Pedaggio asse attrezzato, l'Abruzzo sta a guardare mentre l'Italia si mobilita

Alessandro Biancardi

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Pedaggio asse attrezzato, l'Abruzzo sta a guardare mentre l'Italia si mobilita
ABRUZZO. Mezza Italia si mobilita per fermare il pedaggio sui raccordi autostradali.

Se a Chieti si pensa ad un bonus per i residenti delle aree a ridosso dell'Asse attrezzato, poco più a nord, non ci pensano proprio a far passare il provvedimento. Tanto che la Cna di Perugia, Arezzo e Siena hanno annunciato che il 24 giugno per «difendere il territorio» scenderanno in campo 500 «Tir-lumaca».

«Riteniamo che l’introduzione del pedaggio su una strada priva, oltretutto, delle caratteristiche tecniche adeguate, sia un’autentica follia — afferma Andrea Sereni, presidente della Cna provinciale di Arezzo —. Il ministro Altero Matteoli ha affermato che il pedaggio servirà anche alle spese di adeguamento del raccordo, ma non si può chiedere ai cittadini e alle imprese di pagare in anticipo per servizi che, forse, si otterranno solo domani».

Si usa quindi la forza a differenza dell'Abruzzo che al momento sta a guardare senza un coordinamento comune. La Provincia di Pescara, con in prima linea il presidente Guerino Testa, che nei mesi scorsi si è rivolto al Tar portando a casa una prima vittoria, spera che il Consiglio di Stato confermi la sentenza (c'è già stata la sospensiva che fa ben sperare). Testa ha già annunciato ricorso qualora venisse varato il decreto che istituirà il pedaggio. 

La politica si affida a ipotesi di lavoro non si sa quanto percorribili. Il Pd chiede un declassamento dell'asse attrezzato ma dal Pdl (dopo gli incontri con il ministro Matteoli) si replica che nemmeno questa manovra consentirebbe di mettere la strada in salvo.

L'argomento interessa indubbiamente molte persone ed entro giugno il pedaggio potrebbe essere varato dal Governo e migliaia di abruzzesi verrebbero colpiti da un balzello molto fastidioso.

Se il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, tace, si dice pronta la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, anche  ad «azioni di forza» e a forme di «disobbedienza civile» per evitare l'introduzione del ticket sul Grande raccordo anulare romano. La Polverini contesta, inoltre, «un atteggiamento persecutorio» da parte dei leghisti nei confronti della Capitale. Pare infatti che il pedaggio sia una chiara volontà del Carroccio.

Nell’Abruzzo dei commissari e della sospensione della democrazia anche questa nuova tassa viene vista come ineludibile. E le poche prese di posizione non hanno al momento spuntato alcun risultato concreto.

«UN BONUS PER I RESIDENTI»

A Chieti, intanto, il vice sindaco Bruno Di Paolo pensa a cosa fare se il pedaggio dovesse diventare effettivo.  Perchè sa bene che l’introduzione di un balzello avrebbe quale prima conseguenza l’aumento del traffico sulle strade comunali intasando e congestionando intere aree urbane, principalmente quelle di Chieti e di San Giovanni Teatino, con un incremento esponenziale sia dei tassi di inquinamento dell’aria e sia dei rischi per la pubblica e privata incolumità.

Una situazione che aveva pronosticato anche l'ex sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, che aveva addirittura ipotizzato una multa per quanti eviteranno di prendere l'asse attrezzato. Tesi poi sposata anche dal sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli, che pensa ad una tassa per salvaguardare le ''sue'' strade.

Di Paolo pensa, invece, ad un bonus per i residenti delle aree a ridosso dell'Asse Attrezzato Chieti-Pescara. «Si tratta - conclude il vice sindaco - di una soluzione estrema che come amministrazione siamo decisi a perseguire qualora non dovessero essere ascoltate, dal Governo, le nostre legittime richieste ed al solo fine di ridurre al minimo i disagi per i nostri concittadini».

ODG ALLA CAMERA

In Commissione Trasporti alla Camera quest'oggi il deputato e capogruppo del Pd Michele Meta ha presentato un odg al decreto legge Sviluppo in discussione a Montecitorio «con il quale ci rivolgiamo agli esponenti del centrodestra per vincolare il Governo ad emanare un provvedimento che annulli l'introduzione dei nuovi pedaggi, applicando la norma del Codice della strada che prevede di destinare alla manutenzione delle autostrade Anas il 50% dei proventi delle multe per limiti di velocità».

«Il Trasporto pubblico locale - spiega Meta- è in crisi evidente a causa dei tagli del Governo e ci sono sempre più persone che utilizzano l'automobile per recarsi al lavoro. Se a questo scenario aggiungiamo i rincari fuori misura del costo dei carburanti vediamo come i pendolari sono esposti ad un accanimento terapeutico inaccettabile - spiega Meta - se li si vuole penalizzare anche con nuovi pedaggi su 1300 chilometri di autostrade Anas. Abbiamo presentato un emendamento sui pedaggi al Dl Sviluppo, giudicato inammissibile, ma intendiamo comunque far votare il Parlamento sul nostro odg la prossima settimana». Nei prossimi giorni il Pd chiederà un'audizione al presidente dell'Anas in commissione Trasporti per capire come stanno realmente le cose.

I nuovi pedaggi interessano diversi milioni di italiani in tutta la penisola ed in questo momento di “bassa” del centrodestra varare un provvedimento del genere metterebbe una seria ipoteca sulle future elezioni.

 15/06/2011 17.49