Università, giochi di potere dietro il trasferimento della Ssis da Chieti a L’Aquila

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4745

Università, giochi di potere dietro il trasferimento della Ssis da Chieti a L’Aquila
CHIETI. E’ tutto confermato: lo spostamento dalla d’Annunzio di Chieti all’università dell’Aquila della Ssis, la scuola che forma gli insegnanti di scuola media e superiore.*SINDACO DI CHIETI CONTRO RETTORE DI ORIO E CUCCURULLO

Confermato anche il rischio di chiusura per la facoltà di Lettere rimasta a Chieti solo con la laurea triennale e il mancato coinvolgimento del Comune. Il rettore della d'Annunzio ha tentato di tranquillizzare chi protesta per lo spostamento. Ma non è riuscito a smentire lo scippo della Ssis, che viene giustificato con il solito ricorso a Decreti e circolari “cogenti”, ma che cogenti non sono. Per far filtrare il messaggio Cuccurullo non usa lo strumento istituzionale del comunicato stampa (che non c'è), ma affida le sue valutazioni alla pagina locale de Il Centro che così recupera una notizia anticipata da PrimaDaNoi.it. Così mentre il rettore Cuccurullo smentisce che la facoltà di Lettere possa perdere i suoi corsi, un comunicato del rettore dell'Aquila Ferdinando di Orio plaude a questo trasferimento e difende Cuccurullo per come ha gestito dal punto di vista burocratico la vicenda che ha visto prevalere L'Aquila. Quindi una solidarietà interessata: di fatto spiazza il rettore di Chieti che minimizza e forse è una sottile rivalsa di Di Orio, i cui rapporti con il collega teatino non sono mai stati idilliaci.

Secondo il rettore dell'Università dell'Aquila «sono fuori luogo le polemiche di quegli uomini politici che oggi gridano immotivatamente allo scippo, senza aver fatto nulla in questi anni per sostenere concretamente il Sistema Universitario Abruzzese. In realtà – continua – la decisione è stata l'inevitabile conseguenza del rispetto dei parametri fissati dal Decreto Ministeriale Gelmini (numero 139 del 4 aprile 2011) che prevedono una sola sede regionale per i corsi di laurea magistrale per la formazione iniziale degli insegnanti, da individuare nell'Università che abbia, tra gli altri criteri, quello del maggior numero di docenti. Ed è il caso dell'Università dell'Aquila». Non dice Di Orio che ci sono anche altri criteri, ad esempio il numero degli studenti (e Chieti ne ha di più) e non dice soprattutto che l'interesse de L'Aquila – peraltro legittimo – è quello di drenare studenti dalla costa e dal territorio di diverse regioni confinanti per portarli in quella università. Ma questa è la dimostrazione che di Orio fa bene il suo lavoro di rettore e difende la sopravvivenza della sua università. E tanto più è bravo lui a recuperare corsi, tanto meno bravo è chi li perde. Tra l'altro nel suo comunicato ufficiale Di Orio non fa cenno alla durata di un anno dello spostamento, come sostiene Cuccurullo. Quale sarà la verità?

LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA DEGLI INSEGNANTI SEMPRE AL CENTRO DEI CONTRASTI CHIETI-L'AQUILA

Troppo complessa è però la storia della formazione universitaria degli insegnanti per poterla riassumere in questo scontro tra università e rettori forti e deboli. E affidare la Ssis a Chieti o a LAquila non è solo un problema tecnico, come si cerca di presentarlo. Non si tratta infatti di requisiti che Chieti non ha ed è risibile la storia dei 2 docenti in più dell'Aquila che avrebbero fatto pendere la decisione per lo “scippo”: sarebbe bastata a Chieti una maggiore attenzione ai trasferimenti dei docenti per essere più numerosi, ma anche questo non è stato fatto…. In realtà questo della Ssis che emigra è uno dei tanti accadimenti negativi a cui negli ultimi anni la d'Annunzio è andata incontro per la formazione degli insegnanti. Ne parliamo con il professor Gaetano Bonetta (nella foto), preside di Scienze della formazione, ma senza polemiche elettorali, visto che si candida a rettore della d'Annunzio. D'altra parte, al di là del ruolo che ricopre oggi, da quando alla metà degli anni 90 si parla di formazione di insegnanti, non si può evitare di ricordare che proprio Bonetta è stato un protagonista di tanti progetti al tempo del ministro Berlinguer ed ha ricoperto la presidenza della Conferenza nazionale dei direttori della Ssis. In pratica ha collaborato a scriverne la normativa e ricorda bene che quando la Ssis fu istituita si decise come criterio che ce ne fosse una per regione.

