Campagne elettorali del Pdl finanziate dai Di Zio. Tancredi: «inchieste non aiutano problemi dei rifiuti»

Alessandro Biancardi

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Paolo Tancredi

Paolo Tancredi

RIFIUTOPOLI. ABRUZZO. Affidamenti diretti, affari per circa 15milioni di euro, un monopolio sulla gestione dei rifiuti creato “per caso” e che non deve morire, i finanziamenti elettorali al Pdl dei Di Zio che ricambiano ai “favori”.

Gli inquirenti descrivono uno «scenario desolante» e «una politica totalmente asservita al privato», amministratori locali, un sindaco e due senatori della Repubblica che si attivano e promettono affidamenti diretti e, dunque, lauti guadagni per gli imprenditori che, a loro volta, si sdebitano pagando di volta in volta presunte mazzette oppure finanziando le campagne elettorali dei candidati del Pdl o assumendo protetti.

Il tutto ruota attorno alla costruzione di un impianto di termovalorizzazione a Teramo ma intorno a questo affare che coinvolge direttamente gli interessi dei Di Zio, intervengono esponenti politici affinché il lungo progetto possa andare in porto. Così, ognuno per la sua parte, si adopererà per spianare la strada anche dal punto di vista normativo.

Nella inchiesta è indagato anche il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, e a differenza del collega di Pescara, Albore Mascia (non indagato), sarebbe stato ben consapevole dell'accordo corruttivo in atto. Cioè gli inquirenti sono riusciti a provare che Brucchi sapeva cosa era stato promesso ai Di Zio. Così la procura di Pescara ritiene il finanziamento elettorale di € 20.000 (proveniente da Deco spa e Ecologica Sangro) una mazzetta a tutti gli effetti. Secondo gli inquirenti, che hanno ascoltato migliaia di telefonate, il sindaco di Teramo conosceva gli accordi presi da Venturoni e Tancredi e non si sarebbe opposto alla ricezione del finanziamento.

Come già visto, dal canto suo, Venturoni (ex presidente Team) avrebbe promesso ai Di Zio ampia disponibilità sia come consigliere regionale che come assessore per pilotare l'aggiudicazione diretta dell'appalto del termovalorizzatore di Teramo. Un ruolo fondamentale l'assessore alla Sanità lo avrebbe svolto anche intrattenendo rapporti con la società che opera in Italia e all’estero, Ecodeco srl, avendo promosso almeno due incontri tra Rodolfo Di Zio e l’onorevole Tancredi e spingendo affinché lo stesso Tancredi assumesse su di sé l'impegno all'attribuzione diretta dell'appalto per la costruzione dell'inceneritore.

Inoltre Venturoni e Tancredi, per l’accusa, si sarebbero preoccupati anche di ascoltare più volte il senatore Piccone, «anche lui interessato ad un inceneritore» e non indagato, affinché con la sua posizione non ostacolasse e intralciasse il progetto che doveva favorire i Di Zio. Sarebbe stato, dunque, Venturoni, secondo gli inquirenti, a coinvolgere Tancredi affinché con il suo peso di parlamentare potesse garantire verso la Ecodeco srl l'assegnazione diretta dell'appalto.

E Tancredi avrebbe espresso tutta la sua disponibilità e si sarebbe dato da fare incontrando direttamente gli imprenditori dei rifiuti e si sarebbe mosso effettivamente quale garante verso la società milanese che avrebbe dovuto regalare il know how per la realizzazione del termovalorizzatore.

Anche Tancredi avrebbe fatto diverse pressioni, poi, per poter arrivare alla modifica della legge regionale che prevedeva la costruzione di inceneritori solo una volta superata la soglia minima del 40% di raccolta differenziata. L’obiettivo come detto, realizzato in parte, era quello di abbassare tale soglia. L'impegno, dunque, della parte politica e degli amministratori in campo è chiaro, così come per gli inquirenti sono chiare anche le contro prestazioni degli imprenditori.

Intanto Rodolfo Di Zio si sarebbe dichiarato disponibile ad aiutare il Pdl ed avrebbe, infatti, poi elargito somme di denaro a quello schieramento politico direttamente e a diversi candidati del centrodestra su “indicazione” di Venturoni e Tancredi. Finanziamenti che sarebbero arrivati alle elezioni regionali del dicembre 2008 e di quelle amministrative del maggio 2009.

Tra le presunte tangenti gli inquirenti hanno individuato quella sindaco di Teramo, Brucchi di 20mila euro ma soprattutto avrebbero la prova di un accordo corruttivo tra Venturoni e Di Zio per avere «una quota dei profitti dell'affare concernente l'affidamento diretto senza gara per la costruzione dell'inceneritore in Abruzzo». In sostanza una vera e propria percentuale sui guadagni milionari futuri. Le indagini tuttavia sono riuscite ad appurare, non senza difficoltà, svariate dazioni di denaro in contante a Venturoni per importi non accertati. Infine tra i capi di imputazione di Venturoni c’è anche la richiesta accordata di proroga di un contratto di assunzione di un suo protetto presso una delle ditte dei Di Zio.

Alessandro Biancardi 22/09/2010 12.30

TANCREDI: «SPIEGHEREMO TUTTO» 

«Metto tutte e due le mie mani sul fuoco sull'integrità morale dell'assessore Venturoni», commenta il senatore Paolo Tancredi oggi a Roma per i lavori alla Camera. «Entrambi abbiamo sempre fatto le cose in completa trasparenza, mi sento di poter dire che, a parte perché lo conosco e perché conosco le vicende, non c'é niente che non possa essere tranquillamente spiegato».

Sulla propria posizione, invece, «non posso parlare perché non conosco nulla, aspetto le carte», ha detto. «Sono tranquillo e sereno, ovvio sto ricevendo un avviso di garanzia e credo che avrò modo di chiarire. Non ho mai avuto responsabilità amministrative, mi sono sempre occupato di rifiuti, ho una mia posizione ed è quella che, se non mettiamo mano alla questione rifiuti, in questa regione faremo la fine di Napoli e queste indagini non aiutano la soluzione, ma questo non vuol dire che le inchieste non sia giusto farle...».

BRUCCHI: «SONO ASSOLUTAMENTE TRANQUILLO»

«Sono assolutamente tranquillo e fiducioso», commenta il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi. «Tranquillo perché, pur non avendo ancora ricevuto l’avviso di garanzia, so di aver avuto, nei confronti della Team Tecnology un atteggiamento di assoluta trasparenza, avendo deciso, fin dal mio insediamento quale Sindaco di Teramo, di congelare le attività della stessa Team Tecnology, che di fatto non aveva mai operato, per delinearne le strategie successive».

Il primo cittadino si dice anche «fiducioso perché, nel mettermi a completa disposizione dei magistrati, per quanto potrà essere di mia competenza o a mia conoscenza, sono convinto che l’inchiesta accerterà l’assoluta normalità della nostra azione politica e la legittimità della stessa». Brucchi esprime anche solidarietà all’assessore regionale Lanfranco Venturoni, «nella certezza che potrà dimostrare coi fatti la sua assoluta correttezza di comportamento».

22/09/10 15.13