Sanitopoli: il dibattimento non inizia per difetto di notifica

Alessandro Biancardi

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 Sanitopoli: il dibattimento non inizia per difetto di notifica
PESCARA. Un paio di ore sono bastate per non far iniziare il dibattimento più atteso della stagione dei grandi processi.

Quello di sanitopoli che vede imputati una trentina di persone a vario titolo tra cui l’ex presidente Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta, Lorenzo Cesarone, e poi dirigenti regionali, ex consiglieri ed assessori della giunta Del Turco e Pace, tra cui Vito Domenici, e Sabatino Aracu, deputato Pdl.

Alle 11 il via vai di avvocati e imputati era già chiaramente avvertibile nel pur affollato palazzo di città e così dopo due giorni la rinnovata aula 1 è diventata nuovamente teatro di un processo.

Sono servite due ore per espletare l’appello, la verifica delle notifiche e scoprire che per qualche errore alcuni degli imputati non sono stati avvertiti correttamene (pare Aracu e Mazzocca).

Dunque tutto rimandato alla prossima udienza già calendarizzata il 27 maggio alle 10.30.

Presente come sempre Del Turco (che ha già annunciato che non salterà alcuna udienza) accompagnato dal figlio Guido, Cesarone, Domenici, Angelo Bucciarelli, Giacomo Obletter e pochi altri. Al centro dell'aula i due pm Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio che hanno assistito in silenzio alle formalità preliminari.

Non sono mancati momenti interessanti come quando il presidente del collegio De Sanctis, mentre cercava di organizzare i tempi delle notifiche mancanti da fare entro il 27 maggio, ha voluto rispondere ad una lettera di protesta firmata da alcuni avvocati che lamentavano tempi troppo stretti del processo che impediva alle difese di prepararsi adeguatamente.

Il presidente De Sanctis ha interloquito chiaramente con l’avvocato Giuliano Milia chiarendo che «noi abbimo l’obbligo di fare questo processo» e che sono state fissate due udienze mensili e che «sarà stabilito un calendario delle udienze per dare modo a tutti di organizzarsi e prepararsi», «… noi faremo di tutto per farlo il processo…» ha ribadito De Sanctis, «… poi possono accadere molte cose, il cambio del giudice, nuove leggi…. però per il momento chiedo agli avvocati la massima lealtà e collaborazione». Così il giudice ha disposto che le notifiche mancanti si facessero direttamente nelle mani degli avvocati difensori.

Subito dopo però un altro avvocato (Carosi) ha fatto presente che proprio per il 27 maggio aveva altri tre processi a L’Aquila chiarendo tuttavia che sarebbe stato presente comunque a questo processo.

Nel corso dell'udienza nell’ambito dei preliminari al dibattimento vero e proprio, l’avvocato Sabatino Ciprietti, legale dell' ex patron di Villa Pini , Vincenzo Maria Angelini ha depositato copia autentica della sentenza di fallimento dell'imprenditore.

Il legale ha fatto presente che con la sentenza di fallimento depositata si ha l’improcedibilità nei confronti di Angelini di chiunque voglia richiedergli i danni. «Angelini dunque esce fuori dal processo sotto il profilo civilistico», ha detto Ciprietti, «rimane la sua posizione come persona offesa».

«Per me - ha detto Del Turco al termine dell'udienza - è una verà novità, che Angelini chieda i danni morali è una vera novità. Non ho parole».

 a.b. 29/04/2011 15.00