Rifiuti, arrestati Venturoni e Di Zio, 12 indagati. Chiodi: «fortissima solidarietà a Lanfranco»

Alessandro Biancardi

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LANFRANCO VENTURONI

LANFRANCO VENTURONI

RIFIUTOPOLI. ABRUZZO.  L'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni (Pdl), è stato arrestato questa mattina a Teramo dalla squadra mobile di Pescara guidata da Nicola Zupo.

Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Pescara a seguito di un'inchiesta sui rifiuti scattata nel 2008. Con Venturoni, arrestato anche il noto imprenditore Rodolfo Di Zio, proprietario della De.co , azienda del settore rifiuti. Nell'ambito dell'inchiesta sono indagate complessivamente 15 persone con l'accusa di corruzione e associazione a delinquere. 22/09/2010 8.17

UNA NUOVA “SANITOPOLI”

Tra gli indagati ci sarebbero i tre Di Zio che erano a capo della Deco e dimessisi all’inizio di gennaio 2010. Agli arresti domiciliari sono finiti Venturoni, attuale assessore alla sanità, e Rodolfo Valentino Di Zio per i reati di corruzione, peculato ed abuso d’ufficio . Le indagini sono condotte dal pool di magistrati Nicola Trifuoggi, Gennaro Varone, Annarita Mantini. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip Guido Campli. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di una delle più grosse indagini mai effettuate in Abruzzo e dalla procura di Pescara. Gli indagati tutti legati tra di loro secondo gli inquirenti stavano cercando di realizzare un inceneritore in Abruzzo. Da questa maxi inchiesta è  nata poi l’inchiesta sul gruppo Stati. 22/09/2010 8.42

PRIME RICHIESTE DI DIMISSIONI 

In tempo record arrivano le prime richieste di dimissioni rivolte al presidente Gianni Chiodi. «L'arresto di Venturoni segna che il Governo Chiodi e' giunto sul ciglio del fossato», commenta il segretario regionale del Partito Socialista Italiano Massimo Carugno. «Quando, a distanza di poche settimane, ben due assessori regionali sono pesantemente coinvolti in inchieste giudiziarie e' di tutta evidenza - dice Carugno - che, al di la' degli aspetti giudiziari ed umani, sui quali per esprimere un giudizio e' doveroso attendere il corso della giustizia, ci troviamo di fronte ad una smaccata ed ineluttabile crisi politica». «Il presidente Chiodi», chiude Carugno, «ha una unica strada politica da percorrere: le dimissioni». 22/09/10 8.51

2 SENATORI INDAGATI, CHIODI FUORI 

Tra gli indagati nell'inchiesta compaiono anche i due senatori del Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Coinvolti a vario titolo anche l'ex assessore Daniela Stati, il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, Paolo Bellamio (componente del Collegio Sindacale Team) e Vittorio Cardarella (ex amministratore delegato della Team). A questi si aggiungono l'assessore Venturoni, Valentino Di Zio, Ettore Di Zio, Giovanni Faggiano (ex amministratore delegato Enerambiente), Sergio Saccomandi (ex presidente Team), Ottavio PanzoneIl governatore Chiodi, precisano dalla Procura, non è invece nella lista degli indagati.  22/09/10 9.23

L'INCENERITORE SUL SUOLO DELLA TEAM

L'inchiesta che ha portato nuovi arresti, gli ennesimi, in Abruzzo ruoterebbe intorno alla costruzione di un inceneritore nel teramano. Secondo la tesi accusatoria, gli indagati, a vario titolo, avrebbero commesso una serie di illeciti per la realizzazione dell'impianto su un territorio di proprietà della Team. Sempre secondo gli inquirenti si sarebbe lavorato per avvantaggiare l'imprenditore dei rifiuti Di Zio al quale sarebbero poi stati affidati lavori tramite un appalto diretto e non una regolare gara pubblica. 22/09/10 9.42

 

 


LE STRANE OPERAZIONI SOCIETARIE TRA TEAM E DECO

 

Dalle prime indiscrezioni emergerebbe il ruolo primario di Lanfranco Venturoni ai tempi della Team, quando era presidente del consiglio di amministrazione. Infatti, molti dei reati contestati risalgono al 2007. Nella qualità di pubblico ufficiale Venturoni avrebbe in diversi modi favorito le imprese di Di Zio con il fine di svuotare la Team a favore della Deco spa.

Nella fattispecie Venturoni avrebbe deliberato senza il mandato del consiglio di amministrazione l’acquisto del 60% delle quote della società Tecnologyl srl (società costituita il 12 luglio 2007 da Rodolfo Di Zio e Ferdinando Ettore con capitale interamente conferito dalla Deco, poi trasformata in Team Tecnologie Ambienmtali il 19 luglio 2007).

Lo scopo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di attribuire al soggetto privato un partneriato in società pubblica in favore della quale sarebbe stata di lì a poco disposta l'autorizzazione a costruire e gestire l'impianto di termovalorizzatore di Teramo, originariamente in capo alla Team.

