Melania, Parolisi si affida ai legali di Concetta Scazzi

Alessandro Biancardi

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Melania, Parolisi si affida ai legali di Concetta Scazzi
ASCOLI PICENO. Slitta a «non prima dell'inizio del prossimo mese» il deposito della relazione finale sull'autopsia di Melania Rea.

Intanto ieri i carabinieri e agenti del Corpo forestale dello Stato hanno fatto un nuovo sopralluogo lungo la strada principale che collega il Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo), dove Melania è stata trovata morta, con il pianoro di Colle San Marco ad Ascoli Piceno.

Cercavano ancora una volta l'arma del delitto e degli abiti, nella speranza che l'assassino o gli assassini possano essersene disfatti lungo il tragitto.

Risultato: un paio di jeans da uomo e una t-shirt prelevati per inviarli al Ris.

Quasi certamente «non hanno nulla a che fare» con il delitto, ha detto un investigatore, ma sono stati selezionati fra la quantità di capi di vestiario e oggetti vari abbandonati nel tempo da escursionisti e cacciatori, in una sorta di discarica a cielo aperto, perché sembrano «più nuovi». Carabinieri e agenti del Cfs hanno percorso a ritroso la strada, dal bosco dove il cadavere di Melania è stato scoperto il 20 aprile, al pianoro dove il marito, Salvatore Parolisi, ha denunciato la scomparsa della donna il 18 pomeriggio.

E si sono addentrati per una quarantina di metri nella boscaglia, un luogo frequentato anche dai militari e dalle soldatesse del 235/o Rav Piceno dove Parolisi lavora come istruttore di formalità, ma anche dai militari della caserma di Chieti.

Intanto, pm e investigatori continuano ad ascoltare conoscenti di Melania e del marito, e colleghi di lavoro del caporalmaggiore.

Un filone «preciso» dell'inchiesta c'é, ha confermato anche ieri un investigatore, ma le diramazioni sono «varie», e vanno approfondite, senza tralasciare «altri filoni», che evidentemente, non possono ancora essere scartati del tutto.

Si sa che verrà riascoltata a breve la ragazza che lavora nel bar-ristorante 'Cacciatore' di Colle San Marco, perché la prima volta non ha riferito ai carabinieri di due ciclisti che avrebbero descritto due donne, una somigliante a Melania, allontanarsi a piedi dalla zona.

Una circostanza che la ragazza ha raccontato in questi ultimi giorni ad altre persone.

«Parleremo di nuovo con lei - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Alessandro Patrizio - per arrivare, se possibile, all'identificazione dei due ciclisti, allo stato dei fatti a noi sconosciuti».

E ancora una volta si torna alla domanda delle domande: Melania, è stata o no a Colle San Marco? Un mese di audizioni, rilievi tecnici, controlli incrociati sul traffico telefonico, e, ancora, nessuna certezza.

PROCURA CHIEDE AIUTO A 'CHI L'HA VISTO?'

La Procura di Ascoli Piceno, titolare delle indagini, ieri si è rivolta alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' per risalire ad alcune persone presenti tra le 14 e le 16 circa del 18 aprile sul pianoro di San Marco, nella zona delle altalene e del chiosco.

In particolare, la Procura vorrebbe ascoltare «una signora dai capelli biondi o castano chiari che era in compagnia di una bambina che cadeva cercando di riprendere un pallone che proveniva da alcuni ragazzi che stavano giocando»; e, inoltre «un gruppo di tre o quattro persone, tra le quali una donna dai capelli ricci con occhiali da vista».

Informazioni utili - sempre secondo quanto la Procura ha fatto sapere a 'Chi l'ha visto?' - potrebbero fornire anche «i due ciclisti che il 18 aprile, dopo le 15:45, avevano appreso della scomparsa di Melania Rea davanti al bar ristorante 'Il Cacciatore' e si interessarono alle ricerche».

«MELANIA NON AVEVA SOLDI CON SE'»

Nel corso della trasmissione di ieri sera è stato anche riferito che, al momento dell'omicidio, Melania Rea aveva in tasca solo cinque centesimi.

