Asse attrezzato, riparte la mobilitazione. Pochi giorni per fermare il pedaggio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Governo insiste e continua sulla strada del pedaggio di alcune arterie dell'Anas.

ABRUZZO. Il Governo insiste e continua sulla strada del pedaggio di alcune arterie dell'Anas.

La riconferma è arrivata in vista dell’emanazione del maxi decreto sui conti pubblici nel quale è stato introdotto il pagamento del pedaggio su alcune arterie dell’Anas, come l’asse attrezzato Chieti-Pescara. La decisione dovrebbe arrivare entro giugno.

E tra Pescara e Chieti monta nuovamente la protesta dopo alcune settimane di tranquillità anche a seguito della vittoria della Provincia pescarese davanti al Tar che aveva giudicato il provvedimento in contrasto con le norme comunitarie. Al momento è ancora in sospeso un ricorso al Consiglio di Stato e il pericolo è tutt'altro che scongiurato.

«Se il Governo non cambia idea non lo facciamo neanche noi», ha assicurato il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, che ha garantito nuovamente che «laddove sarà necessario e possibile adiremo di nuovo le vie legali potendo contare sul supporto fondamentale di molti altri enti e associazioni che oggi sono al nostro fianco».

Testa sottolinea che la Provincia on ha affatto cambiato idea in merito al pedaggio dell'asse attrezzato.

«Sono sempre stato convinto e lo sono anche oggi che si tratta di un ingiustificato balzello che i cittadini e gli automobilisti non meritano. La battaglia dunque va avanti esattamente con lo spirito dei mesi scorsi e dello scorso anno quando siamo riusciti a bloccare l'aumento del pedaggio autostradale presentando un ricorso al Tar del Lazio, che ci ha dato ragione».

Anche il Partito Democratico è pronto alla battaglia: i segretari di Pescara e Chieti, Stefano Casciano ed Enrico Iacobitti, annunciano che il partito «scenderà in campo con iniziative estreme per impedire il pedaggio dell'Asse Attrezzato».

«Nel momento in cui vedremo la prima ruspa o il primo accenno di cantiere, come Partito Democratico scenderemo in campo con iniziative straordinarie ed estreme. Se sarà necessario - affermano in una nota -, arriveremo a bloccare i lavori, ad impedire l'accesso all'asse agli automobilisti, coinvolgeremo tutti i sindaci dei Comuni della regione per una maximobilitazione cittadina».

E una nuova proposta è arrivata sul tavolo dei parlamentari abruzzesi del centrodestra da parte del senatore del Partito democratico Giovanni Legnini. «Con la manovra finanziaria di giugno noi siamo pronti a riproporre la declassificazione dell'asse attrezzato per scongiurare l'introduzione del pedaggio – ha spiegato Legnini -. E' ancora possibile una battaglia comune».

Decisa a combattere fino alla risoluzione del problema anche la Cna abruzzese che invita alla mobilitazione le categorie produttive abruzzesi e i parlamentari. «La verità è che si tratta solo dell’ennesimo espediente escogitato per far cassa, e a pagare saranno alcuna una volta cittadini e imprese. E per fare questo il governo non esiterà a infilare le mani nel portafoglio dei contribuenti, in particolar modo pendolari, cittadini residenti e imprese del trasporto, che saranno i primi a pagare di tasca loro il prezzo dell’ennesima gabella».

Secondo l’associazione dell’artigianato presieduta da Italo Lupo, che già aveva espresso il proprio sostegno e apprezzamento per le iniziative assunte dagli enti locali contro il provvedimento, le associazioni che rappresentano il mondo dell’impresa e dei sindacati dei lavoratori – che pure nelle settimane avevano dato vita a una campagna di comunicazione contro l’annunciato pedaggio - devono serrare le fila per dar vita a una protesta più efficace e visibile.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che istituirà il pagamento anche sul tratto stradale Pescara-Chieti non esiste ancora ma nel momento in cui sarà emanato saranno necessari solo 150 giorni per la sola installazione delle porte di accesso e di uscita.

13/06/2011 8.32