LA PROTESTA

Lampade votive cimitero Chieti: si paga anche se non sono state accese

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CHIETI.  Le lampade votive del cimitero di Chieti non hanno funzionato a causa di un guasto sulla linea elettrica ma Teateservizi  chiede comunque il pagamento del canone annuale del servizio di fornitura ai cittadini proprietari dei loculi e cappelle.

Centinaia di persone hanno ricevuto i bollettini e stanno scendendo sul piede di guerra poichè sono intestatari del contratto di fornitura elettrica per il funzionamento delle lampade votive all’interno del cimitero comunale.

Si tratta di bollettini per le annualità 2016-2017-2018, per un importo medio di oltre 100 euro, per un servizio in realtà non dato, o dato in parte.

Tra l’altro la bolletta reca la scadenza del pagamento alla data del 21 aprile 2018, quindi consegnata già scaduta.

«Eppure», dice Bruno Di PAolo di Giustizia sociale, «Teateservizi sa bene, o almeno dovrebbe sapere, che le lampade votive nella parte “Monumentale” sono ormai non funzionanti da oltre un decennio e che nella “Parte Nuova” dal 2016 a giugno 2017 diversi “Campi” sono stati interessati dalla mancanza di energia elettrica per un problema di rete, mentre solo nella parte vecchia i disservizi, pur essendoci stati, sono stati minimi e, comunque, soltanto a macchia di leopardo. Oltre al danno, quindi, anche la beffa per i cittadini che non solo in questi anni hanno protestato invano per il non funzionamento delle lampade votive ma addirittura sono costretti a pagare un servizio non reso.

Ho personalmente chiesto spiegazioni al Direttore di Teateservizi Dott. Antonio Barbone che, convenendo con le mie rimostranze, mi ha assicurato che darà immediatamente disposizione affinchè i destinatari delle bollette che si recheranno presso gli uffici che si occupano di “Lampade Votive” presso il Cimitero di Chieti (ingresso principale) e dimostreranno di avere un punto luce nella parte interessata del non funzionamento elettrico, avranno immediatamente l’emissione di una nuova bolletta escludendo la parte non dovuta.

Speriamo che alle promesse del direttore seguiranno i fatti concreti».