Lady Bmw:«Helg Sgarbi mi ha ricattato con foto, lettere e telefonate»

Alessandro Biancardi

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Lady Bmw:«Helg Sgarbi  mi ha ricattato con foto, lettere e telefonate»
PESCARA. Sono circa le 10 quando un jet privato atterra furtivo all’aeroporto d’Abruzzo e si mescola al via vai che in quel momento affolla la pista.(Foto Sebastiano Calella)  *L'ATTESA DELL'ARRIVO ED I RICATTI SEXY:LA STORIA DELL'INCHIESTA

Ci sono turisti austriaci che arrivano (oggi ci saranno 4 voli per circa 1300 ospiti) e turisti che partono, dopo la settimana di vacanza in Abruzzo. Il jet accosta lentamente e subito scende un addetto alla sicurezza che si guarda attorno per dare il via libera ai passeggeri. Forse è confuso dai turisti che scendono dagli aerei della compagnia di Niky Lauda e dal via vai dei bagagli.

A fianco all’aereo staziona un pickup della Saga, ma viene fatto allontanare: sono pochi i posti a disposizione ed allora arriva un mini bus nero (marca Mercedes). Non ci sono persone sospette: lady Bmw può scendere. Appare all’improvviso sulla scaletta, due o tre gradini ed è a terra. Giacca e calzoni scuri, camicetta a quadretti bianchi e neri, borsa grigia, scarpe marrone come il cinturino dell’orologio. E’ più elegante il taglio dei capelli biondi. La pioggerellina che dalla mattina scende sull’aeroporto si è fermata. Non c’è bisogno di ombrello. Lady Bmw parla con i suoi accompagnatori e si dirige rapidamente verso il mini bus che l’accompagnerà fuori dall’aeroporto in direzione Palazzo di Giustizia, dove l’attendono i giornalisti.

Pochi in verità: non c’è stata la ressa che si attendeva. L’attesa però è stata lunga e le 5 persone di scorta più segretari e assistenti (in totale 8-10 persone) hanno atteso per quasi un’ora e mezzo protetti al secondo piano della procura in una delle stanze della polizia giudiziaria. Nel frattempo erano arrivate anche le altre due donne chiamate a testimoniare come Lady Klatten: per loro l’attesa lentissima si è consumata all’interno di una stanzetta di tre metri per due dove sono state fino alle 16.30.

LA DEPOSIZIONE

Susanne Klatten è stata subito affiancata da una traduttrice non simultanea che a detta di giornalisti tedeschi ha tradotto a senso ma non sarebbe stata particolarmente accurata nei dettagli che la semantica cela. Klatten (la terza persona più ricca di Germania con un patrimonio di circa 11 miliardi di euro) è apparsa fredda e a tratti spaesata forse a causa del fatto che molte delle cose che si sono dette in aula non le sono state tradotte. Alla fine ha risposto alle domande per almeno tre ore.

Il suo racconto è stato particolareggiato (si è aiutato con degli appunti che pure hanno scatenato le ire degli avvocati delle difese) confermando quanto già aveva detto alla polizia di Monaco.

Tra le prime risposte alle domande del pm Gennaro Varone c’è stata quella che gli avvocati di Barretta volevano sentire:«Conosce Ernano Barretta?». «No».

La successiva mezz’ora si è dissolta tra le generalità («è sposata?», «sì dal 18 maggio 1990») ed i dettagli della conoscenza con il gigolò Helg Sgarbi avvenuta nel luglio 2007 in un albergo vicino Insbruk e già ad agosto si poteva parlare di una relazione sentimentale. In meno di due mesi di conoscenza Sgarbi è riuscito a farsi consegnare direttamente dalla donna la prima somma di denaro: 7 milioni di euro .

Klatten ha raccontato che «i soldi erano in una scatola del taglio di 200 e 500 euro ed erano stati prelevati da una persona di fiducia di famiglia e consegnati nel garage dell’hotel Holiday Inn di Monaco di Baviera, precisamente il 12 settembre 2007».

