STRAVOLGIMENTI

Appalto da 3 milioni, Asl Chieti stravolge punteggi e fa vincere Novicelli

Durissima la sentenza del Tar: «macroscopica illegittimità stravolge esito»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3302

ospedale chieti


CHIETI. Per un appalto da oltre 3 milioni di euro ci si aspetterebbe rigore e precisione. Ma dieci giorni fa il Tar Abruzzo, sezione distaccata di Pescara,  ha bocciato il comportamento della Commissione dell’Asl di Lanciano-Vasto-Chieti in modo forte e netto.

I giudici amministrativi parlano di una «valutazione affetta da macroscopica illegittimità ovvero da grave ed evidente errore di valutazione idonei a determinare il travolgimento dell’esito della gara».


Il bando era quello inerente l’affidamento semestrale, prorogabile per sei mesi, del servizio di gestione, conduzione e mantenimento degli impianti meccanici, elettrici, elevatori, gas medicali (corpo M dell’ospedale di Chieti) per un importo da 3,3 milioni di euro. Aggiudicazione prevista con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

A vincere, a dicembre 2017, è stata l’impresa Abp Nocivelli di Brescia, la stessa che, in Ati con Maltauro, ha proposto il project financing sul nuovo ospedale di Chieti, procedura che dopo quattro anni non vede ancora la fine per una serie di vicende contestate e scontro tra Asl e Regione.

Le parti hanno pure firmato l'aggiudicazione definitiva ma il contratto non è mai stato stipulato proprio a seguito del contenzioso.

SCATTA IL RICORSO

A firmare il ricorso è stata la seconda classificata, ovvero la Siram s.p.a., una ditta nota nel pescarese che in passato si è aggiudicata l’appalto per la gestione degli impianti di calore del Comune di Pescara.

La società è finita anche nella famosa inchiesta Housework perchè secondo la ricostruzione dell'accusa sarebbe stata costretta a pagare 25mila euro per le luminarie del Natale 2006 e altri 75mila euro per il successivo concerto di Edoardo Bennato a Capodanno 2007 senza stipula di contratti, sponsorizzazione o ritorno di immagine per l'azienda. Da questa accusa D'Alfonso è stato assolto perché il giudice non ha ritenuto provata la concussione e dunque la costrizione dell’ex primo cittadino nei confronti dell’imprenditore.

Nel 2013 con un suo ricorso al Tar, la società bloccò pure un appalto per la manutenzione all’Università di Chieti.


Tornando al bando attuale, la Siram ha contestato alcuni punteggi attribuiti della Commissione che ha valutato le offerte con il metodo del confronto a coppie: per quanto riguarda un criterio (sub E1) «non è stato attribuito alcun punteggio alla Siram nonostante la stessa abbia offerto la superficie massima da adeguare pari a 7000 m.q. come previsto dal disciplinare , ed in via migliorativa una superficie complessiva di 9450 m.q.. Agli altri concorrenti, invece, è stato attribuito il punteggio massimo di 7 punti».

«Il ricorso è fondato e merita accoglimento», stabiliscono i giudici secondo cui la valutazione della Commissione è affetta «da grave ed evidente errore di valutazione idonei a determinare il travolgimento dell’esito della gara con conseguente ordine di procedere ad una nuova valutazione».



COMMISSIONE PASTICCIONA

I giudici parlano ancora di «valutazione  evidentemente irrazionale, incongrua e frutto di una non attenta valutazione del contenuto dell’offerta tecnica della ricorrente».

Nella sentenza si specifica pure che la società ricorrente (la Siram) nella relazione allegata all’offerta aveva individuato con precisione gli impianti che, vista la loro critica destinazione d’uso, necessitavano di essere riqualificati e certificati nell’ambito dell’appalto.

«Un siffatto carattere analitico di dettaglio e di precisione nella descrizione degli interventi occorrenti per la redazione delle dichiarazioni di rispondenza non è ravvisabile nelle offerte delle altre concorrenti in gara», scrivono ancora i giudici.

Secondo il Tribunale amministrativo, in pratica, il punteggio assegnato dai tre commissari di gara che ha portato ad assegnare alla ricorrente un livello di preferenza pari a 0 «appare irragionevole e frutto di evidente travisamento a fronte della natura dettagliata e concreta dell’offerta presentata dalla Siram rispetto al criterio sub E.1. che, a differenza delle altre concorrenti in gara, si era fatta carico di individuare le criticità presenti e di enumerare per ogni unità interessate la tipologia di interventi occorrenti per conseguire le prescritte certificazioni e per adeguare gli impianti oggetto di gara alle normative tecniche di settore».


Il ricorso della Siram è stato bocciato in alcuni punti ma secondo i giudici, a questo punto, l’aggiudicazione va annullata ed entro 30 giorni (ovvero metà maggio) bisognerà rifare la procedura «a partire dalla fase in cui la stessa appare viziata».


La società seconda classificata aveva contestato pure il fatto che la Commissione sia stata a «più riprese modificata in violazione del principio di unicità ed immutabilità della Commissione». Ma anche che tra i componenti della Commissione «sussistono rapporti gerarchici che escludono che ciascun singolo commissario possa serenamente esercitare il proprio lavoro».