Partite truccate, ecco chi sono i 5 abruzzesi della cricca delle scommesse

Alessandro Biancardi

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“L’ULTIMA SCOMMESSA”. PESCARA. Sono 5 gli abruzzesi coinvolti a vario titolo nella maxi inchiesta scoppiata questa mattina sul calcio scommesse, denominata ''Last Bet'' ovvero “Ultima scommessa”.

“L’ULTIMA SCOMMESSA”. PESCARA. Sono 5 gli abruzzesi coinvolti a vario titolo nella maxi inchiesta scoppiata questa mattina sul calcio scommesse, denominata ''Last Bet'' ovvero “Ultima scommessa”.

Se nella prime ore di oggi si era parlato di due arresti operati dalla squadra mobile di Pescara, diretta dal dirigente Pierfrancesco Muriana, in realtà dall'ordinanza escono fuori anche altri abruzzesi coinvolti e dunque indagati.

C'è, come detto fin da subito, Massimo Erodiani (portato in carcere), 37 anni di Guardiagrele e residente a Pescara, proprietario di una tabaccheria a San Giovanni Teatino e gestore per interposta persona di due sale scommesse, una a Pescara e l'altra ad Ancona.

Erodiani, secondo le indagini sarebbe uno dei promotori della associazione a delinquere, una figura centrale e apicale che gestiva e organizzava tutto il sistema.

Con lui è stato arrestato anche il portiere del calcio a cinque Cus Chieti Gianluca Tuccella (finito ai domiciliari), 30 anni il prossimo luglio, originario e residente a Pescara. Lui è impegnato anche come allenatore nelle minori del calcio locale.

Ma in arresto questa mattina sono finiti anche altri tre abruzzesi: Giorgio Buffone (in carcere), 55 anni originario di Canistro (Aq) residente a Cattolica, provincia di Rimini, Francesca La Civita (domiciliari), 30 anni di Ortona residente a Pescara e Vittorio Micolucci (domiciliari), 27 anni di Giulianova ma domiciliato ad Ascoli Piceno.

Gli abruzzesi, dice l'accusa, avevano un ruolo centrale nell'intera organizzazione.

«UNA MANIPOLAZIONE IMPRESSIONANTE»

Erodiani e Buffone sono accusati insieme ad altri di associazione a delinquere. Una associazione a delinquere che con la partecipazione dei due corregionali La Civita e Tuccella, ma anche con l'ex bomber Signori e altri calciatori «commetteva in via stabile ed organizzata con cadenza settimanale, una pluralità di delitti di illecito sportivo, nonché truffe ai danni delle società di calcio e degli scommettitori leali».

Secondo la procura di Cremona l'associazione avrebbe «interferito» su «una pluralità di partite di calcio» della Lega Pro, della serie B e anche della Serie A.

«La frequenza delle manipolazioni è impressionante», spiega il giudice delle indagini preliminari, «e si giunge a situazioni in cui sono gestite contemporaneamente fino a cinque partite di calcio da manipolare. L’attenzione del sodalizio si rivolge in prevalenza alle partite della LegaGA Pro, nell’ambito della quale, con stipendi più bassi e blasone meno alto, è più facile e meno rischioso convincere anche calciatori che non fanno parte già del sodalizio. Quest’ultimo, tuttavia, si occupa della manipolazione, abbastanza frequentemente anche di partite di serie B e qualche volta di partite di serie A».

INTERCETTAZIONI FONDAMENTALI

Un ruolo fondamentale sarebbe stato ricoperto dalle intercettazioni telefoniche: oltre 50 mila dicono dalla Procura, grazie alle quali è stato possibile ricostruire mesi, ma anche anni, di attività illecita.

«Le trascrizioni», scrive il gip, «sono ricche di frasi tra i principali indagati che dimostrano quanto sia consolidato nel tempo, risalente negli anni, il loro rapporto e quanto abituale e ininterrotta sia l’attività di manipolazione corruttiva degli incontri di calcio per ricavare denaro dalle scommesse effettuate non soltanto dai diretti manipolatori, ma anche dai gruppi di scommettitori (di Bologna, di Milano, gli “Zingari”, di Bari) che, intrattenendo un rapporto abituale con i manipolatori medesimi, e garantendo il finanziamento della corruzione, contribuiscono ai floridi guadagni dell’organizzazione nel suo complesso».

