Omicidio Melania, il marito davanti al pm per l'interrogatorio

Alessandro Biancardi

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Omicidio Melania, il marito davanti al pm per l'interrogatorio
ASCOLI PICENO. L'inchiesta sulla morte di Melania Rea potrebbe presto tornare nelle mani della Procura di Teramo.

La competenza territoriale (ovvero i magistrati titolati ad indagare) sarebbe legata, infatti, alle ultime risultanze emerse dalle analisi del medico legale che ha stabilito che Melania è stata uccisa con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto, non a Colle S. Marco o nella zona ascolana della Montagna dei Fiori.

Questo vuol dire che la Procura di Teramo dovrebbe tornare titolare dell'inchiesta, dopo che la settimana scorsa gli atti - compresi quelli riguardanti l'autopsia sul cadavere - erano stati trasferiti alla Procura di Ascoli.

Intanto il giallo appare ancora lontano dalla risoluzione. Non ci sono ancora indagati anche se le attenzioni degli inquirenti sembrano in queste ore tutte concentrate sul marito Salvatore Parolisi che a breve verrà ascoltato nuovamente.

LA FAMIGLIA CONTRO I GIORNALISTI

Ma la famiglia di Melania in queste ore è tutta stretta intorno all'uomo, anche dopo le rivelazioni emerse di una relazione extraconiugale che durava da due anni tra Salvatore ed una ex recluta. Suoceri e cognati non hanno mai dubitato del caporalmaggiore, descritto da tutti i conoscenti come una persona buona che adesso sta soffrendo doppiamente, sia perchè ha perso sua moglie sia perchè si trova al centro di pressioni e sospetti. Un incubo doppio.

E ad infastidire le famiglie Rea e Parolisi ci sono le notizie private finite sui giornali, ma allo stesso tempo notizie personali sulle quali gli investigatori vogliono vederci chiaro per capire se potessero essere motivo di conflitto tra moglie e marito.

Il tradimento non basta a fare di lui il colpevole, questo è chiaro, ma ne definiscono la personalità: è questa la chiave di lettura degli investigatori che stanno scavando a fondo per non tralasciare nulla. Troppe omissioni, troppe incongruenze nel suo racconto di quel giorno, sospettano.

E' probabile, infatti, che proprio il 18 aprile lui e Melania, che era al corrente della relazione extraconiugale, avessero litigato pesantemente. Ma i parenti della coppia continuano ad essere scettici su questa pista: Melania sembrava tranquilla, non ossessionata dall'idea del tradimento, e d'altra parte «era una ragazza che non si teneva niente».

Sul matrimonio dei due «ne escono di cotte e di crude. Noi ci rimettiamo agli inquirenti», ha detto ieri Rocco Parolisi, fratello del caporalmaggiore, infuriato con i giornalisti.

«Quello che si sapeva è stato detto – ha aggiunto -, se c'é qualcosa da chiarire sarà chiarito. Poi chi dovrà, farà l'equazione». Intanto però Rocco non augura a nessuno «di passare quello che stiamo passando noi, non auguro a nessuno, neppure al peggiore nemico, il male che ci hanno fatto i giornalisti».

Rocco non pensa che il fratello parteciperà ad altre trasmissioni televisive, «perché è come mettere il dito nella piaga». Basta con i processi mediatici: se le notizie trapelate «sono cose attinenti a quello che è successo, è giusto che vengano fuori». Ma in caso contrario, Rocco Parolisi sfida «chiunque a non avere uno scheletro nell'armadio, una marachella».

Intanto Salvatore continua a dividersi tra la casa dei suoi genitori a Frattamaggiore e quella dei genitori di Melania a Somma Vesuviana, insieme alla piccola Vittoria. E ieri è tornato a parlare anche il fratello di Melania, Michele, secondo cui la sorella non voleva lasciare Salvatore e il fatto che abbia manifestato l'intenzione di iscrivere la bambina nella scuola che lei stessa aveva frequentato a Somma Vesuviana, significa soltanto che nel suo paese intendeva tornare in attesa di trovare una casa a Sabaudia, dove il marito aveva chiesto di poter essere trasferito.

Michele ha detto anche che il cognato, tra le altre possibili destinazioni, aveva indicato anche Napoli e Avellino. Di Sabaudia, però, è Ludovica P., il caporale ventisettenne con cui Parolisi aveva una relazione.

«SALVATORE VOLEVA LASCIARE MELANIA»

Nelle prossime ore il caporalmaggiore sarà riascoltato nuovamente dai magistrati per chiarire i molti dubbi sulla vicenda, a cominciare dalle modalità della scomparsa della moglie, così come da lui riferite ai carabinieri nel pomeriggio di lunedì 18 aprile, sul Colle S.Marco.

L'uomo è ancora «persona informata sui fatti» e non indagato. Gli inquirenti hanno anche deciso di far svolgere nuovi accertamenti sul cadavere della vittima.

E si tornerà a parlare anche della relazione extraconiugale liquidata nel corso dell'ultimo interrogatorio davanti ai carabinieri come una storia di poca importanza. Ma altri riscontri avrebbero rivelato tutt'altro.

I due, come ha raccontato la ragazza, si frequentavano da due anni e sembra che l'ultima volta si siano visti pochi mesi fa, in un albergo di San Benedetto del Tronto.