Venturoni è anche accusato di essersi impossessato di € 30.000 del patrimonio della Team (di qui il reato di peculato) versandola alla Deco quale prezzo corrispettivo per l'acquisto di quote. Inoltre, secondo gli inquirenti lo stesso Venturoni si sarebbe appropriato del progetto per la costruzione dell'impianto e lo avrebbe attribuito alla Deco, dietro pagamento forfettario dei costi di realizzazione, pari a circa € 76.000, valore economico di gran lunga inferiore a quello di mercato.

Nel 2008 poi la Team delibera un aumento di capitale ed il socio privato la Deco conferisce il progetto di cui sopra ma per un valore di poco inferiore ai € 300.000. La Team spa, invece, conferisce dei terreni che si trovano in contrada Terrabianca, pagati 1,1 mln nel 2007 e valutati invece € 612.000. Terreni che poi sarebbero stati messi a disposizione del privato o costruzione dell'impianto. 22/09/2010 10.03

CHIODI : «SOLIDARIETA' A VENTURONI»

A due ore dalla diffusione della notizia dell'arresto dell'attuale assessore alla Sanità arriva la prima dichiarazione ufficiale del presidente Chiodi in uno striminzitissimo comunicato ufficiale di appena 20 parole. «Aspetto di conoscere gli atti», dice il governatore, «e le motivazioni degli inquirenti. Pertanto, al momento, posso solo esprimere una fortissima solidarietà a Lanfranco». In poco più di due mesi Venturoni è il secondo assessore della giunta Chiodi che viene colpito da una inchiesta. Daniela Stati, ormai, dopo le sue dimissioni è anche passata al gruppo misto perchè ha sostenuto di non essersi sentita tutelata dai suoi compagni di partito. 22/09/2010 10.19

«INGIUSTO PROFITTO ALLA DECO DA 15 MLN DI EURO»

Secondo quanto scrive il gip Guido Campli Venturoni, i Di Zio, Faggiano, Saccomandi, Bellamio e Panzone (tutti componenti della Team e della partecipata Deco) avrebbero messo in pratica il «piano criminoso» attraverso l'affidamento diretto alla Deco della realizzazione di gestione dell'impianto termovalorizzatore mascherandolo da “affidamento in House”. In questo caso, tuttavia, la legge non lo prevede in quanto per gli affidamenti di questo genere deve esserci il totale capitale pubblico della società e l’indice di previsione del cosiddetto “controllo analogo”. Si sarebbe così procurato alla società dei Di Zio, sostiene la Procura, un ingiusto profitto patrimoniale corrispondente agli utili derivati dal contratto ad oggetto pubblico stimato in almeno 15 milioni di euro. Venturoni è anche accusato di aver chiesto alla Deco di corrispondere all’ingegnere Marco Polisini (sua persona di fiducia che aveva redatto il progetto del piano industriale dell’impianto) la somma di 15mila euro per mettere a tacere le pretese economiche del progettista che avrebbe dovuto riceverlo dalla Team. 22/09/10 10.27

«VENTURONI GARANTE PER DI ZIO» 

L'inchiesta della procura di Pescara che va avanti da circa due anni si basa essenzialmente sulle intercettazioni utilizzate dagli inquirenti per poi avviare i sequestri mirati della documentazione. Secondo l'accusa l'assessore alla Sanità si era fatto garante affinché l'affare potesse andare in porto senza alcuna gara pubblica. Le ultime trattative risalirebbero al luglio del 2009, quando Venturoni era già assessore di Chiodi in tutt'altro campo, e insieme ai Di Zio avrebbe cercato di coinvolgere una ditta di Milano, la Ecodeco spa, che avrebbe dovuto fornire gratuitamente alla Deco dei Di Zio (partecipata Team) la tecnologia necessaria, all'avanguardia, per la costruzione dell'impianto. Gli inquirenti hanno calcolato un risparmio di circa 5 milioni di euro per il privato. In cambio la società milanese avrebbe ricevuto la garanzia di poter partecipare al business ricevendo l'assicurazione di avere direttamente l’appalto tramite una società a cui avrebbero partecipato i Di Zio e la Ecodeco srl. La società individuata era la consortile Abruzzo Energia.

DANIELA STATI RETICENTE DAVANTI AL PM 

E' indagata per favoreggiamento anche l’ex assessore Daniela Stati: lei nei mesi scorsi è stata ascoltata dal pubblico ministero in qualità di persona informata dei fatti ma non avrebbe risposto in maniera esaustiva e, sostiene la Procura, avrebbe coperto l'interessamento del gruppo Di Zio tramite Venturoni ed avrebbe coperto anche il ruolo di alcuni parlamentari come Di Stefano, Tancredi e Piccone (quest'ultimo non risulta indagato). La Stati avrebbe anche omesso di dire al pm che Rodolfo Di Zio gli aveva rivolto direttamente esplicite richieste. Così facendo avrebbe ostacolato e rallentato le indagini. 22/09/10 10.42