Sciopero Cgil: in migliaia in corteo contro crisi in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Sciopero Cgil: in migliaia in corteo contro crisi in Abruzzo
ABRUZZO. Contro i tagli ai trasporti, per la scuola pubblica e una sanità più efficiente, contro il precariato e le pensioni "da fame".

Sono stati tanti i partecipanti che si sono ritrovati questa mattina in tutta la regione in occasione dello sciopero generale.

Alcune migliaia di persone sono scese in piazza a Pescara. Tra i motivi della protesta l'emergenza lavoro ma anche la crisi sociale.

«Siamo qui», ha spiegato il segretario della Cgil Pescara, Paolo Castellucci «a gridare l'indignazione perché come sempre pagano le fasce più deboli del lavoro. Nella nostra regione si sono persi 30.000 posti di lavoro e nell'ultimo biennio l'ufficio di collocamento di Pescara ha aumentato i suoi iscritti da 37.000 a 45.000 - ha spiegato Castellucci - in piazza oggi c'é il paese reale, specie i giovani».

L'allarme del sindacato è anche per quelle fasce di età, dai 50 ai 65 anni, che risultano senza garanzie «la metà dei nuovi iscritti a Pescara al collocamento sono in questa fascia, segno che la crisi colpisce e produce disoccupati puri, senza pensione o sostegno, di difficile ricollocazione. Nel totale disinteresse delle istituzioni ci sono centinaia di cittadini che stanno entrando nelle fasce di povertà».

L'adesione allo sciopero della Cgil ha raccolto consensi trasversali perché, come ha spiegato Castellucci, «le misure del potere non affrontano le dimensioni reali della crisi, tagliano assistenze, servizi sociali, trasporti, per una somma che solo in Abruzzo arriva a 40 milioni di euro: serve una svolta politica e non si può fare solo con i tagli ma con nuove entrate specie con la lotta all'evasione fiscale».

A Teramo allo sciopero hanno aderito tutte le sigle sindacali ma anche esponenti di associazioni e segretari di partito: i partecipanti sono arrivati alle prime ore del mattino con i pullman partiti da tutti i Comuni della provincia.

Per il segretario provinciale teramano Giampaolo Di Odoardo la partecipazione «vede uniti da obiettivi comuni tanti giovani, stanchi di 'un continuo presente' e tanti pensionati umiliati nella loro condizione. E' segno che le divisioni sono altrove».

«Oggi in piazza - ha proseguito Di Odoardo - ci sono tutti i lavoratori disoccupati delle 2.721 aziende teramane che hanno chiuso i battenti e quelli in cassa integrazione delle 4.118 aziende in crisi».

Stessa preoccupazione è stata manifestata dal segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, secondo il quale l'Abruzzo ha perso nel Pil 4 punti percentuali negli ultimi 10 anni. «Siamo una Regione che conta 50mila disoccupati e 37 mila cassaintegrati - ha dichiarato Di Cesare - numeri che di vedono ultimi in Italia per estensione delle nuove povertà, oggi insieme chiediamo risposte».

Nelle stesse ore a Lanciano hanno sfilato in piazza oltre duemila persone. Tra loro anche Franco Nasso, segretario nazionale della Fit-Cgil, settore trasporti, il quale ha dichiarato che «il valore sociale di questa manifestazione è significativo della grave crisi che il paese attraversa senza che il governa dia risposte efficaci politiche, economiche ed industriali. I lavoratori hanno prospettive sempre più difficili. Anche in provincia di Chieti, data la presenza di grandi industrie manifatturiere, si nota la difficoltà del lavoro con massicci ricorsi alla cassa integrazione e fabbriche in crisi».

A Sulmona sono arrivati otto pullman provenienti dai centri della provincia di cui 4 dal capoluogo. E la scelta di Sulmona da parte degli organizzatori non è stato affatto casuale: oltre 30% di disoccupazione con le ultime fabbriche che continuano a chiudere e 1000 persone in cassa integrazione. Il corteo è durato un'ora per poi confluire in piazza XX Settembre dove si sono succeduti i discorsi dei rappresentanti sindacali, dei politici e degli studenti. Hanno sfilato tra gli altri l'onorevole Giovanni Lolli, i consiglieri regionali Giovanni D'Amico e Giuseppe di Pancrazio, il consigliere provinciale Enio Mastrangioli, il presidente della Comunità montana peligna Antonio Carrara e alcuni consiglieri comunali d'opposizione. Tutti hanno evidenziato la necessità di un'inversione di tendenza rivendicando il diritto al lavoro e la necessità di arrivare alla firma dell'accordo di programma per arrestare la crisi economica in cui si è avvitata da anni la Valle Peligna. Molti i negozianti che durante lo svolgimento della manifestazione hanno abbassato le saracinesche. Dai dati forniti dalla Cgil avrebbero aderito alla manifestazione il 100% dei lavoratori dell'officina ferroviaria di Trenitalia con sede a Sulmona, il 30% dei dipendenti della Magneti Marelli e il 50% del Palazzo di giustizia. Hanno aderito anche i Comitati cittadini per l'ambiente, l'Uds, Rifondazione comunista, il sindacato dei pensionati, i precari della scuola, metalmeccanici e gli studenti.

06/05/2011 15.11