Calcio scommesse, 5 puntate sospette a Pescara. «L'ondata anomala» segnalata già 6 mesi fa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

6181

“L’ULTIMA SCOMMESSA”. PESCARA. Scommesse anomale. Se ne era accorta la Procura di Cremona che stava indagando sull'ondata di partite combinate ma anche alcuni quotidiani sportivi.*GLI INDAGATI SVELANO I TRUCCHI E SI CERCA IL 'TESORETTO'*L'INCHIESTA PARALLELA DI NAPOLI: I CLAN TRA SCOMMESSE E RICICLAGGIO

“L’ULTIMA SCOMMESSA”. PESCARA. Scommesse anomale. Se ne era accorta la Procura di Cremona che stava indagando sull'ondata di partite combinate ma anche alcuni quotidiani sportivi.

*GLI INDAGATI SVELANO I TRUCCHI E SI CERCA IL 'TESORETTO'

*L'INCHIESTA PARALLELA DI NAPOLI: I CLAN TRA SCOMMESSE E RICICLAGGIO

Nelle 600 pagine di ordinanza, infatti, spuntano articoli di giornale nazionali, sportivi e non, a testimoniarlo. Il 17 gennaio 2011 sulla Gazzetta dello Sport uscì un articolo dal titolo ''LegaPro, Spal-Cremonese fiume di giocate anomale'' e si leggeva: «Si è scatenato un flusso di scommesse che ha fatto crollare la quota per la vittoria casalinga dei ferraresi e ha indotto qualche operatore a chiudere la possibilità di giocare su quel match».

La stessa situazione viene delineato in un articolo di un altro quotidiano di cui non viene indicato il nome ma nel quale si spiegava: «nella sfida d'andata erano state 5 le puntate, registrate a Pescara e che davano per vincente la Spal, le quali hanno insospettito per modalità e cifre la Federcalcio che ha aperto una inchiesta. Ieri, invece, (ovvero il 17 gennaio 2011, ndr) c'è stato un flusso di scommesse che ha fatto crollare la quota della vittoria della Spal, situazione che ha portato diversi operatori del settore a chiudere la possibilità di giocare. Comunque- continuava l'articolo, una cosa è certa: non è assolutamente possibile parlare di una gara giocata in modo anomalo».

La ''compagine milanese'', così la chiama la Procura di Cremona, che sulla partita giocò 90 mila euro a seguito delle rassicurazioni della associazione a delinquere ebbe, annotano gli inquirenti, «conseguenze palesemente disastrose a causa del mancato raggiungimento dell’obiettivo che nell’occasione era da individuarsi nella vittoria della Spal, circostanza questa non verificatasi stante il risultato finale di 1 a 1».

I milanesi il giorno seguente chiamarono Marco Paoloni, il portiere in prestito al Benevento da 3 giorni in carcere. A lui, che avrebbe fornito indicazioni sulla scommessa, venne chiesto «di sanare gli effetti catastrofici determinati dal pronostico non verificatosi».

Paoloni, annota la Procura, disse di non avere i contanti in quanto non gli erano stati dati «riferendosi ai suoi compagni di squadra i quali presumibilmente, a dire di Paoloni, sarebbero stati complici nel porre in essere una condotta finalizzata a manipolare il risultato delle partita e, per questo, responsabili della mancata vincita).

A MARZO UN NUOVO ARTICOLO

Il 2 marzo a pagina 17 della Gazzetta dello Sport esce un nuovo articolo che parla della partita Benevento- Cosenza disputatasi il 28 febbraio 2011. Il titolo è esplicito: «E ora va di moda ''taroccare'' un solo tempo». E poco più sotto: «sospetti su Benevento-Cosenza. Flussi anomali su Over e gol per i primi 45 minuti».

