Omicidio Melania, attesa per il responso sui coltellini. Salvatore: «sono pulito»

Alessandro Biancardi

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Omicidio Melania, attesa per il responso sui coltellini. Salvatore: «sono pulito»
ASCOLI PICENO. Un regalo per l'addestratore: un coltellino a serramanico di piccole dimensioni con una lama di 8 centimetri.

Nel tardo pomeriggio di ieri un nuovo tassello si è aggiunto al giallo di Melania Rea, la donna di 28 anni scomparsa il 18 aprile a Colle San Marco, nell'Ascolano, e ritrovata uccisa il 20 aprile nella pineta teramana di Ripe di Civitella.

Se dall'autopsia è emerso che la giovane è stata uccisa con 35 diverse coltellate, l'arma del delitto, però, non è stata ancora trovata. Ieri è saltata fuori una nuova pista e gli inquirenti non se la lasciano scappare.

Così i carabinieri del Ros hanno prelevato tre coltelli monofilari in una armeria. I militari hanno chiesto al titolare di mostrare loro quali tipi di coltelli le soldatesse usano acquistare per regalare poi al loro istruttore a fine corso.

Tre sono stati quelli indicati e tutti e tre sono stati prelevati e inviati al medico legale Adriano Tagliabracci affinché verifichi se e quale è compatibile con le ferite sul corpo di Melania Rea.

L'esercente, che vende anche articoli soft air, ha riferito ai militari che recentemente alcune soldatesse avevano anche chiesto di incidervi un nome, che non ricorda, ma non avendo l'attrezzatura necessaria ha suggerito loro di andare in un altro negozio, nello stesso quartiere di Porta Maggiore.

Anche in questo caso, però, il titolare non ha saputo indicare il nome che sarebbe stato inciso, in quanto l'operazione non sarebbe stata fatta attraverso un programma computerizzato, ma con un ausilio tecnico solo meccanico.

Può essere un coltellino di questo tipo compatibile con le ferite riportate da Melania? Il medico legale dopo l'autopsia parlò dell'arma utilizzata pensando ad un coltello di piccole dimensioni ma non certamente un coltello da cucina e nemmeno uno di quelli utilizzati dai cercatori di funghi.

SI CERCANO ALTRE MACCHIE DI SANGUE

Per il momento la svolta del giallo non sembra vicina. Ieri il magistrato ha ordinato un nuovo sopralluogo con l'ausilio di cani specializzati nel seguire tracce di sangue. Ma la caccia è ad altre perdite ematiche della vittima o ad eventuali presenze di sangue dell'assassino? Di fatto il sopralluogo non sembra aver dato risposte pienamente soddisfacenti per le indagini. E resta ancora da capire dove sia stata uccisa Melania e soprattutto quando. Le ultime analisi arrivate dal laboratorio sembrano confermare che la donna sia stata massacrata subito dopo la scomparsa e non il giorno successivo come detto nei primi giorni.

E ieri si è saputo anche che sotto le unghie della vittima non c'é traccia del dna dell'assassino, ma solo terriccio e aghi di pino. Melania dunque non avrebbe tentato di difendersi. Perchè? E' stata colta di sorpresa? Conosceva il suo assassino? Era impossibilitata a farlo?

L'INTERROGATORIO DEL MARITO

Continua intanto a slittare la nuova audizione di Salvatore Parolisi, marito di Melania. E' certo che il caporal maggiore dell'esercito verrà sentito di nuovo, ma i magistrati ascolani non hanno fretta. Deve chiarire alcune dichiarazioni fatte nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere della moglie.

Parolisi, che è ancora a Somma Vesuviana, ha fatto sapere attraverso la trasmissione 'La vita in diretta', condotta da Mara Venier, di essere pronto per l'interrogatorio: «Sono pulito al mille per mille. Voglio solo la verità, lo devo a Melania e a nostra figlia. Ho tante risposte da dare e tante cose da chiedere».

Parolisi ha anche confessato di «vergognarsi a uscire di casa» per le cose che sono state dette di lui, anche in relazione alla sua vita privata.

L'uomo sente la pressione dei media che lo avrebbero dipinto in queste settimane come un presunto assassino. Ed arrabbiato con i giornalisti è anche l'amico di Salvatore, Raffaele Paciolla, la guardia penitenziaria che è arrivato sul posto della scomparsa alle 17 del 18 maggio e che ha partecipato alle ricerche.

L'uomo ieri sera in collegamento telefonico in diretta per la trasmissione tv 'Quarto Grado', ha raccontato nuovamente la telefonata ricevuta da Parolisi, marito della vittima: «mi chiama intorno alle 17. Era un po' agitato, diceva: Non la trovo più, me l'hanno presa. Ed io pensavo si riferisse alla creatura (la bambina, ndr)».

In seguito alla chiamata, Paciolla è corso in aiuto di Parolisi e lo ha trovato «alle 17.30, agitato. Mi ha portato vicino all' altalena dove stava dondolando la bimba, quando Melania gli ha detto "Vado al bagno", e Salvatore le ha chiesto "Vammi a prendere un caffè". Lei ha risposto scherzando: "No non te lo porto"».

La guardia penitenziaria si è detto stufo delle «continue insinuazioni» dei giornalisti: «sono stato sospettato anche io solo perchè sono amico della coppia», ha detto.

L'ABBIGLIAMENTO ESTIVO

Altro punto su cui vogliono fare chiarezza gli inquirenti è l'abbigliamento del marito di Melania il giorno della scomparsa. Come si vede dal filmato di una telecamera di sorveglianza di un supermercato poche ore prima della sparizione, Melania indossava un paio di jeans e una maglia verde a maniche lunghe. Salvatore, invece, una giacca e dei pantaloni lunghi.

Quando la mamma napoletana è sparita indossava esattamente lo stesso abbigliamento che si vede nel filmato registrato mentre Salvatore un insolito abbigliamento pantaloncini corti e maglietta corta. Quando si è cambiato?, si domandano gli inquirenti.

Faceva freddo quel giorno, come dicono alcuni testimoni che hanno riferito anche di una nevicata il giorno precedente, o la temperatura permetteva un abbigliamento del genere?

07/05/2011 9.12