LIBERTA' DI SCELTA

L'aquila, arriva lo spettacolo teatrale per la libertà di scelta vaccinale

Sabato prossimo: «non siamo i ‘no vax’»

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L'aquila, arriva lo spettacolo teatrale per la libertà di scelta vaccinale

 


L’AQUILA. Arriva anche all'Aquila ‘Il Decreto’, il discusso e controverso spettacolo della Compagnia del Teatro Artistico d'Inchiesta sull'obbligo vaccinale. Lo spettacolo andrà in scena il prossimo 28 aprile (ore 18) presso l'Auditorium del Parco del Castello, nel centro storico dell'Aquila. L'evento è organizzato da un gruppo di genitori aquilani attivi per la libertà di scelta vaccinale.


L'opera nasce per raccontare il diverso punto di vista sull’obbligo di legge che riguarda 10 vaccini e relativi richiami, da somministrare tra i 2 mesi di vita e i 16 anni, previa firma, da parte del genitore, di un consenso informato, equivalente ad una sorta di assunzione di responsabilità.


«Con l’inizio del racconto», si spiega nelle note di regia che presentano Il Decreto, «ci si sposta indietro nel tempo: è il 2009, due donne coraggiose anticipano e precorrono i tempi in una visione lucida e competente. Con loro si avvia la narrazione volta a rafforzare, in tutto il suo sviluppo e fino ai nostri giorni, l’importanza del progresso e della scienza, quest’ultima quale umile interrogante della realtà. Mai in disaccordo con le conquiste scientifiche anzi, apertamente pro scienza, sempre nel rispetto di una lettura degli accadimenti supportata da documentazione e dal rigore narrativo, l’opera è un intreccio di fatti e accadimenti che non sfiorano argomentazioni tecniche o mediche, ma che ricostruiscono la storia di un decreto: il decreto Lorenzin».

I Genitori aquilani per la libertà di scelta vaccinale sono un nutrito gruppo di genitori aquilani e abruzzesi che, unendosi in modo spontaneo, «cercano di far fronte ai numerosi dubbi e  difficoltà che l’obbligo vaccinale inevitabilmente produce».

«Persone informate, con uno spiccato senso critico», si definiscono, «ma nulla a che vedere con gli irresponsabili no-vax che una certa cronaca e una certa informazione ci ha dipinto negli ultimi mesi».

La prima uscita del gruppo è stato il convegno del 28 ottobre in occasione della Giornata Nazionale della Libertà di scelta, sempre all’Auditorium del Castello, in cui anche vari medici sono intervenuti esponendo il proprio punto di vista.  E poi la campagna di comunicazione su grandi manifesti presenti in città, che recitavano gli slogan “Punite il nostro dubbio senza rispondere alle nostre domande” e “Danno da vaccino, Legge 210/1992: se c’è rischio deve esserci libertà di scelta”.

I DATI DI OGGI

E proprio oggi nuovi dati sulle vaccinazioni sono stati diffusi.

Crescono le vaccinazioni contro il morbillo di ben il 4,4% in tutta Italia ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati, ovvero la soglia, raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per limitare la circolazione di queste malattie e proteggere anche chi il vaccino non può farlo per motivi di salute o di età. Anche la copertura vaccinale contro la polio aumenta del +1,21% rispetto al 2016, ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati. Lo indicano i dati per il 2017 del ministero della Salute.

Come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 il nostro Paese è stato interessato da una estesa epidemia di questa malattia esantematica, che ha causa quasi 5.000 casi, di cui oltre 300 tra operatori sanitari, con 4 decessi. E' stato questo uno dei motivi che hanno portato all'introduzione del decreto vaccini, che ha esteso l'obbligo dai 4 precedentemente previsti a 10. Secondo i nuovi dati, che ne monitorano l'effetto dei primi 6 mesi, ovvero fino a dicembre 2017, la prima dose di vaccino contro il morbillo vede una crescita delle coperture del 4,42% rispetto all'anno precedente, una sola regione che supera il 95%, il Lazio, e altre due che vi si avvicinano, ovvero Piemonte e Umbria, con rispettivamente il 94,7% e 94,5.

Trainate dal generale aumento delle vaccinazioni obbligatorie, crescono a livello nazionale anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come quella anti-pneumococcica e anti-meningococcica C, con un aumento rispettivamente di circa il 2 e 2,5%. Per quanto riguarda la polio, la copertura nazionale a 24 mesi (relativa ai bambini nati nel 2015) vede un aumento del +1,21% rispetto al 2016, e con 11 regioni che superano il 95%. A non raggiungere questa soglia, raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per limitare la circolazione di queste malattie e ottenere anche la cosiddetta immunità di gregge in grado di proteggere anche chi non può esser vaccinato, sono: Lombardia (94,8), Emilia Romagna (94,7%), Puglia (94,4) e Val d'Aosta (93,6), PA di Trento (93,9), Marche (93%), Sicilia (91,3%), Friuli Venezia Giulia (90,4) e, la peggiore, la PA di Bolzano (85,8%), Veneto (93,5%).