«Da dove nascono i dubbi di regolarità?», scrisse la Gazzetta, «Dal flusso di giocate anomalo su Over e Gol (quasi tutte provenienti da Abruzzo e Campania) iniziato fin dal giorno prima della sfida. Un flusso, almeno per SkySport, di circa dieci volte superiore rispetto a una partita simile e tutto concentrato sulle due opzioni. Non è un caso che la società di bookmaker abbia prontamente sospeso l´accettazione delle giocate. La denuncia, inoltre, mette in evidenza un altro aspetto del fenomeno scommesse da non sottovalutare».

In un comunicato, infatti, SkySport sottolinea come «l´Over (più di 3 gol) si fosse concretizzato già al termine del primo tempo».

Per essere precisi dopo 21 minuti, con il Benevento avanti 2-1. Questa anomalia non è isolata, tanto da essere stata già presa in esame da chi indaga su casi simili.

«Il trucco sarebbe questo», si legge ancora nell'articolo della Gazzetta dello Sport: «per aggirare sospetti e accuse, chi manipola il risultato di una gara ha ''scoperto'' che conviene fare l´accordo sui primi 45 minuti, lasciando ''libero'' da manipolazioni il secondo tempo. Un modo diabolico per monetizzare la combine e nello stesso tempo dare «spazio» a una partita di calcio vera anche se dimezzata rispetto alla normalità».

Il Benevento calcio si infuriò per quell'articolo tanto da diramare un comunicato stampa parlando di fatti « assolutamente infondati, mere illazioni» e sottolineò «la totale estraneità ai fatti riportati e dei quali è venuta a conoscenza esclusivamente a mezzo stampa».

La stampa beneventana stava dalla parte della squadra e titolò «Fango sul Benevento dal giornale ''rosa'' »

LE PARTITE SEGNALATE ALLE SNAI

Ma tutte le 18 partite oggetto dell'inchiesta della Procura di Cremona sul Calcioscommesse «erano state segnalate da Snai», ha spiegato Giorgio Cambini, quotista del maggior operatore italiano di scommesse sportive.

«Quando su una partita c'é un flusso di scommesse molto diverso dalle nostre aspettative - ha spiegato Cambini - Snai segnala la cosa all'Aams, l'ente ministeriale che regola il comparto del gioco pubblico in Italia, che poi a sua volta segnala la cosa alla Federcalcio, che dovrebbe far partire i controlli. Cosa fa la Figc non lo sappiamo. Nel caso delle partite oggetto dell'inchiesta , c'erano tutte nostre segnalazioni e ce ne sono altre».

«Quando il flusso di scommesse è diverso dalle aspettative non significa che una partita è truccata, ma che potrebbe esserci qualcosa di strano», ha sottolineato Gambini.

Il quotista Snai ha spiegato che l'Uefa «é molto sensibile a questo problema. C'é una commissione che si occupa del controllo dei flussi delle scommesse. In Italia invece una commissione simile non esiste. Ci sono state riunioni ma non è stato fatto niente e in questo caso la Federcalcio in questo senso è assente».

Secondo Cambini, comunque, «la maggior parte del calcio è pulito». «Però - ha concluso - questa è l'occasione per ripulire la parte oscura e restituire fiducia».

MONOPOLI SEGNALARONO 37 INCONTRI 2010/2011

Nel corso della stagione 2010/2011 sui tavoli della procura federale della Figc sono arrivate una quarantina di segnalazioni di partite sospette.

E' questa la stima fatta dalla Agripronews sostenendo che si tratta di 4-5 gare di serie A, dodici di B e una ventina di Lega Pro.

Le segnalazioni sarebbero pervenute attraverso il sofisticato meccanismo di controllo - il 'Robocop', a disposizione dell'ente regolatore del gioco, in grado di controllare singole scommesse e giocate multiple fino a cinque gare - che monitora i flussi di qualsiasi tipologia di scommessa inserita nei palinsesti di gioco sul calcio.

