Calcio scommesse: Erodiani vuota il sacco e inguaia tutti

Alessandro Biancardi

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L'ULTIMA SCOMMESSA. CREMONA. I principali indagati tornano in libertà ma la Procura non arretra: «dopo gli interrogatori confermato l'impianto accusatorio».

L'ULTIMA SCOMMESSA. CREMONA. I principali indagati tornano in libertà ma la Procura non arretra: «dopo gli interrogatori confermato l'impianto accusatorio».

Ieri pomeriggio il gip di Cremona Guido Salvini ha detto sì e il portiere del "Cus Chieti" (Serie A2 di calcio a 5) Gianluca Tuccella è tornato un uomo libero: agli arresti domiciliari dal 1 giugno scorso, il giudice ha disposto per lui l'obbligo di firma.

Salvini ha revocato gli arresti domiciliari anche al giocatore dell'Ascoli Vittorio Micolucci, di Giulianova. Il giudice, accogliendo l'istanza avanzata dall'avvocato Daniela Pigotti, ha ritenuto ormai scemate le esigenze cautelari legate al pericolo di reiterazione del reato anche a seguito degli interrogatori. Il calciatore dovrà comunque presentarsi due volte la settimana per la firma all'autorità di polizia giudiziaria.

La posizione di Micolucci è stata definita dal legale "marginale". Sulle frasi intercettate, come quella in cui si parla di Ascoli-Atalanta del 21 marzo scorso, la difesa ha sostenuto che il calciatore avesse peccato solo di 'leggerezza', mostrandosi accondiscendente per non dispiacere una persona amica. Micolucci, è la tesi difensiva, avrebbe fatto credere cose che poi non aveva intenzione di mettere in pratica e andava in campo solo per fare il bene della squadra. Quanto ad altri indagati che si riferivano al giocatore nelle telefonate, secondo la difesa, millantavano situazioni e conoscenze. Micolucci, ha detto l'avvocato Pigotti, non conosceva Erodiani, né Doni.

LIBERO ANCHE BEPPE SIGNORI

E ieri è stato il giorno del ritorno in libertà anche dell'ex bomber azzurro Beppe Signori. Nel provvedimento col quale si dispone la cessazione della misura cautelare si sottolinea che dagli interrogatori degli arrestati e da quelli condotti dal pm «sono stati raccolti elementi che, per ampiezza e concordanza, hanno fornito piena conferma di quasi tutti gli episodi di frode sportiva», raccolti nell'ordinanza di custodia cautelare e «del contesto associativo in cui si sono sviluppate».

Il giudice sottolinea che «tale valutazione coinvolge anche la posizione di Signori Giuseppe, che pure ha negato ogni responsabilità, tenendo conto delle ampie dichiarazioni che riguardano il suo ruolo, rese sin dai primi interrogatori dinanzi a questo gip da Giannone Francesco e Bruni Manlio (i commercialisti del calciatore, ndr), coinvolti nei medesimi episodi ascritti a Signori (in particolare sotto il profilo del finanziamento delle partite truccare da 'piazzare' all'estero)...».

Il giudice cita anche le dichiarazioni rese da Marco Pirani e dal pescarese Massimo Erodiani, ritenuti i promotori dell'associazione, e il «riscontro obiettivo fornito dal sequestro dell'appunto manoscritto che Signori ha ammesso di aver redatto, senza tuttavia essere in grado di spiegarne in modo credibile il significato».

ERODIANI, PAOLONI E I FLACONI PER ADDORMENTARE COMPAGNI

Nei giorni scorsi il pescarese Massimo Erodiani, attualmente ai domiciliari dopo 11 giorni trascorsi nel carcere di Cremona, ritenuto al vertice dell'associazione a delinquere ha raccontato nel suo interrogatorio davanti al procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, che il portiere della Cremonese, Marco Paoloni, in occasione di Cremonese-Paganese del 14 novembre dell'anno scorso avrebbe pensato a «un secondo flacone» di Minias, oltre a quello che avrebbe usato per cercare di addormentare i propri compagni di squadra per alterare il risultato della partita.

«Quanto alla partita Cremonese-Paganese - Erodiani fa mettere a verbale - trattasi effettivamente di una partita che doveva finire con la vittoria della Paganese in trasferta».

Secondo Erodiani, il medico dentista Marco Pirani, anch'egli arrestato, «voleva fare questa partita per agevolare Paoloni perché in caso di risultato conforme a quello da lui prospettato, avrebbe potuto azzerare o ridurre il debito che Paoloni aveva nei miei confronti».

