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Piano d'Orta: «inquinamento pesantissimo nel comparto Z e rischi per la popolazione»

Dati escono solo oggi grazie all'accesso agli atti della Stazione Ornitologica

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Piano d'Orta: «inquinamento pesantissimo nel comparto Z e rischi per la popolazione»

 

 

 

 

ABRUZZO. La stazione Ornitologica abruzzese ha scoperto che oggi si terrà una riunione presso la sede della Regione sulla situazione di inquinamento a Piano d'Orta.

 

In merito a questo appuntamento l’associazione si augura che non sia l'ennesima passerella e che si chiariscano bene le responsabilità per una situazione di inquinamento gravissima e per la mancanza di informazioni per dati e relazioni che esistono da anni presso gli enti a cui non era stata data pubblicità, nonostante gli obblighi in materia contenuti nel D.lgs.195/2005.

 

Infatti, solo dopo 6 mesi di tira e molla con il Comune di Bolognano, iniziato a settembre 2017, sono finalmente emersi dai cassetti i dati relativi al cosiddetto Comparto Z. Il Comune di Bolognano si era pervicacemente opposto all'accesso agli atti della SOA, ricevendo alla fine una decisione negativa da parte del Difensore Civico. Dopo questo intervento c'è voluta un'ulteriore diffida per superare l'inerzia del comune che alla fine ha dovuto diffondere la documentazione a sua disposizione.

 

Il Comparto Z è una porzione della vecchia fabbrica Montecatini che era rimasta fuori per un "errore" cartografico dal Sito Nazionale di Bonifica al momento della redazione del decreto nel 2008.

 

CONTAMINAZIONE PESANTISSIMA

Ebbene, rivela Augusto De Sanctis, i dati della caratterizzazione, disponibili fin dai primi mesi del 2009 e mai divulgati, indicano una contaminazione pesantissima, con suoli profondi (anche 8-9 metri) che presentano valori elevatissimi ben oltre i limiti di legge per arsenico, rame, cobalto, cadmio, piombo, selenio e zinco. Inoltre risultano anche sotterrate a grande profondità scorie di lavorazione (probabilmente ceneri di pirite). Anche le acque sotterranee erano risultate pesantemente contaminate fin dal 2009.

 

Addirittura nel 2014 fu espletata per questo sito la cosiddetta analisi di rischio  che, purtroppo, confermò la sussistenza di una potenziale esposizione agli inquinanti per la popolazione.

 

«A fronte di tutti questi dati e relazioni inspiegabilmente tenuti nei cassetti finora non è stato fatto nulla e c'è voluta la Stazione Ornitologica Abruzzese, attraverso una nota di un anno fa al ministero dell'Ambiente, per far riemergere il problema a partire dalla perimetrazione errata», denuncia ancora De Sanctis.

 

«Dopo dodici mesi la Regione, nonostante le sollecitazioni del Ministero, non è riuscita ancora ad approvare la proposta di riperimetrazione del sito includendo queste aree sicuramente inquinate ed altri siti che facevano parte dell'area industriale e per i quali non ci sono dati».

 

Dopo la segnalazione della SOA la Provincia ha emanato agli inizi del 2018 una seconda ordinanza individuando in Edison, erede di Montecatini, il responsabile della contaminazione.

 

Nei prossimi giorni la SOA terrà una conferenza stampa per illustrare nel dettaglio tutte le problematiche di questo sito.