Asta SanStefar, compra una società di Avellino

Alessandro Biancardi

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Asta SanStefar, compra una società di Avellino
CHIETI. Il Laboratorio di biodiagnostica Montevergine Malzoni srl di Avellino si è aggiudicato il SanStefar, la società di riabilitazione travolta dal fallimento del Gruppo Angelini.

Sono bastati 58 centesimi di euro in più rispetto alla base d’asta di 5.564.164,20 euro per acquisire i 17 centri SanStefar dislocati in Abruzzo e i 2 in Molise (a Termoli e Campobasso).

 E proprio il Molise è stato il convitato di pietra di tutta l’asta che si è svolta a Chieti presso il notaio Alfredo Pretaroli.

Infatti, una diffida giunta una settimana fa da parte di un avvocato di Campobasso alla curatela ha complicato l’aggiudicazione ed ha influenzato in parte la gara: il Consorzio Isosan, che raggruppa alcune cooperative sociali e che aveva presentato un’offerta, non ha rilanciato come avrebbe potuto fare per aggiudicarsi la gara «perché la presenza di questa diffida – ha detto Ercole Core, il presidente del Consorzio Isosan che aderisce a Confcooperative – non ci ha consentito di rischiare i soldi dei nostri soci».

 In sostanza la diffida faceva riferimento ad un provvedimento della Regione Molise – adottato a novembre scorso – che revocava l’accreditamento al SanStefar e chiedeva di stralciare dall’asta il ramo d’azienda molisano che vale il 25% del budget complessivo. Un provvedimento fatto oggetto di ricorso da parte della curatela ed ancora da chiarire. Un problema che ha destato qualche perplessità anche in Raffaele Ianuale, amministratore delegato della srl che ha vinto la gara:«In effetti partecipiamo ad un’asta per circa 12 milioni di euro, quanto vale il budget complessivo – ha dichiarato – e ci troviamo di fronte ad una cifra di 9,8 milioni, se togliamo i 2 milioni e qualcosa del Molise. Ma per noi va bene lo stesso».

 Insomma le critiche si sono appuntate sulla tempistica della diffida, giunta una settimana prima dell’asta, quando il provvedimento della Regione Molise – ammesso che abbia i piedi per camminare – è di novembre. Sconcerto per questa entrata molisana a gamba tesa, al limite della turbativa d’asta, anche tra i sindacalisti ed i dipendenti che erano in attesa del risultato. Alla fine però c’è stato un sospiro di sollievo quando l’asta si è conclusa: il pericolo era di una sospensione o di un annullamento della gara, con la conseguenza della chiusura dell’esercizio provvisorio ed il licenziamento di tutto il personale. La gara si è conclusa verso le 14, dopo che alle 11, la scadenza per la presentazione delle offerte, si erano contate solo due buste, quella della società che ha vinto (e che in un primo momento era stata identificata con Neuromed) e quella del Consorzio Isosan (Integrazione socio sanitaria) composto da due consorzi e da due cooperative sociali, con 25 milioni di fatturato, 900 addetti e sede a Pescara. Presente alla gara anche il Santo Stefano, la casa madre della società all’asta, con il direttore dei centri Antonio Bortone, che però non ha presentato nessuna offerta, ma solo una manifestazione di interesse: «la nostra è una presenza morale – ha spiegato Bortone – non abbiamo presentato l’offerta perché ci sono ampi margini di incertezza per il budget sia in Molise che in Abruzzo. Ma siamo qui per manifestare il nostro apprezzamento per il patrimonio di professionalità, di esperienza e di cultura sanitaria del SanStefar. Siamo qui anche per osservare da lontano i profili di regolarità di tutta l’operazione».

 Delusione finale da parte di Isosan che con Ledda, Confcooperative, ha commentato «con questo esito il territorio ha perso». Soddisfazione aperta invece da parte di Raffele Ianuale (Montevergine Malzoni):«la nostra società ha vinto con un progetto che punta al rilancio del SanStefar attraverso la rivalutazione delle professionalità esistenti. Abbiamo un piano industriale che presenteremo presto anche ai sindacati e gestiremo l’attività con criteri aziendalistici».

Sebastiano Calella  28/04/2011 17.04