«Sgarbi mi ha raccontato di un incidente avvenuto in America che gli ha causato problemi con la giustizia avendo investito una bambina che era rimasta gravemente ferita e paralizzata su una carrozzellaa», ha spiegato Susanne Klatten, «per questo ho pensato di dare i 7 milioni che mi è stato detto dovevano servire per spese legali e per risarcire la bambina».

Una relazione fatta di incontri fugaci in albergo (sempre quello di Monaco) stanza 629 (ed in un caso 630), notizia rilevante perché secondo l’accusa in una delle stanze accanto avrebbe dimorato negli stessi giorni anche Ernano Barretta il quale avrebbe poi scattato foto che hanno dato vita al ricatto vero e proprio.

«Sgarbi dava l'impressione di essere un imprenditore di successo», ha spiegato Klatten che ha enumerato le professioni di Sgarbi (manager e intermediario finanziario). La donna poi ha raccontato che l'ex amante gli ha chiesto di lasciare il marito e ottenere altri soldi per acquistare un fondo e dargli cosi' il modo di poterle garantire un livello di vita alto.

Alcuni giorni dopo questa seconda richiesta di soldi pero' la donna ha interrotto la relazione.

LETTERA RICATTO CON FOTO

Successivamente l’amministratore delegato della Bmw ha ricevuto nell'albergo, teatro dei loro incontri, una lettera di Sgarbi con due foto che ritraevano lei senza vestiti, secondo una delle versioni percepite in aula (qualcuno giura di aver sentito invece che la donna abbia detto «vestita») e l'ex amante semi vestito. Nella lettera Sgarbi minacciava di rendere pubbliche le foto se non avesse ricevuto i soldi. La donna ha riferito di aver subito anche altre minacce del genere e dei dvd con un piccolo filmato, continuazione delle foto.

Da questo momento in poi Sgarbi avrebbe iniziato a telefonare alla Klatten per farle pressioni e farle nuove reiterate richieste di soldi. In alcuni casi però –hanno fatto notare gli avvocati delle difese- sarebbe stata la stessa donna a contattare Sgarbi e a richiedere un incontro.

Ad ogni modo Klatten ha confermato di aver registrato tutte le telefonate (già prodotte nel processo che ha condannato Sgarbi) ed in presenza di un uomo della sicurezza che ha poi testimoniato nel processo.

Nel corso dell’interrogatorio e' stato mostrato alla testimone un foglio sequestrato dalla polizia austriaca a Barretta contenente un numero di telefono di Sgarbi e tre della Klatten.

Gli avvocati hanno poi insistito molto sulla pianificazione dell’ultimo incontro che però non c’è stato perché Sgarbi è poi stato arrestato (gennaio 2008). Anche questo incontro è stato organizzato e voluto dalla Klatten.

«I soldi dovevano essere restituiti da Sgarbi : era questo l’accordo», ha confermato ancora la donna, «anzi avevo deciso di donarli in beneficenza perché faccio spesso beneficenza. Non li avrei tenuti per me».

Gli avvocati hanno poi più volte fatto emergere alcune ingenuità ed incongruenze emerse dalle cose raccontate da Sgarbi alla Klatten come un presunto viaggio in America dell'uomo, durato appena tre giorni e nel quale si sarebbe poi verificato il presunto incidente. Troppe cose accadute in troppo poco tempo che però hanno iniziato a far insospettire la ricca imprenditrice.

Per l'accusa Barretta era a capo di una organizzazione che agganciava le donne più ricche della Germania e poi le ricattava riuscendo a farsi consegnare alcuni milioni di euro. Oltre a Barretta sono imputati anche i suoi due figli, Marcello e Clelia; sua moglie Beatrice Batschelet; la moglie di Helg Sgarbi, Gabriele Franzischa Sgarbi; e due lavoratrici della country house Prisca Furger e Sandra Fabbro.

Alessandro Biancardi 26/04/2011 16.26

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L'ATTESA DELL'ARRIVO ED I RICATTI SEXY:LA STORIA DELL'INCHIESTA

PESCARA. Arriva stamattina a Pescara Susanne Usula Klatten, meglio conosciuta come Lady Bmw, una delle donne più ricche del mondo.

