Calcio scommese, Erodiani esce dal carcere di Cremona. Per lui domiciliari a Pescara

Alessandro Biancardi

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L'ULTIMA SCOMMESSA. CREMONA. E' uscito dal carcere dopo 11 giorni di detenzione Massimo Erodiani, il pescarese a capo della presunta associazione a delinquere che avrebbe gestito scommesse clandestine.

L'ULTIMA SCOMMESSA. CREMONA. E' uscito dal carcere dopo 11 giorni di detenzione Massimo Erodiani, il pescarese a capo della presunta associazione a delinquere che avrebbe gestito scommesse clandestine.

Polo a strisce bianche a azzurre, pantalone lungo fino al ginocchio, occhiali da sole e un piccolo trolley: Erodiani sabato ha lasciato la casa circondariale da solo, per tornare a Pescara dove dovrà scontare i domiciliari.

«Voglio solo tornare a casa e riabbracciare i miei figli, a cui ho tolto 11 giorni di vita», ha detto ai giornalisti che lo hanno fermato mentre stava uscendo.

«Dell'inchiesta non posso parlare», ha aggiunto prima di prendere un taxi e prendere un treno per Pescara. Nessuno è andato a prenderlo né è stata disposta una scorta di accompagnamento. Così l'uomo è tornato a casa da solo.

Nei giorni scorsi il pescarese titolare di due sale scommesse avrebbe in parte confermato la ricostruzione dei fatti contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare.

Davanti al gip Guido Salvini l'uomo, assistito dall’avvocato Giancarlo De Marco, avrebbe confermato in sostanza le intercettazioni e la loro “decodificazione” da parte della squadra mobile di Cremona ed alla fine vi sarebbe stata una sostanziale conferma del quadro accusatorio.

Erodiani ha spiegato di essere entrato nella vicenda per «recuperare un credito da un giocatore scommettitore».

Dopo di lui, sabato, è uscito dal carcere anche il medico odontoiatra Marco Pirani, che è salito a bordo dell'auto di un suo legale, Isabella Cantalupo. «Sto bene» si è limitato a dire il medico, che non ha voluto rispondere a domande sul contenuto dell'inchiesta.

Spera di uscire presto dal carcere anche Marco Paoloni, portiere del Benevento ed ex della Cremonese, interrogato venerdì dal procuratore di Cremona Roberto Di Martino.

«Sta bene ed è soddisfatto del suo interrogatorio» e, prima di affrontare i problemi che gli deriveranno dalla giustizia sportiva, «vuole risolvere i problemi che lui stesso a creato con il suo comportamento superficiale», ha detto l'avvocato del giocatore, Emanuela Di Paolo, all'uscita del tribunale di Cremona.

Intanto anche il mondo del calcio giocato è in fermento: il caos è dietro l'angolo e non solo per le società che rischiano sanzioni, nel caso in cui venisse accertata la loro responsabilità oggettiva negli eventuali illeciti commessi da tesserati: ci sono infatti le squadre che si sentono danneggiate dallo scandalo, come il Piacenza i cui dirigenti hanno annunciato di non iscriversi alla Lega Pro dopo la retrocessione sancita dai playout con l'Albinoleffe, gara che il club emiliano aveva chiesto di non disputare proprio alla luce della bufera scoppiata.

«Giustizia va fatta con giustizia – è tornato a ripetere il presidente della Lega Pro, Mario Macalli dai microfoni di Sky - c'é un tempo utile: sono sicuro che chi amministra la giustizia sportiva lo debba fare con serenità, con i tempi tecnici che ci vogliono, altrimenti si commettono altre ingiustizie». Macalli è pronto a «un'estate non calda, ma bollente», ma ci tiene a sottolineare che «non è una vergogna diventare poveri, piuttosto fare quello che hanno fatto con il calcioscommesse da cui prendiamo le distanze».

In settimana, martedì, è già fissato un altro consiglio federale in cui inevitabilmente il tema scommesse terrà banco.

13/06/2011 9.20

* TUTTO SULL'INCHIESTA 'LAST BET'