Non solo: il militare avrebbe parlato con lei il 17 aprile, alla vigilia della scomparsa di Melania, promettendole che avrebbe chiesto alla moglie la separazione. Ma erano frasi che avrebbero portato a qualcosa di concreto o solite rassicurazioni da fare all'amante? Secondo voci non confermate, il primo maggio, quando ormai la tragedia si era consumata, si sarebbero ancora sentiti, ma lui le avrebbe chiesto di chiamarlo al numero di una cabina telefonica, nel timore che la telefonata potesse essere rintracciata attraverso i tabulati dei suoi due telefoni cellulari, uno dedicato.

Perchè questa richiesta? Salvatore voleva proteggere la ragazza e non permettere che venisse coinvolta nella vicenda? Voleva mantenere lontano dai riflettori la sua seconda vita?

ALTRI ACCERTAMENTI SUL CADAVERE?

Adesso gli inquirenti vogliono anche concludere alcuni accertamenti sul corpo della donna ancora a disposizione degli inquirenti e non restituito alla famiglia, costretta ad aspettare ancora per celebrare il funerale.

Sembra che il loro interesse sia verso le ferite post mortem. O ancora verso le modalità dell'aggressione: se sia stata una tortura lenta o se l'assassino abbia scaricato la sua rabbia con una raffica di coltellate. E la consequenzialità dei colpi farebbe propendere per questa ipotesi.

10/05/2011 9.23

INTERROGATORIO IN GIORNATA?

Potrebbe essere ascoltato già questo pomeriggio Salvatore Parolisi. Il sostituto procuratore di Ascoli Piceno Umberto Monti, che indaga sull'omicidio di Melania, è partito stamani per Roma a bordo di un'auto dei carabinieri. A quanto si è appreso, nella Capitale si confronterà con i carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche sulle risultanze degli accertamenti tecnici condotti dal Ris su un centinaio di reperti sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Melania da Colle San Marco (il 18 aprile) e il ritrovamento del cadavere in un bosco di Ripe di Civitella (il 20 aprile). Non è escluso che, in base alle risposte che emergeranno, sulla strada del ritorno Monti possa interrogare il marito di Melania. 

10/05/2011 13.27

 PAROLISI ENTRATO IN CASERMA SOMMA VESUVUANA 

Salvatore Parolisi è entrato poco dopo le 16 nella caserma dei carabinieri di Somma Vesuviana. Lo hanno constatato sul posto gli inviati tv de 'La vita in diretta'. Parolisi è accompagnato dai genitori. La presenza del caporalmaggiore dell' esercito è stata giustificata con la necessità di firmare dei documenti, ma in caserma è entrato anche il pm di Ascoli, Umberto Monti. 

NUOVI ESAMI SU CORPO DOPO AUDIZIONE MARITO 

Intanto si sa che la Procura di Ascoli deciderà entro venerdì se fare ulteriori accertamenti sul cadavere della giovane mamma.

Una decisione che dipende dalle risultanze dell'audizione in corso a Somma Vesuviana del marito. L'esame autoptico, eseguito dai medici legali Sabina Canestrari e Adriano Tagliabracci, ha evidenziato 9 ferite post mortem, oltre alle 23 coltellate inferte dall'assassino e che hanno provocato la morte.

Non è stato possibile stabilire con precisione quanto tempo sia trascorso fra il decesso della donna e i successivi tagli, inferti probabilmente per depistare le indagini, come la siringa infilzata sotto un seno, il laccio emostatico e gli aghi di siringa trovati accanto al corpo.

Il lasso di tempo, valutato fra un minimo di due ore e un massimo di 15-20, non è utile alle indagini e dunque potrebbe essere necessario sottoporre il cadavere a ulteriori verifiche per assottigliare questo spazio temporale. Subito dopo questo ulteriore accertamento la salma di Melania Rea verrà restituita ai familiari per la sepoltura, che potrebbe avvenire la prossima settimana.

10/05/2011 17.06

PAROLISI HA LASCIATO LA CASERMA

Parolisi, da quanto si apprende, non è accompagnato da alcun avvocato: ha lasciato la caserma dove gli sarebbero stati notificati ulteriori accertamenti medico legali da effettuare sul corpo della moglie. In questo modo la famiglia potrà provvedere a nominare un perito di parte. L'uomo è stato poi accompagnato alla caserma di Pomigliano d'Arco per essere interrogato dal pm Monti in veste di persona informata sui fatti.

10/05/2011 17.44

I DUBBI SULLA CELLA

Parolisi è da oltre un’ora davanti al pm Monti per cercare di ricostruire quanto avvenuto il 18 marzo scorso, giorno della scomparsa di Melania. Il caporalmaggiore, che risponde in qualità di persona informata sui fatti, si trova alla caserma di Castello di Cisterna e non quella di Pomigliano d’Arco, come erroneamente detto in precedenza.

Secondo indiscrezioni non confermato la cella telefonica si Ripe di Civitella, posto dove è stato trovato il cadevere di Melania, avrebbe agganciato tra le 14 e le 14.15 del giorno della scomparsa il cellulare del marito. Ma a quell’ora, secondo quanto raccontato da Parolisi, questi si trovava a Colle San Marco a circa 18 chilometri di distanza, insieme alla figlioletta.

10/05/2011 18.21