Rettore alla d’Annunzio, Cuccurullo si sceglie il candidato

Alessandro Biancardi

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CHIETI. C’è un punto all’odg del Senato accademico della d’Annunzio che ha sollevato curiosità tra i presidi convocati per domani mattina.

Si discuterà quasi solo di nullaosta (per docenti e ricercatori che chiedono di lavorare o risiedere fuori sede) e di Convenzioni (ma non è il Cral dell’Università), ma ci sarà anche il punto: “Nomina pro-rettore: provvedimenti”. Si è subito pensato che si parlerà di soldi, cioè di indennità a favore del professor Massimo Sargiacomo per il suo ruolo di vice Cuccurullo. E così alla nomina un pò strana per i tempi (di solito un pro-rettore è nel programma di candidatura del rettore, non alla fine del mandato) si aggiunge la richiesta al Senato di prendere decisioni che forse non gli competono, perché spettano al Cda. Ma la tecnica è sempre la stessa, quando l’argomento interessa qualcuno: arrivare al Cda per dire “ma il Senato ha già detto si”. In realtà il professor Sargiacomo l’indennità se la merita tutta, visto che è molto oneroso fare le veci del rettore, quasi sempre assente per i suoi impegni nazionali. Ma se questa sarà la decisione, sarà difficile farla digerire ai ricercatori che hanno avuto il taglio delle indennità, così come ai presidi, pure loro chiamati a sacrifici economici.

Il fatto è che la d’Annunzio vive uno strano periodo di attesa, sia per le inchieste giudiziarie in corso (acquisto Ciapi, ruolo del Cineca, Fondazione) sia per il periodo pre-elettorale che si riflette anche sull’attività del Senato, chiamato a svolgere solo un ruolo amministrativo secondario. Questo capita un pò per l’appiattimento di molti presidi sulle posizione del Rettore, un pò per il clima che si respira in questa fase discendente del rettore Cuccurullo: si parla più di potere che di ricerca e didattica. E su questo crinale sembra avviarsi anche la competizione elettorale per l’elezione del nuovo rettore.

NELLA LOTTA A TRE SI RAFFORZA SERGIO CAPUTI

Così potrebbe essere letta la candidatura del professor Sergio Caputi, Odontoiatria,che sembra prendere quota più per la sua parentela importante (è fratello di Massimo Caputi, manager nazionale di grossi gruppi imprenditoriali pubblici e privati) che per la sua forza accademica. Analogamente, in modo interessato, si oscura Gaetano Bonetta, candidato della prima ora, e vengono fatte filtrare notizie sulla ineleggibilità per motivi di età del preside di Medicina Carmine Di Ilio. Motivi a quanto pare inesistenti, perché i calcoli si fanno non sull’età anagrafica, ma sull’anno accademico in cui si vota. Ed il prossimo anno, termine entro il quale sarà approvato lo Statuto, Di Ilio potrà concorrere a pieno titolo. Però la sua candidatura, che sembrava scontata per il suo cursus honorum e per l’appoggio della sua facoltà di Medicina che già da sola ha la maggioranza per eleggere il rettore, rischia di uscire indebolita per alcuni scenari che si preannunciano. Si tratta di piani complessi che superano il fatto accademico e che sono stati costruiti mattone su mattone, nomina per nomina, piazzando le persone giuste ai posti giusti in attesa di poterle utilizzare quando serve.

Ad esempio, nel momento della “moda” dei Codici etici per l’Università, anche la d’Annunzio nominò una commissione e produsse un Codice: quello che prevedeva la meritocrazia e l’impossibilità di nominare o incaricare parenti e quello che imponeva ai docenti universitari medici di timbrare il cartellino di presenza…. A capo di quella Commissione fu nominato un ottimo docente, allievo del rettore Roversi Monaco di Bologna. Poi, emigrato questo docente, il Codice è restato lì come fatto secondario. La storia potrebbe ripetersi con l’elezione a Rettore. Se Franco Cuccurullo non riuscirà a trovare sponde nazionali per un incarico di prestigio, potrebbe scegliere come candidato Caputi, la chiave di volta per una nomina prestigiosa, anche se locale, preparata da tempo. Se così fosse, si spiegherebbe l’interessamento del rettore uscente per Villa Pini, con la quale ha sottoscritto una convenzione per la Neurologia. Se la Clinica si trasformasse in un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), Cuccurullo ne potrebbe essere il direttore scientifico. Come Luigi Frati, il potentissimo rettore della Sapienza, che dirige Neuromed.

Sebastiano Calella 16/05/2011 15.19