Circo abruzzese bloccato in Siria: Legnini a Frattini «intervenire subito»

Alessandro Biancardi

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ROCCA SAN GIOVANNI. Ancora una disavventura per gli artisti abruzzesi del circo Embell Riva, da mesi in tournée in Siria, che non riescono a rientrare in Italia.

La famiglia Bellucci, residente a Rocca San Giovanni, dove è molto nota per il Safari Park, è bloccata a Kameshli, a 530 km di distanza da Tartus, la città portuale della Siria da dove il circo vorrebbe ripartire per l'Italia in direzione Venezia con il traghetto della Visemar Line. La società di trasporto ha assicurato per sabato 30 aprile la partenza da Tartous, mentre le partenze successive a quella data dovranno essere confermate o meno a seconda dell'evolversi della situazione.

Ma tra gli artisti, 70 persone tra i componenti della famiglia Bellucci e i dipendenti, c’è grande preoccupazione. «Stiamo vivendo una situazione veramente drammatica», ha scritto il patron del circo, Roberto Bellucci, in una lettera indirizzata all'ambasciata italiana di Damasco con una richiesta di aiuto «alle Autorità italiane per far rientrare immediatamente la carovana dell'Embell Riva in Italia».

Impossibilitati a rientrare, dunque, ma allo stesso tempo ostacolati nel loro lavoro: «A causa dell'attuale situazione politica in Siria non siamo più in grado di proseguire la tournee - si legge infatti in un passaggio della lettera - siamo in gravi difficoltà economiche, non possiamo lavorare perché le autorità siriane ci hanno negato i permessi in quanto il circo è un luogo pubblico e dunque c'è un rischio attentati».

Il circo in questo momento si trova nel nord della Siria, una zona relativamente tranquilla al momento, tra i confini iracheni e turchi, ma vorrebbe raggiungere al più presto la città portuale di Tartus, da dove ripartire per rientrare in Italia.

 

«Siamo molto preoccupati, nonostante qui le persone qui ci abbiano accolto benissimo ovunque - spiega all'Agi Roberto Bellucci - siamo italiani, abruzzesi, 14 cittadini tutti residenti a Rocca San Giovanni, con noi ci sono 6 donne e 2 bambini di 6 e 8 mesi nati a Damasco nel corso della tournèe. Con i camper, camion, animali e attrezzature varie siamo in mezzo alla strada e dobbiamo capire dalle autorità italiane se possiamo muoverci per raggiungere Tartus, che dista 530 km circa: vogliamo imbarcarci al più presto per l'Italia, ma è rischioso muoversi senza permessi».

Grande preoccupazione anche a Rocca San Giovanni, dove si vivono momenti di apprensione, in attesa del rientro dei componenti del circo. D’altra parte non è la prima volta che la famiglia abruzzese vive una situazione del genere.

Già a gennaio scorso, infatti, parte della famiglia Bellucci era rimasta bloccata in Tunisia a causa degli scontri e solo dopo enormi difficoltà aveva potuto far rientro in Italia. Adesso è costretta a vivere in prima persona gli scontri in Siria, dove continuano a registrarsi situazioni di guerriglia e morti. In queste ore è stata comunque attivata l’ambasciata italiana, che cercherà di sbloccare la situazione e assicurare il rientro del circo entro qualche giorno.

LEGNINI: «INTERVENIRE SUBITO» 

«Bisogna disporre un intervento immediato per garantire la sicurezza personale dei 70 artisti del circo abruzzese Embell Riva in tournée in Siria, per garantire loro la necessaria assistenza e per consentire un sollecito rientro in Italia». È quanto il senatore Pd Giovanni Legnini chiede al ministro degli esteri Franco Frattini in una interrogazione urgente ed in una lettera, per sollecitare l’intervento della Farnesina a sostegno degli artisti abruzzesi del circo Embell Riva.

«Il mancato rilascio da parte delle autorità locali dei permessi necessari a consentire alla compagnia circense di raggiungere la città di Tartus per imbarcasi per l'Italia il prossimo 30 aprile” dice il senatore Pd “impedisce di fatto ai nostri connazionali di lasciare la Siria e di rientrare in Italia prima che la situazione in tale Paese precipiti ulteriormente. Infatti, sono sempre più frequenti e gravi gli episodi di violenza registrati negli ultimi giorni e sempre più violenti gli scontri tra esercito e manifestanti anche lungo la via che collega Khameshly al porto di Tartus. Ciò espone i nostri connazionali a una situazione di evidente pericolo».

Da qui la richiesta di intervenire rapidamente.  

27/04/2011 11.08