Un dettaglio non di poco conto dal momento che Salvatore Parolisi racconta di aver chiesto alla moglie, pochi attimi prima che si allontanasse, di comprargli un caffè.

Ma come avrebbe fatto Malenia a comprare qualcosa senza soldi? Aveva detto al marito di non aver con sé denaro sufficiente? L'aggressore della donna può averla derubata prima o dopo averla massacrata? (di sicuro la borsa della donna era a casa). Parolisi le ha chiesto veramente di acquistare un caffè?

PACIOLLA: «HO AVVERTITO IO I GENITORI DI MELANIA»

Ieri sera è tornato a parlare a Chi l'ha visto anche Raffaele Paciolla, l'amico di Salvatore Parolisi che nei giorni scorsi è stato ascoltato dagli inquirenti.

L'uomo, che al momento dell'omicidio era a casa sua con sua moglie, è stata la prima persona che il caporalmaggiore ha chiamato per dirgli della scomparsa della moglie. «Mi fa piacere che Salvatore dica che io sono come un fratello per lui», ha detto ieri, «ma non è così. Io non sapevo delle sue tresche, lui lo sa bene di non avermene mai parlato».

E' stato poi Paciolla a dover avvertire i genitori di Melania: «quando ho visto Salvatore a Colle San Marco gli ho detto che forse era il caso di avvertire i suoceri, mi sono offerto di chiamarli io perchè lui non lo aveva ancora fatto. Mi ha dato il telefonino e ho chiamato il signor Gennaro (papà di Melania, ndr). Gli ho detto: ''come state? Forse è meglio se vi venite a fare una passeggiata ad Ascoli perchè Melania si è persa''. Poi mi ha chiesto di parlare con Salvatore: gli ho passato il telefono e ho sentito che Parolisi diceva ''no, non abbiamo litigato''».  

26/05/2011 8.31

PAROLISI SI AFFIDA AGLI AVVOCATI DI CONCETTA SCAZZI 

«La situazione che Salvatore Parolisi sta vivendo è drammatica, lui vuole arrivare alla verità sia per Melania, sia per poter dare, un giorno, risposte alla figlia Vittoria».

A parlare è l'avvocato Walter Biscotti, che insieme all'avvocato Nicodemo Gentile, rappresenta da oggi il marito di Melania Rea, in qualità di persona offesa.

Il caporalmaggiore ha deciso quindi di affidarsi agli stessi avvocati scelti dalla mamma di Sara Scazzi, la giovane adolescente di Avetrana uccisa quasi un anno fa.

«Stamani abbiamo incontrato il pm Umberto Monti - ha detto Biscotti, avvicinato dai cronisti ad Ascoli Piceno – offrendo massima collaborazione. La volontà di Parolisi è essere considerato parte offesa in questa vicenda, collaborando con gli investigatori, come ha già fatto finora».
   Biscotti e Gentile hanno incontrato nei giorni scorsi il marito di Melania, parlando a lungo con lui, poi, oggi, il viaggio fino ad Ascoli, e la prima mossa preannunciata alla Procura: la nomina del professor Lorenzo Varetto, dell'Università di Torino, come «consulente medico legale. Varetto si metterà in contatto con i consulenti della procura, perché ogni aspetto di questo caso va esplorato».
   Alle domande sul clima di sospetto che circonda il caporalmaggiore, Biscotti ha risposto che «sì, in effetti non c'é un bel clima nei suoi confronti, e questo dispiace. Anche se in un'indagine a 360 gradi, Salvatore è consapevole che si devono fare accertamenti anche su di lui, perché lui è l'ultima persona ad aver visto la moglie viva».
   Il legale ha accennato anche a «qualche forzatura» da parte dei media: «c'è un linciaggio mediatico da Medioevo».

Alla domanda se Parolisi avrebbe dovuto rivolgersi prima ad un avvocato, magari per evitare errori, ha risposto «non credo. A Salvatore avremmo dato il consiglio di mettersi a disposizione della procura 24 ore su 24, esattamente quello che ha fatto finora».

«Gli abbiamo consigliato di dire agli inquirenti anche la cosa più piccola, sciocca o lontana che in questo momento gli possa venire in mente».

26/05/2005 15.30