cordoma, (come rivelò lui stesso anche nelle intercettazioni dell'inchiesta dei presunti concorsi pilotati dicendo «perché quell'imbecille ce l'ho messo io là capito...»). Era il 28 ottobre del 2008.

Lo stesso giorno la Deco versa un contributo elettorale di 10 mila euro in favore di Sospiri. Il 3 novembre, sei giorni dopo, Cordoma «cambia rotta a 180°: fa convocare il cda di Ecoemme dal vice presidente esautorando dalle sue funzioni il presidente Di Carlo che aveva denunciato le irregolarità». «Nel corso della riunione Cordoma prende la parola e afferma che nonostante il parere dell'avvocato Montanino, il rapporto con la Deco deve continuare».

Proprio per questo il sindaco sarebbe responsabile, secondo la procura, di aver prorogato l’affidamento del servizio alla Ecoemme nonostante la concessione fosse scaduta il 31 dicembre 2006. A fine 2009, in una conferenza stampa convocata in tutta fretta a seguito di notizie sull'inchiesta, spiegò la sua versione dei fatti e disse che «fare una gara europea sarebbe costato moltissimo alle tasche dei cittadini», battendo così su uno dei suoi tasti preferiti, il risparmio per la comunità. Risparmio a tutti i costi.

Di Carlo, però, capisce di aver perso la battaglia e il 17 novembre si dimette. «Il sindaco è passato dalla parte dei Di Zio», scrive la Procura, «e della illegalità». Anche le intercettazioni dimostrerebbero chiaramente il cambio di rotta.

Prima del finanziamento Cordoma dice: «Per dieci anni hanno mangiato e basta (i Di Zio, ndr)...questi poveri cittadini di Montesilvano....questo si chiama Ecomafia!»

Dopo il finanziamento a Sospiri, invece, il sindaco è addirittura contento delle dimissioni del suo fiduciario Di Carlo:

Cordoma: «Mimmo Di Carlo si è dimesso»

Sospiri: «Meno male»

Cordoma: «meno male, mi ha risolto un problema grosso come una casa...questa è una grande notizia»

L'IDEA DELL'INCENERITORE

Dopo il cambio di rotta totale Cordoma si candida anche per localizzare a Montesilvano un inceneritore «dimostrando», scrive Campli, «piena adesione al progetto criminale dei Di Zio».

Cordoma a Ettore Di Zio: «io ti devo incontrare per sapere e parlare di termovalorizzatore con te...di questa cosa...perchè quella idea...quel semino che abbiamo gettato l'altra sera lo sto innaffiando e vediamo se può nascere qualcosa...». «I politici avvicinati da Di Zio», scrive ancora il gip Campli, «finiscono per smaniare dalla voglia di costruire un inceneritore, senza alcuna preoccupazione per le pesantissime ricadute sul territorio e sulla collettività».

Per la Procura, inoltre, sarebbe «fortemente sintomatico del nuovo corso di occupazione dei centri del potere amministrativo» al Comune di Montesilvano il fatto che «la bozza del parere legale richiesto ad illustri accademici sia stata riveduta e corretta da Ettore Di Zio con gli aggiustamenti più convenienti al gruppo privato».

Alessandra Lotti  23/09/2010 11.15

MAI RICEVUTO SOLDI, IO AMMINISTRO NELLA LEGALITA' 

«Non ho mai ricevuto soldi dai fratelli Di Zio», replica il primo cittadino. «Pur essendomi stati offerti -in modo legale e nel rispetto della normativa vigente- nel corso della campagna elettorale non ho mai ricevuto contributi da nessun imprenditore, ma per la stessa, ho acceso un regolare prestito fiduciario riscontrabile dai miei conti bancari e che tutt’oggi sto estinguendo mensilmente. Va anche chiarito un secondo aspetto importante, relativo alle vicende della “Ecoemme”».

«Ho amministrato tenendo conto solo del bene dei miei cittadini», assicura Cordoma. «Ogni mia decisione, condivisa sempre dalla maggioranza, è stata presa in base solo a motivazioni di natura tecnica, assolutamente non legati ad eventi che forse hanno interessato altre persone. Il sottoscritto non è un trasformista , come qualcuno in maniera poco felice ha scritto, ma è profondamente coerente sempre verso i suoi principi ed ideali, tra i quali vi è il rispetto della legalità».

24/09/10 9.14