Le segnalazioni sono state il frutto di un'analisi accurata, sia nella fase "ante", sia in quella "post", a fronte di picchi di danaro scommesso fuori della norma e relativo abbassamento repentino delle quote. Non tutte le segnalazioni, precisa Agipronwews, hanno trovato riscontri tangibili con gli esiti delle partite. Ma in alcuni frangenti la segnalazione ha avuto riscontro pieno, come nel caso di Atalanta-Piacenza, finita nell'inchiesta.

 In quell'occasione si era verificata un'insolita concentrazione di giocate sul segno «1» e sulle tipologie "Primo tempo/finale" (l'esito delle due frazioni di gioco) e «Primo tempo 1X2» (il segno con il quale si sono chiusi i primi 45'). I Monopoli avevano inviato in via Allegri - nella serata di venerdì 18 marzo, 24 ore prima della partita - la segnalazione su flussi anomali sulla vittoria dell'Atalanta.

MERCATO ILLEGALE RACCOGLIE 2,5 MLD ALL'ANNO

Solo nel 2010 il mercato delle scommesse clandestine sarebbe ammontato a circa 2,5 miliardi di euro contro i 4,4 raccolti da quello legale. Secondo le stime degli esperti citate dall'agenzia specializzata Agicos, il mercato delle scommesse illegali sarebbe in crescita rispetto al 2009 quando le stime del mercato clandestino erano state di circa 1,6 miliardi di euro. Il mercato delle scommesse illegali rappresenterebbe dunque oltre la metà (il 56%) di quello legale, che nel 2010 in Italia ha fatto segnare una raccolta superiore ai 4,4 miliardi di euro.

Alessandra Lotti  06/06/2011 8.05

[pagebreak]

GLI INDAGATI SVELANO I TRUCCHI E SI CERCA IL 'TESORETTO'

ROMA. Riprenderanno questa mattina gli interrogatori degli indagati nell'ambito dell'inchiesta ''Last Bet''. Nei giorni scorsi il pescarese Massimo Eridiani, ritenuto dalla procura cremonese il vertice della associazione a delinquere, ha sostanzialmente confermato le accuse

Il portiere della Cremonese e poi del Benevento, Marco Paoloni, invece continua a disperarsi in carcere nel quale si trova da ormai 4 giorni. Si ha la sensazione che molto presto anche lui potrebbe decidere di collaborare con gli inquirenti e raccontare quanto accaduto nel corso degli ultimi mesi.

Paoloni «é finito in un giro più grosso di lui», ha «peccato di ingenuità» e per questo si ritrova in carcere, dice il suo avvocato Emanuela Di Paolo.

Il legale è convinto che se ci sono responsabilità di Paoloni sono dovute principalmente a due fattori: soffrire di «dipendenza da gioco» e, soprattutto, «essersi fidato e affidato a qualcuno da cui invece sarebbe dovuto rimanere lontano».

Il portiere sarà sentito venerdì dal pm De Martino e in quell'occasione parlerà, a differenza di quanto fatto davanti al Gip.

Perché quel che più preme al giocatore in questo momento è uscire dal carcere.

«Ha gli occhi sempre lucidi, è preoccupato per la moglie e la figlia - ripete l'avvocato - perché sa di aver rovinato tutto».

«Cercheremo di fare chiarezza sulle parole che avrebbe detto nelle telefonate - sottolinea poi il legale - e nel caso emergano delle responsabilità chiederemo dei provvedimenti conseguenti».

L'avvocato Di Paolo non entra nei dettagli dell'inchiesta, ma lascia intendere quel che i magistrati sospettano da tempo: in decine di occasioni Paoloni ha millantato di poter far pressione su giocatori e squadre, anche di serie A.

Ma in realtà non aveva alcun contatto. Ad attendere le spiegazioni del marito c'é soprattutto Michela, la giovane moglie che dopo aver scambiato uno sguardo con lui nei corridoi della procura di Cremona, si è chiusa in casa dei genitori a Civitavecchia.

«Per proteggere mia figlia, che è una bambina di soli tre anni che continua a chiedere di suo papà».

