Inchiesta Re Mida, Cassazione annulla i sequestri

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1616

PESCARA. La Cassazione ha annullato il sequestro dei terreni della società Team Tec, disposto dal gip Guido Campli del tribunale di Pescara.

Il sequestro è stato operato nel novembre scorso nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti riguardante la realizzazione a Teramo di un impianto di bioessiccazione.

Il giudice per le indagini preliminari dell’inchiesta “Re Mida” aveva autorizzato la richiesta del pool di pm (Trifuoggi, Mantini, Varone) di sequestro preventivo dei terreni della Team conferiti poi nella Team Tec. Si tratta di alcune particelle che per la procura (e per il gip) sarebbero state oggetto di una valutazione di favore a tutto vantaggio di Di Zio grazie ad una serie di atti amministrativi.

Secondo il provvedimento del gip, Guido Campli, quei terreni conferiti sarebbero il prodotto del reato di peculato.

Oggi però la Cassazione annulla quel provvedimento e al momento non si conoscono le motivazioni. Un colpo per l'accusa: bisognerà vedere quali sono le ragioni per cui si ritiene errata la tesi della procura su quei terreni. La Cassazione potrebbe aver contestato elementi tecnici o procedurali o aver messo in crisi i fatti stessi e i reati contestati dagli inquirenti.

Quel che è certo e che adesso quel sequestro, che serviva per bloccare soldi e il passaggio di proprietà, adesso non c'è più. La vicenda conta in totale dodici imputati tra cui i senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi, l'ex assessore regionale alla sanità Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Di Zio.

Le richieste di rinvio a giudizio della Procura di Pescara sono state presentate il 14 aprile scorso. L'indagine è durata più di due anni e portò all'arresto il 22 settembre 2010 di Di Zio e Venturoni.  

28/04/2011 13.56