? Omicidio Melania, summit in Procura. La svolta è vicina?

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. Riunione operativa, ieri pomeriggio, in Procura ad Ascoli Piceno.

 

Mentre si svolgevano i funerali di Carmela Melania Rea a Somma Vesuviana gli investigatori si sono incontrati per fare il punto della situazione.

Da stabilire i prossimi, imminenti, passi dell'indagine sul brutale assassinio della donna.

Vi hanno partecipato il procuratore capo Michele Renzo, i sostituti Umberto Monti, Carmine Pirozzoli, Ettore Picardi, Cinzia Piccioni e i carabinieri.

L'impressione è che l'inchiesta sia in procinto di entrare in una fase chiave, forse decisiva.

Magistrati e carabinieri stanno incrociando i dati degli accertamenti tecnici sin qui svolti, come il traffico telefonico dei telefonini di Melania e del marito Salvatore Parolisi, confrontano gli orari delle chiamate e degli sms inviati e ricevuti, in particolare soffermandosi sul lasso di tempo intercorso fra l'sms inviato a Melania dall'amica Sonia alle 14:40 del 18 aprile, giorno della scomparsa della Rea, e la chiamata fatta da Salvatore alla moglie alle 15:26.

Si cerca di focalizzare, fra le contraddizioni in cui è caduto il caporal maggiore, quelle più evidenti e per questo passibili di contestazione.

Parolisi è stato infatti sempre sentito quale persona informata sui fatti, mai come indagato. Ma mentre all'indagato la legge riconosce la facoltà di non rispondere e perfino di dire bugie senza conseguenze penali, la stessa cosa non è concessa a chi depone come testimone e per questo 'obbligato' a dire la verità.

Se non lo fa scatta la contestazione. Celle e tabulati telefonici sono al momento gli unici dati che potrebbero confermare con certezza la presenza o meno di Melania sul pianoro del Colle San Marco e quindi attestare la veridicità o meno del racconto del marito.

I carabinieri continuano intanto a sentire (e in qualche caso a risentire) persone informate sui fatti e - annuncia il comandante provinciale Alessandro Patrizio - altre audizioni sono in programma nei prossimi giorni.

L'ultimo saluto alla giovane donna, trovata massacrata a coltellate in una pineta del Teramano due giorni dopo la scomparsa, potrebbe insomma rappresentare una specie di spartiacque nella prosecuzione delle indagini, che potrebbero imboccare una direzione più precisa. Nel frattempo i carabinieri hanno anche sentito l'agente di custodia Raffaele Paciolla, amico di Parolisi che aveva partecipato alle prime ricerche di Melania sul San Marco. Paciolla – che ieri era presente ai funerali a Somma Vesuviana - ha consegnato gli investigatori i suoi tre telefonini: un Samsung, un Nokia e un apparecchio guasto da tempo, ribadendo la sua versione dei fatti su un punto importante dell'inchiesta, cioé di non avere scattato con il cellulare nessuna foto del cadavere di Melania, rinvenuto nel Bosco delle Casermette, dove il marito non era voluto entrare.

Lo stesso Parolisi, però, in un sopralluogo due giorni dopo aveva mostrato una certa conoscenza della posizione del corpo della moglie, dicendo che aveva visto delle immagini scattate con il cellulare. Paciolla dovrebbe essere risentito nei prossimi giorni dai magistrati di Ascoli.

17/05/2011 10.04