POLITICA

Immigrati a Pescara, centrodestra: «non permetteremo apertura degli Sprar»  

L’assessore Allegrino ha annunciato il progetto

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Immigrati a Pescara, centrodestra: «non permetteremo apertura degli Sprar»  

Antonella Allegrino


PESCARA. Il progetto Sprar del Comune di Pescara non vedrà la luce prima di anni.


Ne è certo il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, dopo l’annuncio dell’assessore Antonella Allegrino circa l’apertura dello Sprar a Pescara destinato a ospitare circa 400 stranieri arrivati con i barconi sulle coste italiane.


 «Solo fumo negli occhi», insiste Sospiri. «Il centrodestra non  permetterà l’apertura degli Sprar senza avere voce in capitolo sulla quantità di presunti profughi che Pescara dovrebbe ospitare, sul dove dovrebbero essere ospitati e soprattutto sulla loro provenienza».

L’assessore Allegrino si è limitata a presentare una delibera di intenti, un atto di indirizzo, affermando la linea che l’amministrazione Alessandrini vorrebbe seguire nel caso in cui si dovesse optare per l’apertura di uno Sprar a Pescara in sostituzione dei Cas.

Con lo Sprar è il Comune che individua la localizzazione in una proporzione di 10 profughi ogni 10mila abitanti, mentre con il Cas c’è un bando emanato dalle Prefetture e i privati possono fare la domanda di adesione e candidare alberghi privati, palazzine, case, quindi è chi fa la domanda che decide il mercato.

«In entrambi i casi», contesta Sospiri, «c’è sempre un business sotto che sfrutta i disperati che, nella maggior parte dei casi, fuggono non dalla guerra ma dalla povertà, per ritrovarsi in un’altra povertà, un business pagato con i soldi degli italiani. Non abbiamo alcuna certezza che nello Sprar troveranno ospitalità solo coloro che hanno già ottenuto dal Tribunale de L’Aquila lo status di rifugiati, noi ne dubitiamo, e piuttosto ci rendiamo conto che il controllo della situazione immigrati è sicuramente sfuggita a un’amministrazione che ora cerca scappatoie e soluzioni pasticciate».


Secondo il centrodestra l’assessore Allegrino starebbe dando prova di improvvisazione: «oggi – ha proseguito il capogruppo Sospiri – il tema non è quello di chiudere i Cas per aprire gli Sprar, ma dev’essere solo quello di chiudere i Centri di Accoglienza. Non è accettabile che il Comune ceda al ricatto di prendersi la gestione di 400 presunti profughi per evitare che il business resti nelle mani delle solite cooperative perché una città che versa nelle condizioni di disordine come Pescara oggi ha altre emergenze e priorità».

«In merito alla tempistica di approvazione del 'piano di conversione’  che Pescara invierà al Ministero, le informazioni fornite dall'Assessorato sono basate su contatti intercorsi tra gli Uffici e la Direzione Centrale (e sicuramente non ci vorranno anni). Parlare di invasione incontrollata di profughi nei Cas non é corretto visto che i Cas vengono attivati in seguito a bandi emessi dalla Prefettura», replica l’assessore Antonella Allegrino.