I professori licenziati della d’Annunzio: il Senato accademico revoca la revoca?

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Forse siamo alla revoca della revoca per la vicenda dei professori ordinari ed associati licenziati dalla d’Annunzio.

Oggi al Senato accademico, convocato d’urgenza dopo il ritiro deciso nel CdA della delibera di assunzione di questi docenti, verrà presentata la proposta di fare marcia indietro e di annullare la decisione presa lunedì scorso.

Se ne è parlato ieri in una serie di incontri tra i prof “revocati” ed alcuni presidi che partecipano stamattina al Senato. A sorpresa, e forse sulla via del pentimento, erano presenti anche tre componenti del CdA che hanno spiegato di aver votato sì alla proposta di licenziamento venuta dai Revisori dei conti a causa delle personali scarse conoscenze del diritto amministrativo. Ora sarebbero pronti a tornare sui loro passi. E’ emerso comunque che diversi presidi sono contrari al licenziamento ed hanno ribadito il convincimento che la d’Annunzio ha ben operato nel decidere di assumere i 37 ordinari ed i 17 associati, poi rifiutati. E qualcuno ha ricordato come tutti, ma proprio tutti, fossero all’epoca convinti di aver bene operato. Addirittura per dissipare alcuni dubbi interpretativi sui decreti e sulle circolari amministrative, la d’Annunzio si era rivolta ad un luminare del diritto amministrativo per un parere pro-veritate. Ed il professor Franco Scoca aveva rimesso le sue valutazioni positive in un ampio documento condiviso dal Rettore, dal Direttore generale e dagli organi accademici. Come si ricorderà, chi giudica illegittime le assunzioni si riferisce ai paletti posti dal Ministero alla possibilità di effettuare il turn over dei docenti per questioni di copertura della spesa. Ma il professor Scoca era stato di diverso avviso: «In conclusione – si legge nel suo parere legale – la destinazione delle risorse derivanti dal turn over del 2008 e del 2009 a favore dei ruoli che ne necessitano, appare una scelta logica e ragionevole e quindi legittima, anche alla luce del principio della buona amministrazione, considerando che decorso il termine individuato nel 31 marzo 2011, le risorse medesime potrebbero andare irrimediabilmente perdute».

 Nei verbali dell’epoca si ritrova tutta la storia di questa assunzione contestata, dall’iter delle leggi nazionali del 2009 e del 2010, alle ultime circolari dell’allora direttore generale del Ministero che comunicava l’impossibilità per la d’Annunzio di procedere all’assunzione di personale docente. Nelle sedute del Senato accademico dell’ottobre scorso e del CdA del 31 dicembre si decise di non accogliere le chiamate effettuate dalle Facoltà ed un successivo ricorso degli interessati fu rigettato dal Tar Pescara, che però non approfondì i richiami alle leggi nazionali di riferimento. Di qui la richiesta di chiarimento al professor Scoca, che il rettore comunicò tempestivamente e sulla quale si basò la decisione di assumere i prof adesso revocati. Tra le altre motivazioni, nei verbali si legge con chiarezza che anche il Direttore generale sottolineò che i fondi per le assunzioni c’erano tutti e che se non si fosse decisa l’assunzione «la nostra Università, sinora posizionata tra i più virtuosi Atenei nazionali (il riferimento è ai bilanci, ndr) vedrebbe svilire la propria indiscussa qualità formativa a causa del contenuto di una circolare ministeriale restrittivamente interpretativa della norma».

 Intanto si è appreso che in attesa delle decisioni di oggi, i prof revocati hanno sottoscritto una diffida nei confronti del Senato accademico. Il prossimo passo sarà chiedere il risarcimento danni a Revisori dei conti ed ai componenti del CdA. Sarà chiesto inoltre l’accesso agli atti per verificare se l’attività svolta dagli stessi Revisori è congrua rispetto agli incarichi ricoperti non solo alla d’Annunzio.

 Sebastiano Calella  26/05/2011 9.20