ERODIANI «L'ORGANIZZATORE»

Erodiani, in particolare, viene definito «l'organizzatore» in costante contatto con Marco Pirani, medico odontoiatra di Ancona.

L'abruzzese, come detto, è anche responsabile di una serie di esercizi per la raccolta delle scommesse sportive. Secondo l'accusa «facendo capo all’Agenzia di Pescara, di fatto gestita da Francesca La Civita, e ad una tabaccheria sita a San Giovanni Teatino, intestata alla moglie, raccoglieva e gestiva i fondi destinati alle scommesse, alle quali partecipava direttamente, indirizzandole  verso le soluzioni e le combinazioni più redditizie, e provvedeva al pagamento delle somme destinate alla corruzione dei giocatori, tenendo  contatti costanti con tutti gli associati».

Lo stesso Erodiani insieme a Paoloni e Pirani sarebbe responsabile dell’episodio dell’avvelenamento dell’acqua e di thè destinata ai calciatori della Cremonese in occasione della partita del 14 novembre del 2010. Versando psicofarmaci e benzodiazepine, infatti, il sodalizio mirava a peggiorare la resa degli atleti di modo che giocassero male.

Ed era sempre Erodiani, ricostruisce l'accusa, che teneva i collegamenti con i gruppi di scommettitori denominati “Zingari” e “di Bologna” che finanziavano la corruzione dei giocatori, in particolare attraverso Antonio Bellavista e Francesco Giannone.

Dall'informativa della polizia emergono le varie operazioni messe in campo da Erodiani. In una telefonata intercettata esclama con riferimento ai rapporti avuti col gruppo dei Bolognesi «delle partite…da quando ci conosciamo…cinque partite su cinque, ne abbiamo fatte solamente  due…perché tutti…non si sa il perché…non si sa il percome, sono successi i casini…».

«In sostanza», scrive il giudice, «ciò vuol dire che già avevano provato a truccare cinque partite con il Bolognesi, anche se, per motivi vari, soltanto in due occasioni l’obiettivo era stato raggiunto».

Dopo il fallimento di Inter-Lecce, Erodiani comunica a Giannone che la sua principale preoccupazione  è «in primis fare recuperare i soldi a te…a Manlio (BRUNI) e a BEPPE (SIGNORI)…la prossima partita ve la diamo gratis e loro recuperano tutto».

«Anche solo da questa frase», scrive il gip, « si desume da una parte l’importanza del rapporto tra il braccio operativo dell’organizzazione, rappresentato in particolare dall’Erodiani, e l’abitualità a truccare le partite: Erodiani non si pone neanche il problema di ipotizzare quale risultato acquisito in partenza “regalare” ai Bolognesi, tanto è prevedibile che si susseguiranno altre partite truccate».

FRANCESCA LA CIVITA: «RICEVEVA LE FORME DI DENARO»

Altra figura centrale della presunta associazione a delinquere era Francesca La Civita di Ortona, titolare delle agenzie di scommesse di Pescara ed Ancona la cui gestione era sostanzialmente riconducibile ad Erodiani. La donna, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, «si adoperava concretamente nel ricevere le somme di denaro fornite da Marco Pirani (il medico odontoiatra) poi utilizzate nell’attività delle scommesse sportive».

Secondo gli inquirenti La Civita era «pienamente consapevole e a conoscenza dell’attività illecita posta in essere da Erodiani, nonché delle obbligazioni creditizie esistenti tra quest’ultimo» ed il medico marchigiano.

«In alcune circostanze», si legge nell'ordinanza, «La Civita si è direttamente adoperata per addivenire alla soddisfazione di tali debiti contattando direttamente la Signora Spinelli Michela moglie di Paolini».

BUFFONE, «L'ACCANITO SCOMMETTITORE»

Giorgio Buffone, originario di Canistro, è invece il direttore Sportivo del Ravenna Calcio. La Procura lo definisce «un accanito scommettitore» che avrebbe utilizzato la sua posizione «non soltanto per influire sulle partite affrontate direttamente dalla sua squadra, oggetto delle scommesse, ma  sfruttava le sue conoscenze con personaggi del mondo del calcio, in particolare con altre società sportive o con alcuni giocatori impegnati nelle partite da manipolare».

