Blackout Poste Italiane: si apre conciliazione. Adiconsum: «attenzione ai falsi moduli online»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Poste italiane ha aperto un tavolo di conciliazione con gli utenti per il disservizio provocato dal blackout informatico nei giorni scorsi.

Ad annunciarlo è Pietro Giordano, presidente di Adiconsum (associazione in difesa di consumatori ed ambiente) che saluta con soddisfazione la disponibilità di Poste italiane ad aprire una fase di conciliazione presso le Commissioni regionali con tutti gli utenti che, attraverso domande ed e-mail presentate alle Associazioni dei Consumatori e agli uffici postali, ne facciano richiesta.

Ma l’Adiconsum mette in guardia i consumatori dai falsi moduli di conciliazione già presenti online «perché quelli veri, frutto dell’accordo tra Adiconsum e Poste saranno disponibili dal 17 giugno in poi», data in cui verranno discussi i termini dell’accordo.

Sin da subito Adiconsum ed altre associazioni in difesa dei consumatori avevano chiesto spiegazioni a Poste sul perchè dal primo giugno il sistema informatico fosse andato in tilt, causando disagi ai consumatori.

Dal nord al sud, Abruzzo compreso, si sono registrate code agli uffici postali: c’era chi si accalcava, chi, in fila da ore, brandiva bollette da pagare, pensioni da ritirare, raccomandate urgenti.

Alcuni hanno trovato una via alternativa per far fronte alle scadenze utilizzando internet.

L’azienda ha attribuito la colpa ai danni che i nuovi software dei sistemi centrali Ibm e Hp (installati il 10 maggio) su cui poggiano le attività di Poste Italiane, hanno subito.

«Il sistema», chiarisce Poste italiane, «è sofisticatissimo e permette di accorciare di molto l’attesa allo sportello. Infatti nel desktop l’impiegato avrà la possibilità di visualizzare contemporaneamente tutti i tipi di operazione senza dover aprire e chiudere le finestre d’applicazione. Prima che accadesse il blackout sono stati comunque garantiti i servizi a tutti i clienti in attesa, sono state effettuate sei milioni di transazioni, sono state pagate più di 250 mila pensioni e sono state eseguite 1,5 milioni di operazioni di pagamento di bollettini».

E’ per questa sua complessità, sottolinea l’azienda, che si è impallato tutto e «non ha retto un sovraccarico del genere».

Sin da subito Adusbef, Federconsumatori ed Adiconsum hanno invitato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ad aprire un tavolo di conciliazione sui disservizi.

Invito accolto subito dall’azienda ed ora che la trattativa è aperta, Pietro Giordano dell’Adiconsum avanza delle richieste precise: «il riconoscimento dei disagi e danni subiti dalla clientela particolarmente dalle categorie più deboli, pensionati, portatori di handicap; che ci sia particolare riguardo da parte di Poste verso i ritardi e mancati pagamenti relativi a bollette, fatture, contravvenzioni, rate di finanziamento, tasse e tributi, presentazione domande per Gare e Bandi(cioè che non si faccia pagare una penale sul ritardo) ed infine che si superi il tetto massimo di 600 euro quale risarcimento ai consumatori che chiederanno la conciliazione paritetica».

E non finisce qui perché Adiconsum , secondo quanto riportato dal presidente Giordano, avrebbe chiesto anche di conoscere i risultati delle verifiche ispettive proposte dal Ministro Romani, l’eventuale multa da un milione e mezzo addebitabile alle Poste (e che, secondo Adiconsum, dovrà essere estinta nell’interesse dei consumatori) e l’eventuale intervento della nuova agenzia di controllo.

m.b.   11/06/2011 11.11