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Pescara. Ci risiamo: il parcheggio flop diventerà un supermercato

M5S insorge di nuovo. Martedì la delibera arriva in Consiglio comunale

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Consiglio comunale di Pescara ancora «teatro dell’assurdo»

Marco Alessandrini

 

PESCARA. Non è bastata una prima bocciatura dell’autunno scorso: l’amministrazione Alessandrini ci riprova a trasformare il parcheggio privato  in via Bologna in centro commerciale.

 

Martedì prossimo, infatti, in Consiglio comunale si dovrà votare il progetto per la realizzazione del supermercato in deroga alle norme edilizie e sul commercio.

«Purtroppo sembra che per questa iniziativa privata», commenta la consigliera M5s Erika Alessandrini «le norme che valgono per tutti gli altri verranno disapplicate, alla faccia di quanto continua ad essere scritto nelle aule di giustizia e cioè che “la legge è uguale per tutti”. Purtroppo a Pescara, grazie a chi governa questa città e a chi preferisce astenersi dai giudizi, rischia di essere ridotta ad una pessima presa in giro».

 

 

LE PERDITE E IL COLPO DI GENIO

Dopo 5 anni di gestione in perdita la società proprietaria del parcheggio di via Bologna (perennemente vuoto) ha avuto l'idea geniale di trasformare la struttura in un centro commerciale. La vicenda nei mesi scorsi era emersa dopo che il M5s ha posto un solo rilievo contestando la legittimità della proposta e la violazione di una legge regionale.

La questione sembrava chiusa per  la società “International Real Estate Society s.r.l.” che aveva presentato al Comune di Pescara, ottenendo tutti i pareri tecnici favorevoli, la proposta del cambio di destinazione d’uso.

 

LA LEGGE REGIONALE

In sede di commissione, 7 mesi fa, è bastato un rilievo mosso dalla consigliera M5s Erika Alessandrini per far naufragare l’atto che mancava proprio di un requisito essenziale di legittimità.

«La legge regionale 11/2008»,  aveva spiegato la Alessandrini, «definisce chiaramente quali sono le caratteristiche che un edificio deve avere, per poter essere trasformato in un centro commerciale e, in questo caso specifico, manca un presupposto fondamentale, ovvero il rapporto tra la dimensione del centro commerciale ed il lotto su cui sorge. In sostanza per l’edificio di via Bologna, che occupa la quasi totalità del lotto, si rende impossibile il cambio d’uso, che è consentito solo quando la superficie coperta sia, al massimo, il 40% del lotto».

La legge stabilisce il presupposto per il fatto che è necessario prevedere anche ampi parcheggi da destinare al centro commerciale, cosa che non sarebbe avvenuta nel caso di specie anche se nelle vicinanze vi sono altri parcheggi.

 

 

IL RITORNO

Nella commissione consiliare “Gestione del territorio” che ha espresso il parere per la delibera sul supermercato di via Bologna, solo il Movimento 5 Stelle ha votato contro: il centrosinistra si è detto favorevole in modo compatto ed il centrodestra ha scelto di non votare.

 

Secondo i 5 Stelle questa iniziativa commerciale di oltre 1.200 mq «rischia di far collassare definitivamente la rete del commercio di vicinato locale, che dovrebbe rappresentare, per essere votata positivamente, un pubblico interesse. Mi chiedo cosa potrebbe esserci di “pubblicamente interessante” per la nostra città nell’apertura di supermercato che finirà solo per fagocitare le attività di tanti altri piccoli imprenditori che la crisi sta già mettendo a dura prova. Il centrodestra ed il centrosinistra voteranno in aula per assegnare il colpo di grazia».

Inoltre secondo il Movimento 5 Stelle la deroga alle norme comunali e regionali, che dovrebbero essere sporadici casi isolati per incentivare la riqualificazione urbana, «nella città di Pescara stanno diventando all’ordine del giorno ed il caso del centro commerciale di via Bologna rappresenta una delle peggiori speculazioni che si siano mai compiute nella nostra città, e tanto, troppo, ricordano il tristemente noto caso della Pescaraporto, con i tre palazzoni sul mare».

 

UNA LUNGA STORIA

L’area è situata accanto all'attuale parcheggio dell'ex Inps, con una lunga storia alle spalle, che in fase di variante al PRG, diversi anni fa, il Consiglio comunale ha trasformato da parcheggio pubblico in parcheggio privato.

L’area, appartenente ad una delle società del gruppo del noto imprenditore Gianni Paglione, è stata rilevata dopo il fallimento di quest’ultimo, dal gruppo “Real Estate” probabilmente proprio con l’intento di trasformarlo in un nuovo centro commerciale nel centro della città. Una volontà condivisa dal PD locale.

 

 


IL PROGETTO DI FINANZA

In realtà tutto nasce più di 10 anni fa quando in piena era D’Alfonso si avviarono avvisi pubblici per la gestione e costruzione di parcheggi interrati tra cui quello di via Bologna per un valore di 4 mln di euro. La formula adottata fu quella del progetto di finanza e all’avviso parteciparono la ditta Dino Di Vincenzo e la Toto spa.

 

Alla fine (novembre 2007) la spuntò  l’Ati composta dalle imprese Saba Italia S.p.a., in qualità di impresa capogruppo (mandataria) e Di Vincenzo Dino & C. S.p.a. (in qualità di impresa mandante).

Secondo quanto riportava l'offerta, l'impresa si impegnava ad erogare al Comune un canone annuale pari al 12% dei ricavi provenienti dalla gestione dei parcheggi oltre a sconti agli utenti del 3%.

I fondi per la costruzione del parcheggio le imprese li avevano ottenuti dalle banche le quali avevano approvato senza esitazione i piani finanziari proposti nei quali si parlava di mirabolanti ricavi che non si sono mai visti.

Almeno prima del colpo di genio e della richiesta di trasformazione.