In Abruzzo l'Aquila ebbe la scuola elementare, perché già ospitava il Magistero dove affluivano i diplomati dell'Istituto magistrale che avevano frequentato 4 anni di scuola superiore invece dei cinque dei licei. A Chieti fu assegnata la scuola secondaria. «Ma per la nostra liberalità – ricorda Bonetta – ed anche per la collaborazione con i rettori Schippa e Bignardi de L'Aquila e Luciano Russi di Teramo, si consentì che anche in quelle università si potessero tenere quei corsi. Quando però a Chieti è nata Scienze della formazione, non ci hanno usato la stessa liberalità negando l'ok ai corsi qui». Quindi pare di capire che le decisioni del Crua siano più un accordo tra gentiluomini che norme stringenti da rispettare assolutamente. Tanto che ad un certo punto, forse per i rapporti non più buoni Cuccurullo-Di Orio, non è passata la proposta di Chieti per un corso di laurea per maestri, che pure era un'esigenza del territorio centro meridionale: da Macerata a Bari infatti non c'è nessun corso di questo tipo. Cuccurullo non sponsorizzò a fondo l'iniziativa, nacquero contrasti anche violenti tra i docenti dei due Atenei e scattarono querele e controquerele ancora da discutere. el discorso forse si innesta anche l'accordo che c'era stato per la creazione della facoltà di Scienze motorie che l'Aquila, sede di Isef, non voleva far nascere anche alla d'Annunzio e che invece è nata.

Ora la strategia di Di Orio sembra quella di attirare nella sua orbita elettorale aquilana i docenti di Lettere – che non controllava - a cui ha portato in dono la Ssis. Altro che «rispetto dei requisiti e delle regole, bravo Cuccurullo», come dice il rettore de L'Aquila. La realtà è che certe scelte sono passate sopra la testa delle amministrazioni locali ed il sindaco di Chieti ha conosciuto il problema che interessa la città solo da PrimaDaNoi.it. Tuttavia il problema è politico ed investe il futuro dell'Università, come è stato detto anche in Senato accademico. Quelli che erano contrari allo scippo (lo stesso Bonetta, ma soprattutto il preside Stefano Trinchese) hanno già proposto che la Ssis possa essere interateneo, cioè che possa funzionare a Chieti e L'Aquila insieme, e non operare solo lì come deciso dal Crua. Detto in altre parole, la formazione dei futuri insegnanti deve essere rinegoziata con un'ottica di servizio pubblico, cioè con scelte che siano “al servizio” del pubblico e non al servizio di un concetto di Università-azienda che deve massimizzare i profitti e scaricare le spese e i disagi sulla collettività. Cioè non costringere studenti e famiglie del centro sud ad andare all'Aquila, una città che non ha ripreso ancora la sua piena funzionalità, perché gli accordi di potere sono questi.

Sebastiano Calella 21/05/2011 9.06

[pagebreak]

SINDACO DI CHIETI CONTRO RETTORE DI ORIO E CUCCURULLO

«Non capisco a chi si riferisca il Rettore Di Orio quando afferma che taluni esponenti politici “ora gridano allo scippo e accusano chi, senza alcuna specifica responsabilità, si limita ad applicare i criteri oggettivi previsti dalla legge e non hanno mai operato concretamente per il sostegno del sistema universitario abruzzese”».

Arriva in tarda mattinata la replica del primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio, alle parole del rettore de L'Aquila.

«Personalmente», aggiunege, «non mi sento affatto coinvolto dalle dichiarazioni del Rettore  né tantomeno ritengo di appartenere alla schiera di coloro che il Prof. Di Orio definisce “politici che non si sono mai occupati dell'Università abruzzese. Lo testimoniano, infatti, le innumerevoli iniziative intraprese di concerto tra la mia Amministrazione e l'Università “G. d'Annunzio”. Non accetto, dunque, lezioni dal Rettore. Innanzitutto perché proprio lui avrebbe dovuto e potuto, per primo, fare di più per il sistema universitario della nostra regione, visto che da anni è abbarbicato alla poltrona di Rettore, in secondo luogo mi pare che egli non sia alieno alle lusinghe della politica, dal momento che in più occasioni è andato alla ricerca di candidature più o meno prestigiose. Torno a stigmatizzare, piuttosto», conclude Di Primio, «l'atteggiamento adottato dall'Università “G. d'Annunzio”, Ateneo prestigioso, che non ha sentito il dovere di rivolgersi a me come Sindaco di questa Città per rendermi partecipe di una decisione così importante per il futuro dello stesso Ateneo e della Città di Chieti. Per tale motivo, lunedì 23 maggio 2011 parteciperò personalmente al Consiglio di Amministrazione dell'Università dove esporrò le mie considerazioni in merito alla vicenda e avrò modo di formulare le mie richieste al Rettore Cuccurullo».

21/05/2011 15.12