Riciclaggio: dallo Ior operazione non segnalata diretta alla Banca del Fucino

Alessandro Biancardi

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ROMA. Fa già discutere e promette risvolti interessanti l’iscrizione nel registro degli indagati del massimo vertice dello Ior, la banca vaticana.

vaticanoROMA. Fa già discutere e promette risvolti interessanti l’iscrizione nel registro degli indagati del massimo vertice dello Ior, la banca vaticana.

Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell'Istituto per le Opere di Religione (Ior) e un altro importante dirigente della stessa banca vaticana sono indagati dalla procura di Roma per violazione del decreto legislativo 231 del 2007 che è la normativa di attuazione della direttiva Ue sulla prevenzione del riciclaggio.

In pratica ogni istituto bancario è obbligato a segnalare operazioni oltre una certa soglia di importo. In questo modo è possibile tracciare gli spostamenti di ingenti somme di denaro da un istituto ad un altro.  L’inchiesta ha già prodotto un sequestro preventivo, firmato dal gip Maria Teresa Covatta su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Rocco Fava ed eseguito ieri, di 23 milioni di euro (su 28 complessivi) che si trovavano su un conto corrente aperto presso la sede romana del Credito Artigiano spa. La procura romana ha posto l’attenzione su due precise operazioni che prevedevano il trasferimento di 20 milioni alla JP Morgan Frankfurt e di altri 3 alla Banca del Fucino.

L'inchiesta della procura prende il via dalla segnalazione di una operazione sospetta da parte dell'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia con sospensione della stessa operazione per cinque giorni lavorativi. Ciò ha consentito al nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza e alla procura di attivarsi.

Secondo le norme il reato di riciclaggio si sarebbe già commesso e sarebbe perfezionato già solo per il fatto di non aver segnalato l’operazione così come prevede la legge antiriciclaggio.  L'articolo 55 del decreto 231 del 2007, infatti, punisce con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa da 500 a 5000 euro «l'esecutore dell'operazione che omette di indicare le generalità del soggetto per conto del quale eventualmente esegue l'operazione o le indica false».

Questa indagine è la prima iniziativa assoluta (da quando, nel 2003, la Cassazione ha attribuito alla giurisdizione italiana la competenza sullo Ior) che chiama in causa la banca vaticana e i suoi vertici.

 La Banca del Fucino nasce a Roma nel 1923 e opera nel Lazio con 17 agenzie e in Abruzzo con 9 a  Balsorano, Carsoli, Celano, Luco Dei Marsi, Avezzano, L’Aquila, Pescara e Sulmona. La sede generale si trova a Roma. «Le sue dimensioni contenute e una struttura snella ed efficiente», si legge nel sito della banca, «consentono di instaurare un rapporto personalizzato con la clientela e con il territorio, di fornire servizi di qualità e di avere una rapidità decisionale adeguata alle esigenze bancarie sia delle famiglie che delle imprese».

 21/09/2010 13.48