Asl e tempi d'attesa: segnali di ripresa e momenti di crisi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I problemi della sanità pubblica, in una regione il cui comparto è stato nell'occhio del ciclone e coinvolto in inchieste giudiziarie, sono evidenti a tutti.*PRECALI ASL: «IL PDL AFFONDA LA STABILIZZAZIONE»

In uno scenario difficile fortunatamente ci sono anche segnali di ottimismo: alla Asl di Pescara migliorano tempi e liste d'attesa, mentre gli ospedali teatini vengono promossi dai pazienti.

Il problema maggiore resta in alcuni casi quello delle visite da prenotare. All'Asl teatina un terzo è fuori tempo massimo.

Una situazione non isolata se è vero che a Teramo vi sono 70 ecografi della sanità pubblica e solo uno funziona a pieno regime, nel reparto di Radiologia, come denuncia Cesare D'Alessandro, vice capogruppo regionale Idv.

L'esponente del partito dipietrista si domanda se il presidente della Regione, Gianni Chiodi, teramano, sia a conoscenza della situazione.

«Chiodi non sa – ed è grave», sostiene il consigliere regionale, «che se di questi settanta ecografi pubblici, distribuiti in tanti reparti e che sono attualmente sottoutilizzati, se ne potessero mettere in rete una decina in un apposito reparto (da creare) di ecografia, verrebbero eliminate le liste di attesa. Se il governatore riflettesse sull’attesa di 221 giorni, patita da un cittadino prima di sottoporsi a un’ecografia, si renderebbe conto che la lista di attesa riguarda oltre duemila cittadini».

Intanto alla Asl Lanciano Vasto Chieti si punta alla elevata specializzazione e il direttore generale della Asl, Francesco Zavattaro, è stato chiaro sulla necessità di puntare su un’organizzazione a rete degli ospedali per acuti, tutti con pari dignità nella diversità dei ruoli e delle specializzazioni.

«Il nostro – ha detto il manager – è un progetto ambizioso, perché mira a  rendere l’assistenza in questa territorio pari a quella prestata nelle regioni virtuose, e che rappresentano pertanto un modello di efficienza a cui ispirarsi. Per questa ragione è assolutamente necessario modificare l’attuale assetto che configura l’esistenza di una rete uniforme e indistinta, dove tutti fanno un po’ di tutto, che non tutela realmente nessuno, per approdare a un modello di specializzazione caratterizzato dalla concentrazione delle attività, così da garantire numeri e pratica che fanno la forza di una struttura, offrendo una risposta di qualità all’utenza».

 21/04/2011 10.12

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PRECALI ASL: «IL PDL AFFONDA LA STABILIZZAZIONE»

ABRUZZO. Se i senatori abruzzesi del Pdl avessero votato a favore dell’emendamento presentato dall’onorevole del Pd Giovanni Legnini, la stabilizzazione del precari abruzzesi sarebbe stata una realtà.

Un’accusa pesante quella che il parlamentare abruzzese del Partito democratico muove nei confronti dei suoi ’colleghi’ di centrodestra che hanno contribuito, a suo dire, a far bocciare l’emendamento proposto in Senato qualche giorno fa e non approvato per soli 5 voti

«Solo pochi giorni fa Chiodi ha annunciato in pompa magna la stabilizzazione dei precari delle Asl abruzzesi –tuona Legnini - in aula invece i suoi senatori, a partire da Piccone, dichiarano fermamente la loro opposizione alla stabilizzazione e votano contro. Il Pdl è diviso e confuso – aggiunge il parlamentare - e a pagare saranno centinaia di medici, infermieri e operatori della sanità di questa regione che rischiano entro l’anno di essere mandati a casa, con un danno enorme alla qualità del servizio sanitario abruzzese, già seriamente compromessa dai tagli imposti da Chiodi».

Legnini ribadisce il ruolo dei senatori del Pdl e afferma che se loro avessero votato a favore dell’emendamento, questo sarebbe stato approvato per almeno 3 voti.

«Il Pdl – denuncia Legnini - non ha capito che qui è in gioco non solo il futuro lavorativo di centinaia di professionisti in servizio anche da dieci anni con contratti precari, ma la stessa esistenza di molti servizi essenziali che senza personale rischiano di chiudere entro pochi mesi».

Secondo il senatore del Pdl in Regione, così come a Roma, il Pdl sta attuando una «scientifica azione di smantellamento della sanità pubblica abruzzese alla quale il Pd continuerà ad opporsi con determinazione e che denunceremo di fronte ai cittadini ed agli operatori sanitari».

IL SENATO BOCCIA PURE LA CULTURA ABRUZZESE

Ma quella di ieri è stata una giornata negativa per l’Abruzzo anche per la cultura: il Senato ha bocciato infatti un altro emendamento che avrebbe garantito alle istituzioni culturali aquilane uno stanziamento di 5 milioni di euro.

«Un’altra umiliazione che gli aquilani non meritano - dice Legnini - perché queste risorse, per le quali c’era copertura finanziaria, avrebbero potuto dare ossigeno ad un settore vitale per l’economia e per la socialità de L’Aquila. Nonostante queste bocciature – conclude il senatore del Pd - continueremo a batterci in parlamento e nelle altre istituzioni per difendere le ragioni dell’Abruzzo».

21/04/2011 11.17