Terrorismo: droga per finanziare Jihad, perquisizioni anche a L'Aquila

Alessandro Biancardi

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NAPOLI. Con i proventi del traffico di droga finanziavano la guerriglia jihadista condotta dai talebani.

La presenza in Italia di una rete fiancheggiatrice del terrorismo di matrice islamista è emersa dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato ieri all'esecuzione di 40 decreti di perquisizione in varie città e in particolare a Napoli, Frosinone, Roma, Macerata, Milano, Oristano, Cagliari e L'Aquila.

I destinatari dell'operazione, denominata Scutum, sono ritenuti legati a una organizzazione composta da immigrati di origine pakistana, dedita al traffico di eroina, alla gestione dell'immigrazione clandestina, alla falsificazione di documenti e al finanziamento di attività terroristiche.

Le perquisizioni - tre delle quali eseguite in carcere - sono state effettuate dalla Digos di Frosinone e dai carabinieri dei Ros di Udine.

Gli investigatori hanno sequestrato trecento richieste di nullaosta per la regolarizzazione al lavoro subordinato di altrettanti immigrati pakistani, fotocopie di passaporti, ricevute di versamenti in denaro, effettuati anche con "postepay", per un valore complessivo di circa 90mila euro, documenti in arabo e materiale informatico, rubriche telefoniche e agende contabili.

Una inchiesta che si è avvalsa di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali. Sono emersi contatti stabili con le comunità pakistane anche di Spagna e Gran Bretagna.

Le indagini, avviate nell'aprile del 2008, hanno portato alla luce un'organizzazione delinquenziale a base etnica di pakistani per la gran parte originari della provincia di Peshawar, dedita al traffico internazionale di stupefacenti da Afghanistan e Pakistan verso l'Italia.

C'é la convinzione negli inquirenti che con i proventi della vendita di droga sia stata finanziata la causa jihadista e filotalebana del movimento "Tehreek e Nafaz e Shariat e Mohammadi" in Pakistan, al comando del leader talebano Maulana Fazlullah.

NEL 2007 OPERAZIONE A BOLOGNA

Alla fine del 2007 fu smantellata una enclave della rete a Bologna e nel maggio del 2008 uno dei suoi capi, Shariq ur Rehman Syed, fu arrestato in Pakistan. L'uomo, attualmente detenuto, fu condannato dal gip di Napoli a 18 anni di reclusione.

Le indagini condussero all'organizzazione strutturata sul territorio italiano, in particolare nella province di Napoli e Macerata e nelle città di Bologna e Roma dedita al traffico di eroina proveniente dalla provincia afgana di Nangarhar dove sono i talebani a controllare tale attività. L'immigrazione clandestina dal Pakistan avviene invece attraverso passaporti falsificati intestati a cittadini pakistani.

L'organizzazione forniva ingenti partite di droga a un'altro sodalizio criminale del litorale Domitio, tra le province di Napoli e Caserta, appartenente al gruppo etnico ghanese "Dagomba", con ramificazioni a Bologna e Varese, successivamente smantellato dalle forze dell'ordine.

Gli inquirenti hanno riscontrato un tipo di gestione "per clan", attraverso i tradizionali e rigidi schemi sociali Pashtun, "facilmente rintracciabili - sottolineano i procuratori aggiunti Rosario Cantelmo e Federico Cafiero de Rhao - nel tessuto dei gruppi criminali finalizzati all'illecito traffico transnazionale di eroina di produzione afgana e al traffico di esseri umani collegati se non contigui a movimenti e organizzazioni jihadiste e filotalebane".

LA MAFIA PAKISTANA

Organizzazioni riconducibili alla cosiddetta "mafia pakistana o pashtun", tipico in aree tribali nel villaggio di Tordher e della fascia di confine tra Afghanistan e Pakistan. Le dichiarazioni di alcuni esponenti del gruppo hanno consentito di accertare legami tra l'organizzazione criminale guidata da Sharif Ur Rehman Syed e il padre residente in Pakistan, Zabih-Ullah Bachia, con aggregazioni terroristiche internazionali «riconducibili al mullah Fazlullah, leader della fazione filotalebena dell'ala intransigente Tehreek Nifaz-E-Shariat Mohammadi, operativa nella valle di Swat in Pakistan».

19/05/2011 8.21