L’Anaao rischia la spaccatura. Di Meco: «troppo servilismo verso Chiodi e Venturoni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ bufera, con rischio concreto di spaccatura, all’interno dell’Anaao-Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri.

Da una parte, a difesa della politica sanitaria regionale, scende in campo il segretario regionale Filippo Gianfelice, dall’altra negli stessi giorni anche l’Anaao-Assomed firma il ricorso al Tar contro il decreto del Commissario che taglia le Uoc, le unità operative complesse e cioè i primari. «Non sono sorpreso, sono amareggiato»: Francesco Di Meco, segretario Anaao-Assomed di Chieti, commenta così la presa di posizione del suo segretario regionale Filippo Gianfelice, a nome del quale pochi giorni fa ha firmato il ricorso su delega della stessa segreteria regionale.

Di più non vuole dire, sia perché «si tratta di vicende interne al sindacato» ed i panni sporchi si lavano in casa, sia perché il suo pensiero lo ha già espresso in un comunicato inviato ai suoi colleghi. «Mi dispiace constatare che il servilismo nei confronti di Chiodi persiste ancora – scrive Di Meco – il segretario regionale Gianfelice ha prodotto un comunicato di retroguardia, che forse poteva essere buono due anni fa, ma che comunque non denuncia quello che è stato discusso nell’ultimo consiglio regionale».

Fin qui le valutazioni interne, che saranno discusse anche dagli altri segretari provinciali Anaao. Ma la critica più feroce alla politica sanitaria della Regione è sullo stato di salute degli ospedali.

Per Di Meco «tutti gli ospedali periferici stanno morendo e con essi moriranno anche i pazienti ai quali non è stata offerta alcuna soluzione assistenziale alternativa».

Dunque secondo il segretario Anaao di Chieti, bene avrebbe fatto la segreteria regionale a distinguersi dalle delibere del duo Chiodi- Baraldi, contro le quali, come detto, è stato inoltrato ricorso insieme agli altri sindacati medici.

«Purtroppo – sostiene Di Meco – Gianfelice dimentica quello che sostiene il Consiglio e tutela i soli interessi dei suoi pochi amici teramani, ancora troppo influenti».

Come si intuisce, il riferimento è all’ex assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, che appunto proviene dall’Anaao. Ma questo è di ostacolo all’attuale segreteria regionale che così sembra «rappresentativa della sola realtà teramana, tanto che sarebbe opportuno sfiduciarla – conclude Di Meco – altrimenti, in alternativa, potremmo cancellarci tutti dal sindacato. Ma credo che per Gianfelice non valga la pena farsi ricordare come segretario regionale che ha disgregato l’Anaao abruzzese».

 

Sebastiano Calella 15/06/2011 10.10