Parolisi: «non mi reputo il colpevole. Con Melania sono stato uno stronzo»

Alessandro Biancardi

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Parolisi: «non mi reputo il colpevole. Con Melania sono stato uno stronzo»
ROMA. Una intervista fiume, durata poco meno di un'ora e mezza. Ieri sera nel corso della puntata di Quarto Grado Salvatore Parolisi è tornato a parlare.

Il caporal maggiore dell'esercito marito di Melania Rea, vuole guardare negli occhi l'assassino di sua moglie e chiedergli perchè lo ha fatto. Lo ha ripetuto ieri sera nel corso di una intervista lunghissima nel programma di rete quattro Salvo Sottile. Voce spesso rotta dal pianto, occhi lucidi ma nessuna lacrima, il marito di Melania ha risposto a tante domande, anche sulla sua vita intima (i rapporti sessuali con la moglie). Non è stato tenero con se stesso («sono stato uno stronzo con mia moglie e un bastardo con la mia amante») e ha assicurato di non avere paura di essere arrestato: «ho la coscienza a posto, non ho ucciso Melania».

Parolisi ha però ammesso di aver paura dei media: «mi devo difendere dagli attacchi mediatici» e dice di non riuscire ad essere se stesso con la piccola Vittoria.

Di Melania gli manca «tutto», «dalle cose più banali alle più importanti, il suo sorriso, la voglia di vivere e come accudiva nostra figlia. Ero molto innamorato non c'è stato un attimo in cui non l'ho amata. Sono stato uno stronzo con le mie debolezze», ha continuato. «Non c'è un perchè ai miei tradimenti», ha tentato di spiegare, «non erano storie importanti, solo momenti di debolezza. Non ho mai pensato di lasciarla o di non amarla».

Sottile è andato dritto al punto, senza girarci troppo intorno: «Salvatore, sei stato tu ad uccidere Melania?»

«No, non sono stato io», ha replicato. «Non mi reputo il colpevole», ha ribadito anche verso la fine dell'intervista, «non vedo perchè le persone mi stanno attaccando. Non avete capito proprio niente. Mi sarei tolto la vita da solo, hanno ammazzato anche me. Invito le persone che erano lì sul colle di ricordarsi di me di Melania e della bimba insieme, è impossibile non vedere una donna bella così come lei».

LA BORSA

Parolisi è tornato poi a parlare della borsa di Melania, lasciata a casa il giorno della scomparsa. «Capitava che lei uscisse senza borsa», ha spiegato il marito. «Prima che si allontanasse le avevo chiesto un caffè, lei non ha mi ha detto di no e quindi ho pensato che avesse soldi in tasca».

In realtà, dicono gli investigatori, Melania di soldi in tasca non ne aveva e nelle tasche dei jeans, una volta ritrovato il cadavere, sono saltati fuori appena pochi centesimi.

«I soldi li aveva», ha replicato deciso Parolisi. «Sicuramente non ne aveva molti perchè a casa ho trovato 150 euro che le avevo dato la mattina... però anche quando andavamo nei centri commerciali lei lasciava borsa a casa e prendeva i soldi dal portafoglio. Chi l'ha uccisa», ha detto ancora Parolisi, «le ha portato via anche i soldi forse per simulare la rapina».

L'ABBIGLIAMENTO

Il caporal maggiore è tornato poi a parlare dello strano abbigliamento che indossava il giorno della scomparsa. Un paio di pantaloncini corti nonostante facesse freddo e ci fosse la neve.

«Io quel giorno ho visto anche altre persone vestite come me», ha spiegato. «Non soffro il freddo, sono stato in Norvegia a meno 40° e anche d'inverno lascio il giubbino in macchina ed esco senza».

Parolisi ha assicurato di non essersi cambiato e di essere uscito di casa già vestito così.

I FESTINI

L'attenzione si è poi concentrata sui presunti festini tra reclute e superiori che negli ultimi mesi si sarebbero tenuti in un B&b vicino alla caserma dove lavorava Parolisi.

La circostanza è stata raccontata nei giorni scorsi dalla trasmissione televisiva Chi l'ha visto?, ma il marito di Melania ha smentito seccato: «non ho mai partecipato a niente del genere. Stanno solo cercando di gettare fango ….da quando sono uscite queste cose la gente mi ferma per strada e mi dice ''beato te....chissà quante donne incontravi e che bella vita facevi''. La gente è impazzita».

