Omicidio Melania, attesa per l'interrogatorio del marito

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. Il giorno della scomparsa Salvatore chiamò al telefono la sua amante: «è stato solo un saluto».

Un anno e mezzo fa Melania si mise in contatto con l'amante del marito: «lascialo stare»

Un fedifrago non è automaticamente un assassino: lo sanno bene gli inquirenti che continuano a scavare nella vita privata di Melania Rea, la giovane mamma uccisa con 35 coltellate, e suo marito Salvatore Parolisi, quest'ultimo al centro delle attenzioni degli inquirenti ma non indagato.

Scavando scavando, però, adesso c'è una certezza: la vita di coppia dei due non era solida come il marito aveva voluto far credere agli investigatori nei primi giorni di indagine. Salvatore aveva smentito le notizie trapelate negli ultimi giorni (rivolgendo aspre critiche ai giornalisti) secondo le quali Melania fosse intenzionata a lasciare il tetto coniugale e tornare dai genitori. Ma nelle ultime ore prende sempre più consistenza la doppia vita dell'uomo, diviso tra famiglia (Melania e una bambina di 18 mesi) e l'amante, una ex recluta da lui addestrata con la quale portava avanti una relazione extracoiniugale da 2 anni.

E circa un anno e mezzo fa la Rea parlò al telefono con la soldatessa per dire di lasciar in pace il marito. La donna , dunque, sapeva che il marito le era infedele.

A quel tempo Melania stava portando avanti la sua gravidanza a Somma Vesuviana, paese di cui era originaria. Ma in qualche modo, forse controllando i numeri di telefono sul cellulare di Salvatore, era venuta a conoscenza della relazione che l'uomo aveva con la soldatessa, di cui era istruttore.

L'amante ha ammesso non solo la storia, ma anche la profondità e la costanza del rapporto, tanto che lei e Parolisi si sono sentiti anche nei giorni in cui si consumava la tragedia della Rea.

La soldatessa, 27 anni, originaria di Sabaudia, nel Lazio, passata da Ascoli a Roma, è ora di stanza a Lecce per un corso di specializzazione. Parolisi aveva chiesto un trasferimento da Ascoli, che gli sarebbe stato concesso a breve, anche se non aveva ancora ricevuto il preavviso dallo Stato maggiore dell'esercito. Normale avvicendamento, ma sembra che avesse indicato come destinazione Sabaudia, proprio per restare vicino alla soldatessa, che ha il grado di caporale.

L'ultima volta, si sarebbero visti a gennaio. «Mi sono sentita presa in giro da Salvatore perché lui a me diceva certe cose e invece magari sono stata una delle tante storie che una persona può avere fuori dal matrimonio», ha detto la donna agli inquirenti che ha subito un interrogatorio di undici ore.

«Se pure è stato vero, come diceva a me, che si voleva separare, sicuramente a Melania non avrebbe detto che si separava per un'altra donna, ma perché non andavano più d'accordo. Mai le avrebbe detto ti lascio per un'altra persona perché comunque le voleva bene e non voleva farla soffrire, questo è sicuro. Uno non aspetta il giorno di andare via per dire alla moglie che la sta lasciando».

«Coglievamo ogni occasione per vederci», ha raccontato ancora la donna. «Ci incontravamo in alberghi e pensioni al confine tra Marche e Lazio ma ogni posto era buono per il nostro amore». «Facevano l'amore in macchina, anche in certi giorni. Ovunque ma mai a casa di Salvatore anche se era libera quando la moglie stava dai genitori in Campania».

Nel faccia a faccia con gli investigatori c'é anche un accenno ai coltelli che qualche giorno fa i carabinieri del Ros hanno acquisito in un'armeria di Ascoli per compararli con l'arma del delitto.

Coltelli che le soldatesse sono solite regalare ai loro istruttori a fine corso. «Lui mi aveva pure raccontato che a volte è successo che agli istruttori regalano un coltello, ma non a lui, ad altri istruttori, a lui mai», ha riferito la ragazza.

Proprio ieri su quelle armi è arrivato il responso dei rilievi che hanno dato esito negativo: le armi sarebbero risultate incompatibili con le ferite riscontrate sul corpo della vittima.

MELANIA VOLEVA TORNARE DAI GENITORI? 

E sorprende anche la testimonianza resa l'altra sera a 'Quarto grado' dall'ex insegnante della donna, suor Ettorina, secondo cui Melania, solo un mese fa, le aveva detto che voleva iscrivere la bambina nella scuola da lei frequentata. Voleva lasciare Salvatore e tornare a Somma Vesuviana?

E quando ancora non si sapeva che fine avesse fatto la giovane mamma, i parenti - ai microfoni delle tv - le lanciano un appello pregandola di tornare, dicendole che tutti i problemi si sarebbero risolti. Sapevano che il matrimonio non era rose e fiori? Sapevano che c'erano forti contrasti?

Ipotesi. Quel che è certo è che il suo corpo viene ritrovato al Bosco delle Casermette, un nome non casuale, perché è lì che si svolgono le esercitazioni del Rav. Ed è lì che Salvatore sostiene di essersi appartato qualche settimana prima del delitto con Melania, mentre la bimba era in auto. Un luogo, dunque, denso di significati, che sembra escludere una volta per tutte la pista del killer occasionale.  

09/05/2011 8.41

MELANIA: IN BILICO COMPETENZA TERRITORIALE, TORNA A TERAMO?

Potrebbe essere questione di ore l'audizione di Salvatore Parolisi. Fino ad oggi Parolisi non ha preso materialmente contatto con gli investigatori, ma ha fatto solo sapere attraverso gli organi di stampa di essere pronto a dare risposte e «a fare domande». Non si sa se il militare si presenterà con un avvocato. Tecnicamente non è indagato, e verrà sentito per assumere «sommarie informazioni testimoniali», quindi potrà scegliere se avvalersi o meno di un legale. Giorni fa si era ipotizzato che l'interrogatorio potesse essere fissato dopo i funerali di Melania, ma i tempi si sono invece nettamente accorciati. La salma è ancora a disposizione delle autorità, perché sono necessari altri esami, ma già questo fine settimana, al massimo la prossima, i resti della donna saranno restituiti ai familiari per le esequie

Intanto in queste ore si ripropone la questione della competenza territoriale per l'inchiesta. Giorni fa la Procura abruzzese aveva trasmesso gli atti sull'autopsia a quella ascolana, che sembrava dovesse acquisire in toto l'inchiesta. I riscontri del medico legale e altri accertamenti avrebbero però ormai acclarato che la donna è stata uccisa in quel bosco. A questo punto, l'altro reato che incardinerebbe la competenza - il sequestro, avvenuto eventualmente ad Ascoli - sembrerebbe escluso, e si opterebbe per la tesi che Melania sia salita volontariamente sull'auto del suo assassino. Questioni procedurali non di poco conto, soprattutto nel caso di richieste di misure cautelari o altri atti stringenti da parte dei pm.

09/05/2011 14.26