Ma secondo lei perché Marco è finito in quel giro? «Non lo so, non so nulla - risponde - Voglio capire anche io cosa è successo».

Ma lei non aveva capito la situazione di suo marito?

«Dobbiamo ancora vedere tutto - si limita a dire Michela - abbiate un po' di pazienza, soprattutto per la bambina. Dobbiamo ancora capire».

SI CERCA IL TESORETTO DEL DENTISTA

Altra figura chiave dell'inchiesta è il dentista sirolese Marco Pirani, uomo fondamentale «della rete di rapporti stabili diretti alla manipolazione delle partite» (così scrive il Gip Guido Salvini).

Pirani, 55 anni, ex responsabile del settore giovanile dell'Ancona di Ermanno Pieroni, testimone, nel 2004, dell'arresto del patron per truffa e falso in bilancio, si cerca il presunto "tesoretto" accumulato con quelle che il medico ha definito semplici "dritte" ottenute prima delle puntate.

Una segnalazione girata dalla Squadra mobile di Ancona alla procura lombarda indica l'esistenza di una cassetta di sicurezza riconducibile a Pirani in un istituto di credito di Camerano (Ancona).

L'ipotesi è che lì sia custodita parte degli assegni e soprattutto del denaro contante frutto delle combine.

Nessun sequestro per ora, in attesa di disposizioni della magistratura inquirente, ma si sa che almeno un assegno agli atti dell'inchiesta è transitato da una banca di Camerano.

E' Pirani il medico che firmò la ricetta del sonnifero, a suo dire destinato alla moglie di Marco Paoloni, poi versato dal portiere della Cremonese (ex dell'Ascoli) nel the dei compagni per depotenziarli prima della gara con la Paganese.

Davanti al gip, il dentista è stato il primo indagato a parlare, aprendo squarci anche su alcune partite della serie A.

Martedì verrà sentito dal pm Roberto Di Martino, e il difensore, l'avvocato Alessandro Scaloni, si appresta a fare istanza di scarcerazione.

Centinaia di pagine di intercettazioni delle sue conversazioni con il titolare di agenzie di scommesse di Pescara Massimo Erodiani sembrano lasciare pochi dubbi sul ruolo di Pirani.

Ma lui vuole dimostrare di «non essere un criminale». Sostiene di aver cominciato a scommettere per rientrare da un prestito di poco più di 100 mila euro fatto a Sommese. Il calciatore gli girava qualche soffiata sulle partite combinate, e lui puntava.

Oggi Sommese e il giuliese Vittorio Micolucci (ai domiciliari a Colli del Tronto e Ascoli) compariranno davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia.

L'Ascoli Calcio teme che una penalizzazione vanifichi la faticata salvezza in B, e intanto si é costituita parte offesa nel procedimento, in cui è indagato a piede libero anche un altro suo tesserato, Alex Pederzoli.

06/06/2011 8.05

[pagebreak]

L'INCHIESTA PARALLELA DI NAPOLI: I CLAN TRA SCOMMESSE E RICICLAGGIO

NAPOLI. L'inchiesta della Procura di Cremona non è l'unica ad aver acceso i riflettori sul mondo del calcio scommesse e sul vortice pazzo di fondi puntati su gare del campionato italiano.

Riprenderanno infatti a breve gli interrogatori da parte dei magistrati della Dda di Napoli nell'ambito di una inchiesta sul calcio scommesse scaturita da una indagine sulle attività di riciclaggio del clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.

L'indagine è condotta da oltre un anno dai pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia partenopea.

Al momento, secondo fonti della procura di Napoli, non vi è stata alcuna richiesta di atti da parte della procura di Cremona che conduce l'inchiesta sul nuovo scandalo che sta mettendo a rumore il mondo del calcio.

Né i magistrati partenopei, allo stato, intenderebbero avanzare richiesta di atti ai colleghi della procura lombarda anche se non si esclude la sussistenza di elementi di connessione tra le due indagini.

