Omicidio Rea, «nessuna doppia vita». Sospetti su tre persone

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Nessun indagato e tutti – potenziali – sospettati.*L'ULTIMA CHIAMATA DEL MARITO: LA SVOLTA NELLE CELLE?

Può essere riassunta così l’attività investigativa dei Carabinieri di Ascoli Piceno su inchiesta delle Procure di Teramo e Ascoli Piceno relativamente all’omicidio di Carmela Rea, detta Melania.

In queste ore, infatti, gli investigatori stanno ascoltando tutte le persone vicine alla vittima, per cercare di fare luce su un omicidio tanto efferato quanto misterioso.

Al momento le indagini sembrano arrivate a un punto chiaro: non è stato trovato nessun elemento che faccia pensare ad una "doppia vita" di Carmela Melania Rea. Gli investigatori di Ascoli e Teramo smentiscono qualsiasi ipotesi che la donna avesse frequentazioni diverse dal contesto familiare e delle amicizie più strette.

Una convinzione negli inquirenti, confortata anche dall'analisi dei tabulati telefonici relativi alle due sim card intestate alla donna e sull'uso del programma di chat Messenger che utilizzava per stare in comunicazione con i parenti e le amiche più care.

Stamane è in corso presso il comando provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno una riunione operativa coordinata dal comandante provinciale Alessandro Patrizio per calendarizzare le attività nell'ambito delle indagini

Intanto emergono nuovi particolari sull’uccisione di Melania e sulle circostanze del ritrovamento. E’ spuntato un testimone che ha raccontato che la donna, insieme al marito, era già stata sul luogo della scomparsa, mentre i cani molecolari avrebbero fiutato qualcosa.

«UCCISA DA 25 COLTELLATE»

Non sarebbero 35, ma una decina meno, circa 25, le coltellate che hanno ucciso Melania Rea. Sarebbe questa una delle novità emerse dall’autopsia, eseguita lo scorso 21 aprile dall'anatomopatologo Adriano Tagliabracci, anche se per i risultati definitivi bisognerà attendere almeno trenta giorni.

Altra novità emersa è che nessuna delle coltellate inferte sul corpo di Melania Rea avrebbe leso organi vitali, per cui il decesso, con tutta probabilità, è subentrato per dissanguamento.

Quanto all’arma del delitto - un coltello o comunque un’arma simile - il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, il colonnello Alessandro Patrizio, si è detto sufficientemente sicuro che non si trovi nelle immediate vicinanze del luogo dove è stata uccisa Melania Rea, perché il bosco, per un’area di raggio di circa trecento metri, è stato scandagliato in lungo e in largo. Difficile anche pensare che l’assassino si sia addentrato nel bosco per nascondere l’arma, più probabile che l’abbia fatta sparire nel tragitto percorso dopo aver commesso il delitto, magari per far rientro a casa.

LA SIRINGA INFILZATA NEL GIUBBETTO

Non è stata ancora individuata con esattezza la sostanza contenuta nella siringa, del tipo da insulina, trovata conficcata nel giubbetto di Melania, all’altezza del seno, ma il colore del liquido – rosso – farebbe pensare che si tratta di sangue. Potrebbe essere quello della vittima, prelevato magari per depistare le indagini (e la presenza di un laccio emostatico ritrovato sul luogo del delitto confermerebbe quest’ipotesi), oppure potrebbe appartenere a qualcun altro.

Sembra però che la siringa non abbia avuto alcun ruolo nella morte di Melania, tanto che prende piede l’ipotesi che sia stata utilizzata per depistare le indagini.

IMPRONTE DIGITALI E TRACCE BIOLOGICHE

Sarà il Ris di Roma, probabilmente entro questa settimana, a fornire elementi utili rispetto alle numerose tracce biologiche trovate nelle vicinanze del cadavere di Melania Rea, anche se i risultati potrebbero anche non portare a niente. Le tracce biologiche potrebbero appartenere ad animali, oppure a persone che non c’entrano niente con il delitto. Sulla scena del crimine sono stati trovati anche numerosi profilattici, che dimostrano che quella era un’area utilizzata dalle coppiette per appartarsi, per cui anche il ritrovamento di tracce di sperma potrebbe essere totalmente ininfluente rispetto alle indagini.

I TABULATI TELEFONICI

Novità anche dall’analisi dei tabulati telefonici anche se niente, almeno finora, ha portato elementi utili alle indagini.

