Parolisi in tv ammette: «quel telefonino ritrovato è mio»

Alessandro Biancardi

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Parolisi in tv ammette: «quel telefonino ritrovato è mio»
ASCOLI. Svelato il mistero del telefonino trovato a Villa Pigna, una frazione di Folignano a pochi chilometri dalla casa di Melania.

L'apparecchio, avvolto in una busta di plastica, è stato trovato lo scorso 10 giugno dai carabinieri all'esterno dei bagni del piccolo campo sportivo dove Salvatore Parolisi andava a fare footing.

I militari erano giunti sul posto a seguito di una telefonata. In un primo momento il caporal maggiore ha negato che si trattasse di un suo cellulare. Oggi però ha fatto marcia indietro in una intervista televisiva concessa ad un inviato di Quarto Grado.

La stessa trasmissione televisiva alla quale il caporal maggiore, esattamente una settimana fa, aveva rilasciato una intervista in cui ribadiva di non essere l'assassino della moglie.

«E' vero, quel telefonino nel campo è mio. L'ho buttato una ventina di giorni fa» , ha detto Parolisi nel corso dell'intervista che sarà trasmessa domani sera.

L'uomo ha così confermato di essersi disfatto del cellulare, utilizzato per comunicare di nascosto con Ludovica P., la soldatessa con cui aveva una relazione extraconiugale.

Il marito di Melania, a quel che si sa, aveva già raccontato il particolare (ovvero di aver buttato l'apparecchio) ai magistrati della Procura di Ascoli.

Ma al ritrovamento del cellulare si è arrivati grazie alla segnalazione di una persona del posto, che aveva detto agli investigatori di aver visto il militare armeggiare con qualcosa per terra fuori dalla palazzina che ospita i bagni pubblici.

Al fratello di Melania, che gli aveva chiesto chiarimenti sull' episodio, Salvatore avrebbe confermato di essere stato quel giorno nel campetto ma di essersi piegato per raccogliere un fiore per la moglie morta.

Un particolare però che era apparso molto strano se non altro per l'incredibile coincidenza che sul posto si trovasse un cellulare abbandonato.

Resta da capire perchè Parolisi ha fatto quello che ha fatto e in questo modo smentisce se stesso perchè qualche settimana fa aveva raccontato di essersi disfatto del telefonino gettandolo in un secchio della spazzatura.

 TITTA NON RISPONDE

 Si è avvalsa invece della facoltà di non rispondere Laura Titta, la soldatessa 25enne arrestata martedì scorso con l'accusa di favoreggiamento nei confronti di boss latitanti del clan dei casalesi.

La giovane, che stava seguendo un corso di addestramento nella caserma sede del 235° Rav di Ascoli Piceno (la stessa dove è in servizio Parolisi,), è comparsa oggi davanti al gip di Santa Maria Capua Vetere Cettina Criscuolo, che avrebbe dovuto interrogarla per rogatoria; l'ordinanza di custodia cautelare era stata infatti emessa dal gip di Napoli Dario Gallo. Ma la soldatessa ha deciso di non rispondere alle domande, chiedendo invece di rendere spontanee dichiarazioni in merito alle esigenze cautelari. Laura Titta ha affermato, in particolare, che dal 2009 è nell'esercito, dove il suo lavoro è apprezzato; le incombenze militari la impegnano assiduamente: di conseguenza, non ritiene giusta la detenzione (la soldatessa è detenuta nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere). I fatti che le vengono contestati risalgono al 2008, quando il killer Emilio Di Caterino, oggi collaboratore di giustizia, era latitante. Laura lo avrebbe ospitato a casa sua almeno in una circostanza e gli avrebbe procurato indumenti puliti e pasti. Lo stesso ruolo sarebbe stato svolto dall'amica del cuore della soldatessa, Francesca Maisto, a sua volta arrestata. In cambio, Di Caterino sarebbe intervenuto più volte per organizzare spedizioni punitive su richiesta della soldatessa o di sua madre, Patrizia Aiello, che è a sua volta indagata; entrambe, infatti, hanno alle spalle vicende sentimentali molto burrascose.

Nei prossimi giorni il legale di Laura Titta presenterà istanza di scarcerazione al Riesame. Non risultano ancora contatti tra la Dda di Napoli e la Procura di Ascoli Piceno, che indaga sull'omicidio di Melania Rea. I magistrati marchigiani intendono verificare se la soldatessa arrestata conoscesse Salvatore Parolisi, che è istruttore nella sua stessa caserma.

16/06/2011 19.36