L'inchiesta dei magistrati di Napoli ha portato alla luce un giro di affari gestito da uomini vicini alla camorra che avrebbero anche contattato calciatori per alterare risultati di partite, in particolare della Lega Pro.

L'indagine si sarebbe estesa anche a incontri di campionati delle serie superiore e di tornei esteri, in Europa e in Sud America. Gli inquirenti lavorano su ingenti e assai sospetti flussi di giocate e soprattutto su puntate nei secondi tempi e negli ultimi minuti delle partite.

INFORMATIVA CC, A BORDO CAMPO FIGLIO STORICO BOSS 

Secondo gli inquirenti napoletani, ad esempio, alla fine del primo tempo di Napoli-Parma dell'anno scorso, i clan della camorra puntarono forte sulla sconfitta dei padroni di casa.

E vinsero: l'incontro finì 3-2 per gli emiliani. E' quanto emerge da una informativa del giugno scorso che i carabinieri di Castello di Cisterna hanno consegnato alla direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli. Nell'informativa - anticipata da 'Il Mattino' e "Il Messaggero" - si riporta l'episodio relativo alla gara giocata al San Paolo il 19 aprile 2010.

«Questa pg (polizia giudiziaria, ndr) veniva a conoscenza, attraverso quanto rilevato da fonte fiduciaria già giudicata attendibile - si legge nel documento - del fatto che in occasione della partita Napoli-Parma molte persone riconducibili ai clan Lo Russo e degli Scissionisti, durante l'intervallo tra il primo e il secondo tempo abbiano effettuato svariate scommesse con puntate piuttosto elevate sulla vittoria del Parma».

«Non si può trascurare - commentano i carabinieri - il fatto che effettivamente detta partita è terminata sul risultato di 2 a 3 in favore del Parma».

Ma non solo: secondo la fonte dei carabinieri sempre in occasione di quella partita «era presente a bordo campo Antonio Lo Russo», figlio di Giuseppe Lo Russo, «storico esponente dell'omonima consorteria criminale».

Le carte furono trasmesse dalla procura di Napoli al procuratore della Figc, Stefano Palazzi, in quanto i magistrati non rilevarono all'epoca alcuna ipotesi di illecito penale.

Oltre Napoli-Parma, sarebbero citati altri due incontri dei partenopei: le due trasferte a Cagliari e Verona con il Chievo.

«A SCISSIONISTI ESITO PARTITE» 
 
Nel documento si sottolinea che «nel lotto G di Scampia» esiste una «struttura associativa capeggiata da Eduardo Fabbricino» che gestisce per conto del clan degli Scissionisti «un ampio traffico di stupefacenti tra le zone di Secondigliano, Melito e Giugliano in Campania» ma anche «il cosiddetto gioco clandestino».

In questo contesto, scrivono i carabinieri, «le indagini hanno permesso di accertare il coinvolgimento nel mondo delle scommesse clandestine, e quindi di partite truccate, di diverse squadre di calcio di serie semi professionistiche le quali, attraverso la complicità di alcuni calciatori e procuratori legali comunicavano al clan degli Scissionisti l'esito della partita (c.d. partite truccate) onde consentire ad alcuni elementi di spicco del clan di puntare ingenti somme di denaro».

Quali squadre? «Dalle intercettazioni - scrivono i militari - risultano coinvolte nel giro di partite truccate Modena, Ancona, Crotone, Salernitana, Real Marcianise e Andria».

Nei loro confronti, si aggiunge nell'informativa, sono emersi «oggettivi elementi di riscontro».

I carabinieri precisano poi che gli incontri della Salernitana e del Crotone, «anche se potevano definirsi partite truccate, sono state poi svolte regolarmente grazie all'intervento sul campo di alcuni ispettori della Lega Calcio la cui presenza ha ristabilito il regolare svolgimento delle partite».

06/06/2011 8.04