Melania non ha ricevuto nessun messaggio o telefonata nei minuti precedenti il suo allontanamento dal marito. Esclusa, quindi, l’ipotesi circolata in questi giorni che la donna fosse stata contattata da qualcuno e avesse deciso per questo di raccontare al marito che si recava in bagno, quando invece aveva una sorta di appuntamento.

Smentite anche le voci di una seconda scheda telefonica di cui il marito non era a conoscenza. Un secondo telefono la vittima ce l’aveva – i carabinieri l’hanno trovato in casa, in un luogo assolutamente visibile – ma tutti ne erano a conoscenza; aveva due telefoni perché a seconda delle tariffe e degli operatori li usava per contattare amici e famigliari, come la maggior parte delle persone.

Dai tabulati telefonici finora analizzati non sono emersi messaggi o telefonate significative, così come non si sono avuti riscontri sugli spostamenti della vittima e sui tempi, anche perché la cella che agganciava il telefono sul luogo della scomparsa è la stessa di quella del luogo del ritrovamento.

Secondo quanto riporta l’Ansa, il 18 aprile la donna ha risposto all'ultima telefonata fattale dalla madre alle 13.30: hanno parlato della piccola e dell'imminente partenza per Somma Vesuviana in vista delle feste pasquali. Alle 14.40 un'amica le ha inviato un sms, chiedendo di richiamarla, ma a questo messaggio non c'é mai stata risposta. Alle 15.20 Salvatore Parolisi fa la prima telefonata sul cellulare della moglie che aggancia la cella compatibile con Ripe di Civitella, ma la donna non risponde, come non risponderà più alle chiamate successive.

SPUNTA UN TESTIMONE

Carmela Melania Rea era già stata al bosco delle Casermette a Ripe di Civitella dove il 20 aprile scorso è stata ritrovata cadavere. L'avrebbe rivelato - secondo quanto riferiscono oggi alcuni quotidiani - il marito Salvatore Parolisi ad un amico, a sua volta sentito dai carabinieri di Ascoli quale persona informata sui fatti. Sarebbe accaduto una decina di giorni prima della scomparsa avvenuta il pomeriggio del 18 aprile a Colle San Marco.

Parolisi avrebbe raccontato che erano stati insieme a Ripe di Civitella e che, nonostante la presenza in auto della bambina, si erano appartati per scambiarsi effusioni. Un racconto che però l’uomo avrebbe tenuto nascosto agli investigatori.

I CANI HANNO FIUTATO QUALCOSA

Proseguono i sopralluoghi di carabinieri, forestale e guardia di finanza con i rispettivi cani da ricerche sia a Colle San Marco, sia al bosco delle Casermette dove è stata ritrovata cadavere. Verrà approfondita la testimonianza di una persona che ha raccontato di aver visto fra le 15.30 e le 16 del 18 aprile una donna «andare velocemente» lungo la strada che dal pianoro di San Marco, scende verso Ascoli.

Proprio in quella zona c'é il bivio per la frazione Colle dove ieri i cani molecolari hanno fiutato qualche traccia tanto che sono stati effettuati prelievi in un pezzo di terra, ora in corso di analisi.

In quella zona risiede anche una persona che fra i primi ha partecipato alle ricerche e sarebbe per questo salito in macchina con Parolisi, che conosceva già. L'odore di Carmela potrebbe semplicemente averlo "acquisito" sedendo nel sedile del passeggero dell'auto, dove prima era stata seduta Melania, quando col marito era andata in auto al San Marco. Sempre oggi verranno sentiti anche alcuni studenti di una scuola ascolana che il 18 aprile erano al pianoro a Colle San Marco dove avrebbero notato la presenza di Melania e Salvatore insieme alla bambina.

Daniela Di Cecco  27/04/2011 12.29

TRE PERSONE NEL MIRINO DELLA POLIZIA

Tre persone "attenzionate" in tre ambiti diversi. Sono, a quanto trapela dalla fitta maglia del riserbo degli investigatori, gli uomini sui quali in queste ore si concentrerebbe l'attenzione di chi è a caccia dell'assassino di Carmela Melania Rea.

Non ci sono persone ancora iscritte nel registro degli indagati delle Procure di Ascoli Piceno e Teramo che indagano per sequestro di persona e omicidio volontario, ma i tre individuati, secondo gli investigatori, avrebbero da dire qualcosa di più di quanto non hanno già dichiarato a magistrati e carabinieri.