Erodiani avrebbe manifestato i propri dubbi riguardo alla possibilità di far vincere la Paganese «in quanto era squadra molto modesta, l'ultima in classifica che stentava a superare metà campo».

«Effettivamente il sabato prima della partita – ha ricordato il titolare di agenzie di scommesse - mentre mi trovavo al casello autostradale di Val Vibrata, dove mi ero incontrato con Pirani, quest'ultimo mi ha riferito che Paoloni era impazzito e che aveva intenzione di addormentare la sua squadra».

Secondo Erodiani, «Pirani aveva già effettuato il fax con il quale aveva trasmesso la ricetta a un tabacchino a Cremona che pertanto ipotizzò che fosse d'accordo. Per me in sostanza è stata una sorpresa. Ricordo che Pirani sospettò la possibilità che ci fosse la richiesta da parte del Paoloni di un secondo flacone. Pirani infatti mi consegnò l'originale proprio in vista della possibilità di inviare un secondo fax al fine di consentire al Paoloni di acquistare un secondo flacone».

Paoloni, ex portiere della Cremonese poi del Benevento, nel suo interrogatorio davanti al procuratore Roberto Di Martino, ha invece negato di aver somministrato il farmaco ai compagni di squadra.

LA PAURA E LE GUARDIE DEL CORPO

E sempre secondo quanto ricostruito nell'interrogatorio dell'8 giugno scorso fu l'ex capitano del Bari, Antonio Bellavista, a presentare al titolare di agenzie di scommesse Massimo Erodiani il gruppo di scommettitori dei 'Bolognesi' «che era già operativo e che investiva su 7/8 partite all'anno».

«La prima partita che è stata trattata con i 'Bolognesi' è stata Atalanta-Piacenza – ha raccontato Erodiani -. Quando ci siamo recati a Bologna, il 15 marzo 2001, credo di mercoledì, già ritenevamo di essere a buon punto per la manipolazione della partita Atalanta-Piacenza del sabato successivo. Io in sostanza ero in contatto con Paoloni (Marco, ex portiere della Cremonese, ancora in carcere, ndr) che a sua vola riferiva di esser in contatto con Gervasoni che giocava nel Piacenza...»

Erodiani ricorda che «la partita non è stata poi giocata dai 'Bolognesi' perché a un certo punto le quote sono crollate, a meno che non ci avessero garantito l'over 3,5 che Paoloni non è stato in grado di garantire».

«Prendo atto sia di quanto detto da Parlato (ex calciatore anch'egli arrestato, ndr) che dalle intercettazioni sembra dedursi un coinvolgimento di Doni dell'Atalanta attraverso Santoni (preparatore dei portieri del Ravenna, che non risulta indagato ndr.) ... Non sono a conoscenza di questi rapporti anche se li ritengo non improbabili...».

C'é poi la testimonianza dettagliata di Bruni sul ruolo di 'garante' dell'ex calciatore con chi gestiva le scommesse a Singapore che gli causò non pochi grattacapi, dopo il fallimento della combine di Inter-Lecce.

«Signori aveva garantito con i suoi referenti per Singapore di avere gli assegni in mano e questo bastava - ha detto Bruni davanti al gip il 4 giugno scorso -. Del resto a Singapore non c'era bisogno di fare bonifici, né di anticipare i soldi se c'era un rapporto di fiducia con lo scommettitore».

Rapporto di fiducia venuto meno se, come racconta Bruni, «... qualche giorno dopo la fine della partita Signori cominciò a essere pressato dagli asiatici per il pagamento della puntata. Signori ci disse che c'era il rischio che quelli di Singapore venissero a darci una lezione». Il gruppo cercò di accomodare le cose, incontrandosi varie volte. In un clima non proprio disteso: «A un incontro a Bologna nel mio studio - racconta Bruni - martedì 22 marzo, vennero Erodiani e Bellavista (Antonio, ex capitano del Bari ora in carcere, ndr), ciascuno con un personaggio al suo seguito che si spacciavano per giocatori di calcetto che dovevano andare a Milano Marittima. Questi aspettarono in anticamera. Capimmo però - ricorda Bruni -, quando si fece tardi, che non erano a Bologna per quell'impegno, ma erano venuti per coprire le spalle a loro due...».

«Preciso che Signori - ha concluso Bruni - non venne a cena perché aveva cura di non farsi vedere con noi». 

15/06/2011 8.40