E’ attesa per le 11 al tribunale di Pescara dove è parte civile nel processo avviato dalla procura di Pescara contro Ernani Barretta accusato di aver truffato la ricca ereditiera con ricatti sexy insieme al presunto complice Helg Sgarbi.

Gli arresti scattarono il 14 giugno 2008 dopo mesi di indagini avviate grazie alla denuncia della stessa signora Klatten che permise l’arresto in Svizzera di Sgarbi (poi processato e condannato a sei anni dopo una parziale confessione).

L’accusa parla di un ricatto da circa 40 milioni di euro anche ad altre due donne tedesche molto ricche e di conti all’estero e di investimenti immobiliari mentre dal canto suo Ernani Barretta e la sua famiglia si sono sempre difesi rigettando le accuse al mittente e parlando di «ricostruzioni fantasiose».

Gli attacchi alla procura e al pm Gennaro Varone che ha condotto le indagini insieme alla squadra Mobile di Pescara sono giunti anche dallo stesso Sgarbi prima della sua condanna e dalla moglie pure coinvolta nelle indagini.

A parlare attraverso il suo portavoce anche Susanne Klatten che spiegò la sua relazione con inganno con quello che è stato definito il gigolò svizzero, Helg Sgarbi.

La storia si è anche tinta di giallo per la sparizione di video nell’auto poi rubata a Barretta che ha dato la stura a numerosi ipotesi da film di spionaggio.

Il movente della truffa, in parte poi confessata da Sgarbi, sarebbe stato quello politico poiché Lady Bmw è la discendente della famiglia Quandt che fu simpatizzante del Terzo Reich di Hitler.

Alla fine però sono arrivati i rinvii a giudizio

ed il principale protagonista, Barretta, considerato anche una sorta di “santone” di Pescosansonesco dove gestisce un agriturismo, è stato in carcere per oltre un anno poi uscito ha raccontato la sua verità in un libro.

E’ stato ospite di qualche trasmissione locale ed ha sempre negato di aver conosciuto le donne tedesche che la procura dice siano state ricattate.

Al processo Barretta ha già spiegato questo per provare la propria innocenza e sarà la sua linea difensiva principale: come si fa a ricattare una persona senza averla mai conosciuta?

Intanto insieme alla signora Klatten dovrebbero testimoniare anche le altre due vittime del raggiro sexy Monika Sandler e Marie Luise Hiendl.

Lady Bmw potrebbe arrivare insieme a suo marito, Jan Klatten, con il quale si è “ritrovata” da alcuni mesi, dopo una breve separazione, e da cui prende il cognome. Si parla anche di un imponente servizio di sicurezza mentre il suo carattere schivo la porterà a sottrarsi probabilmente alla stampa internazionale che è arrivata a Pescara.

Il collegio di giudici nella ultima udienza ha già negato le telecamere in aula per proteggere la privacy delle persone coinvolte mentre l’udienza rimarrà comunque aperta al pubblico.

26/04/2011 7.30

KLATTEN ARRIVATA A PESCARA

Susanne Klatten è arrivata intorno alle 10 all'aeroporto di Pescara a bordo di un aereo privato. Su un furgoncino Mercedes messo a disposizione dalla Saga è poi arrivata in Tribunale e lì si trova al momento in un'aula di palazzo di giustizia lontana da occhi indiscreti di telecamere e giornalisti.

Intanto la prima ora di udienza è trascorsa con la riproposizione di alcune eccezioni che mirano ad invalidare l'utilizzo (completo o in parte) delle intercettazioni. Il collegio al momento si è ritirato per decidere su queste eccezioni preliminari al dibattimento.

A Pescara sono arrivati nelle ultime ore anche alcuni giornalisti tedeschi. Pochi in realtà rispetto alla ressa che si era già vista nei mesi scorsi in occasione dell'udienza preliminare.

26/04/2011 12.35