In particolare avrebbe mantenuto i contatti con Nicola Santoni «perché contattasse Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta ai fini della manipolazione della partita Ascoli -Atalanta; prendeva contatti con il Presidente dell’Alessandria; prendeva contatti con la dirigenza del Verona al fine di concordare una possibile sconfitta del Ravenna; teneva contatti con gli scommettitori albanesi Ismet Mehmeti e Antonio Shytaj, entrambi procedenti a scommesse in Albania sulle partite truccate».

Ma Buffone sarebbe andato anche a Reggio Emilia insieme a Pirani «per prendere contatti con la dirigenza, ai fini della manipolazione della partita Reggiana-Ravenna».

MICOLUCCI «LA PEDINA STABILE DEL SODALIZIO»

Poi c'è Vittorio Micolucci, tesserato come difensore per la Società “Ascoli Calcio” e compagno di squadra di un altro indagato, Antonio Bellavista.

Secondo l'accusa Micolucci era una «pedina stabile» del sodalizio e avrebbe manifestato la sua disponibilità ad influenzare il risultato delle partite di calcio della squadra dell’Ascoli con un rendimento agonistico negativo, «cercando nel contempo di coinvolgere nella manipolazione corruttiva  altri giocatori della medesima squadra».

Questo sarebbe avvenuto, dice sempre la Procura, in più occasioni e nelle partite Livorno-Ascoli del 25 febbraio 2011, Ascoli- Atalanta del 13 marzo 2011».

TUCCELLA, «L'ORGANIZZATORE E SCOMMETTITORE»

Non di secondo piano nemmeno il ruolo del pescarese Gianluca Tuccella, portiere della Società “Cus Chieti” che milita nel campionato di Serie “A2” di calcio a 5.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il portiere avrebbe intrattenuto contatti telefonici «riconducibili alla manipolazione di eventi calcistici» con Marco Pirani, «inquadrandosi come un pedina stabile del predetto».

Tuccella si sarebbe occupato della manipolazione di 5 partite: Livorno- Ascoli del 25 febbraio, Benevento-Cosenza del 28 febbraio 2011, Ascoli- Atalanta del 12 marzo 2011, Padova-Atalanta del 26 marzo 2011, Siena-Sassuolo del 27 marzo 2011.

Tuccella avrebbe partecipato ad un incontro svoltosi presso l’abitazione di Sommese, calciatore professionista, già capitano dell’Ascoli, per verificare la disponibilità di Micolucci alla corruzione in vista dell’incontro Livorno-Ascoli.

Il pescarese si sarebbe proposto per intervenire anche su un altro giocatore dell’Ascoli di cui non viene fatto il nome.

Non solo: Tuccella avrebbe poi scommesso, insieme a Sommese 15 mila euro sulla partita in questione così come su una lunga serie di partite truccate.

IL GRUPPO DEGLI ZINGARI

Anche il gruppo degli ''Zingari'' (residenti in Svizzera) costituisce una parte stabile dell’organizzazione. Il 24 marzo la Procura scopre tramite alcune conversazioni di Erodiani che gli Zingari preferiscono intervenire in partite di serie A e serie B, mentre sono meno interessati alla serie C.

«Gli Zingari», si legge nell'ordinanza, «prediligono un contatto diretto con i calciatori da corrompere. Per esempio, quanto alla partita Siena-Sassuolo, originariamente avrebbero voluto  andare direttamente presso l’albergo dove si trovava il calciatore Daniele Quadrini, e i suoi compagni, per versare il denaro della corruzione».

La prima volta in cui si sente parlare di Zingari è con riferimento alla partita Spal Cremonese, quando Erodiani propone di offrire loro il risultato “Over” (più di 3 gol, ndr): gli Zingari avrebbero dovuto dare 50.000€, 30.000 da destinare ai giocatori, 20.000 da suddividere tra i due interlocutori. E’ Pirani che spiega ad Erodiani che li chiamano così proprio perché sono «dell’ambiente zingaresco».

Nell’ambito della partita Taranto-Benevento, l’11.3.2011 Parlato ha ricevuto dagli Zingari al casello di Reggio Emilia, 30.000 € destinati alla corruzione dei giocatori.

Alessandra Lotti  01/06/2011 18.51