Per questo sono stati risentiti più volte. Alcuni ufficiali dei carabinieri di Ascoli sono in queste ore in trasferta in Campania in cerca di riscontri che riguardano quanto riferito in particolare da Salvatore Parolisi dopo la scomparsa della moglie, il quadro familiare e dei rapporti interpersonali che ha fornito (correggendolo, a quanto pare, qualche volta di troppo e riferendo tardivamente di aspetti rilevanti del rapporto con la moglie).

L'attenzione degli investigatori si concentra anche sulla persona, un amico di Parolisi che lavora come agente di custodia in carcere, che ha aiutato il caporalmaggiore dell'esercito a cercare la moglie il 18 aprile, nel primo pomeriggio, quando la donna è misteriosamente scomparsa. Nell'occasione i carabinieri avrebbero notato nell'uomo comportamenti che hanno destato qualche dubbio. E' in direzione della frazione di Colle, dove l'agente vive, appena sotto il pianoro di Colle San Marco, che i cani molecolari ieri hanno intercettato qualche traccia di Melania tanto che sono stati effettuati prelievi che verranno analizzati dai Ris di Roma. La terza persona è un amico di famiglia, residente a Folignano, che recentemente avrebbe manifestato qualche attenzione di troppo nei confronti di Melania.

27/04/2011 17.42

 

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L'ULTIMA CHIAMATA DEL MARITO: LA SVOLTA NELLE CELLE?

TERAMO. Non lasciare nessuna pista scoperta: il lavoro degli inquirenti in questi giorni è fitto. Viene vagliata ogni pista, vengono ascoltati i conoscenti. E anche la famiglia.

In paese a Folignano nessuno crede che la mano dell'assassino possa essere quella di un conoscente. Il marito di Melania è stato ascoltato più volte dagli inquirenti, è sempre stato gentile e disponibile con quanti hanno chiesto più volte di raccontare quanto accaduto, più e più volte.

Lui è stato l'ultimo a vedere la moglie in vita e proprio lui ha fatto scattare le ricerche. Dopo 50 minuti d'attesa, invana, aspettando che Carmela tornasse dal bagno, ha provato anche a chiamarla sul cellulare. Ma il numero squillava a vuoto. Nessuna risposta ma solo il segnale di chiamata che ha fatto aumentare l'angoscia dal marito.

Ma proprio quella telefonata potrebbe dare oggi una sterzata alle indagini.

Secondo quanto emerso dai tabulati, infatti, il portatile della moglie ha agganciato la chiamata - senza però rispondere - proprio da un cella di Ripe di Civitella, 600 metri più in alto, e a 10 chilometri di distanza, verso sud, già oltre il confine marchigiano che si trova a metà strada, a Colle S.Giacomo, sempre sulla Montagna dei Fiori. Insomma potrebbe essere che la donna uccisa con 25 coltellate si trovasse già sul luogo dove è stata trovata, massacrata da uno sconosciuto, certamente un uomo, già meno di un ora dopo la sua scomparsa.

Prende piede sempre più, dunque, l'ipotesi che la giovane mamma sia stata assassinata proprio al Chiosco della Pineta, nella frazione di Ripe, in mezzo ad un bosco fitto che si trova vicino all'area dove spesso vengono fatte esercitare nel tiro le giovani soldatesse della caserma Clementi di Ascoli - dove lavora Salvatore Parolisi, proprio come istruttore delle reclute femminili - ma anche che la donna potrebbe essere stata uccisa gia' in quel pomeriggio o nella serata, e non due giorni dopo, mercoledi' 20 aprile, quando e' stata trovata.

Ma intanto le tracce di sangue suggeriscono un'altra ipotesi perchè quelle trovate intorno al corpo sono troppo scarse, tanto che in un primo momento si era ipotizzato che il cadavere fosse stato portato lì poco prima del ritrovamento.

Ma sono troppo scarse anche quelle rinvenute venerdì scorso dal cane della guardia di finanza specializzato nella ricerca in superficie e nelle valanghe di persone scomparse, in un punto diverso, sempre nei pressi del chiosco della Pineta.

Ed è poca, infine, la quantità di sangue rimasto nella salma. Melania ha infatti perso circa 2 litri di sangue, una quantità notevole le cui tracce si stanno cercando ovunque. Un primo controllo informale sull' auto del marito non avrebbe evidenziato tracce significative. Si passano quindi al setaccio altri punti che potrebbero essere la tappa intermedia nel percorso seguito da Melania e dal suo assassino dal pianoro di Colle San Marco alla pineta di Ripe di Civitella. Dove stamane sono arrivati dalla Toscana anche degli addetti della protezione civile, che con delle funi si stanno calando lungo pareti scoscese e anfratti.

27/04/2011 14.39