Melania, amico Parolisi consegna Dna. Nuove audizioni tra le reclute

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2200

ASCOLI PICENO. Raffaele Paciolla, l'agente penitenziario amico di Salvatore Parolisi, e sua moglie hanno consegnato spontaneamente il loro dna ai carabinieri di Ascoli.

E' avvenuto domenica mattina, quando Paciolla, amico del caporal maggiore e anche di Melania Rea, trovata morta assassinata a Ripe di Civitella il 20 aprile scorso, si è recato presso il comando provinciale dei carabinieri per consegnare i suoi tre telefoni cellulari.

Nell'occasione i militari dell'Arma hanno chiesto sia a lui sia alla consorte se potevano consegnare il dna, cosa che - conferma oggi l'avvocato Tommaso Pietropaolo - «hanno fatto senza problemi non avendo niente da nascondere».

A entrambi è stato fatto il tampone. Paciolla è l'uomo che Parolisi aveva chiamato il giorno della scomparsa di Melania perché lo aiutasse a cercarla.

Aveva avvertito Raffaele i familiari della donna e sempre lui aveva accompagnato il fratello della Rea, Michele, al Bosco delle Casermette, per il riconoscimento della giovane mamma di Somma Vesuviana.

Salvatore Parolisi, in una delle fasi delle indagini, avrebbe fornito agli investigatori particolari sulla scena del crimine, che non poteva conoscere perché, appunto, non si era recato sul posto.

Il vedovo della Rea si sarebbe giustificato dicendo che era stato Paciolla a mostrargli delle foto scattate con il cellulare sul luogo del delitto, circostanza che la guardia carceraria ha recisamente smentito. Per questo, ha consegnato i tre telefonini in sui possesso.

Ma oggi è stata anche una giornata di nuove audizioni nel mondo militare.

Oggi il sostituto procuratore di Ascoli Piceno Carmine Pirozzoli ha sentito nella Caserma provinciale dei carabinieri diverse persone "informate sui fatti", fra le quali una soldatessa della Caserma 'Clementi', dove si addestrano le allieve in ferma prefissata di un anno.

Sentiti anche, alcuni nei giorni scorsi, colleghi di lavoro di Parolisi e superiori gerarchici dell'istruttore, per avere un quadro completo della sua vita lavorativa.

Stando a indiscrezioni, gli inquirenti cercano di capire, anche delle voci definite più "restie", magari per timidezza, come Salvatore si comportava in servizio, qual era il suo atteggiamento in caserma e con le ragazze che è chiamato ad addestrare. In un'inchiesta che allo stato procede ancora contro ignoti, si cerca di sgombrare il campo da tutti i dubbi, anche su un eventuale omicidio per vendetta o gelosia: se Melania cioé possa essere stata uccisa per colpire il marito, o per una rivalità amorosa diretta.

Ipotesi che in un'indagine complicata come questa non possono essere ancora scartate del tutto.

I RILIEVI SUL TELEFONO

Ma si lavora senza sosta anche sui rilievi e un ponte telefonico 'dominante', nelle ore della sparizione di Melania, pesa sugli accertamenti tecnici volti ad accertare se la giovane mamma sia mai stata sul pianoro di Colle San Marco il 18 pomeriggio verso le 14:30-15, come sostiene il marito Salvatore Parolisi, o se si trovasse già alle 14:30 a Ripe di Civitella.

In gergo tecnico, il ponte 'dominante' è quello che aggancia per primo un telefono cellulare, che per varie ragioni (traffico di rete elevato ecc.) può poi agganciarsi ad un ponte 'servente'.

Dai primi riscontri del Ros, il Raggruppamento Operativo speciale dei carabinieri, è emerso che il ponte 'dominante' del telefonino era il medesimo: nell'area delle giostre di Colle San Marco e in quella del bosco dove Melania è stata trovata morta.

Nessuno squillo intermedio ricevuto dal cellulare ha consentito di tracciare un eventuale 'percorso' fra i due luoghi. Gli esperti del Ros cercheranno di affinare ancora le analisi, e dare una risposta ad un quesito è cruciale per l'inchiesta. Anche un altro ostacolo rende difficoltoso questo tipo di accertamenti: l'assenza di traffico telefonico 'fatturato' sull'apparecchio di Melania nelle lunghe ore che separano la sparizione della donna dal ritrovamento del cadavere.

Se un telefonino viene spento e poi riacceso, il traffico 'volatile', non fatturato, va perduto, per un'economia legata alla velocità di connessione: «é un fatto automatico - spiega un investigatore -, come quando si cerca di versare acqua in un recipiente già pieno: una parte del liquido che c'é fuoriesce automaticamente».  

17/05/2011 19.38