TRADIMENTI

Sui tradimenti Parolisi non si è assolto: «sono stato uno stronzo, mia moglie non si meritava tutto quello che le ho fatto, tutte queste cose brutte per una donna bella. Quando camminavo al suo fianco», ha detto ancora, «mi sentivo un dio e quando tutti la guardavano non ero geloso ma mi faceva stare bene».

Melania aveva scoperto un tradimento «due anni fa» ma il marito sostiene che la crisi era stata superata: ma avevamo superato insieme la situazione. Melania si sentiva in colpa».

Anche dopo la crisi Parolisi ha continuato a vedere la sua amante, Ludovica, una ex recluta: «la usavo perchè mi ero affezionato a lei, era una brava ragazza».

L'uomo ha ammesso anche di averla sentita dopo la morte di sua moglie: «volevo scusarmi, sono stato un bastardo, uno stronzo che l' ha usato e ha fatto il doppio gioco». Parolisi non ha escluso che un giorno potrebbe risentirla «per chiarire... perchè lei non è una ragazza cattiva».

GENNARO REA: «HA MENTITO»

Nel corso dell'intervista è stato mostrato a Parolisi anche un filmato con le dichiarazioni di suo suocero, Gennaro Rea che è stato molto duro con Salvatore. Non lo ha mai chiamato per nome ma lo ha definito «il marito»

«Ci deve dare delle spiegazioni», ha ribadito, «si è chiuso in un silenzio che non permette di andare avanti nelle ricerche. Ha mentito ma non so perchè, bisogna indagare su di lui a 360 gradi. Lui non si interroga su cosa possa essere successo alla moglie. Io mi appello ai militari che hanno visto o sentito qualcosa, di parlare o se ne pentiranno per tutta la vita».

«Lo stimo perchè mi ha rimproverato per i miei tradimenti come un padre», ha replicato Parolisi. «E' normale la sua rabbia verso di me ma allo stesso tempo io mi ritrovo solo a combattere. Non ho ricevuto un mano. Io ho detto tutto quello che sapevo».

GLI INCONTRI ALL'APERTO CON MELANIA

Il caporal maggiore ha poi confermato di essersi appartato quindici giorni prima del delitto proprio nel posto dove Melania è stata trovata morta. C'è chi ha pensato che questo racconto potesse essere un tentativo di difesa dell'uomo nel caso sul posto venissero rintracciate sue tracce biologiche: «non credo ci sia niente di male appartarsi con la propria moglie all'aperto», ha detto Parolisi. «C'è chi non crede che due sposati possano fare certe cose all'aperto. Io non credo ci sia niente di male. Ci siamo fatti prendere dalla passione... non uscivamo di casa con quell'intento ma capitava...»

IL CARCERE

«Ogni giorno dico a Melania di darmi la forza per andare avanti»; ha continuato l'uomo con la voce strozzata, «e di fare presto a far uscire fuori queste persone e portarmele qui. Non ho paura di essere arrestato, ho la coscienza pulita», ha ribadito. «Credo fortemente nella giustizia, l'ho servita, non ho paura di questo, ho paura che non venga fuori la verità, quello mi spaventa. Ho bisogno e pretendo giustizia perchè a me hanno tolto tanto e non riesco a dare un senso alla mia vita. Ho bisogno di spiegazioni».

LA FIGLIA

«Anche mia figlia Vittoria merita la verità», ha detto Parolisi, «quindi è giusto che lo faccia io e le dirò anche dei miei errori. Ma adesso non è il momento, bisogna aspettare una età adeguata. Ora deve crescere in un contesto a lei familiare, felice, sereno. Ha 19 mesi e merita rispetto. Non ho paura di perdere mia figlia ma ho paura che altri la allontanino. Questo è un momento particolare, Vittoria è tutto, mi aggrappo a lei per continuare a vivere. Lei è spensierata, tranquilla, viva, mi fa gioire, è uguale alla mamma. Io riesco a non soffocare di lacrime perchè guardo i suoi occhi e mi da tanta forza per andare avanti. Ho bisogno di lei. Anche la famiglia di mia moglie ne ha bisogno e io la cedo volentieri».

«Forse ha ragione il padre di Melania», ha chiuso. «Io non ho saputo proteggere mia moglie, mi sono sentito in colpa. Queste colpe qui mi hanno fatto sprofondare nel mio silenzio. Ma io non sono assolutamente un assassino».

a.l.  11/06/2011 9.18