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Comune Pescara, spunta incarico- doppione e in 2 anni cifra lievita di 3 volte

Forza Italia: «non è ammissibile»

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Di Iacovo e Alessandrini


PESCARA. Il sindaco Alessandrini ha emanato un bando per affidare all’esterno ‘lo studio di fattibilità per la valorizzazione del Distretto museale e dello spettacolo di Pescara’, comprensivo, ovviamente del Museo ‘Vittoria Colonna’.


Ma non lo aveva già emanato? L’interrogativo arriva dal capogruppo  di Forza Italia, Marcello Antonelli, secondo cui il primo cittadino si sarebbe dimenticato di aver già affidato lo stesso identico incarico nel 2016 al Dipartimento di Scienze Filosofiche dell’Università ‘d’Annunzio’.

Cambiano i costi, perché mentre all’ateneo il Comune ha erogato solo 6mila euro più Iva, chi si aggiudicherà dopo due anni lo stesso incarico incasserà ben 20mila euro.

«Ovviamente qualcosa non funziona», contesta Antonelli:  «non è possibile affidare per ben due volte la stessa funzione, ovvero la redazione di uno studio, con due delibere-fotocopia l’una dell’altra, salvo piccoli dettagli, creando un doppione che pagano i pescaresi. Chiediamo dunque alla giunta di revocare subito l’avviso pubblico per stralciare il Museo ‘Colonna’ dal nuovo studio, eventualmente, ma soprattutto chiediamo di vedere le carte dello studio prodotto dalla convenzione con l’Università».

Forza Italia parla di «clamorosa gaffe» e non riesce a credere   alla procedura-doppione dopo l’accordo formale stipulato -con tanto di cerimonia in pompa magna- non con una piccola associazione del territorio, ma addirittura con l’Università di Chieti-Pescara.


LA PARTNERSHIP

Antonelli ricorda che il 27 dicembre 2016 la giunta Alessandrini ha attivato una partnership istituzionale con il Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche ed Economiche dell’Università, stipulando una convenzione ad hoc, affidando all’Ateneo la ‘elaborazione di uno studio di fattibilità sulla gestione del Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna’.

Nella convenzione si sottolinea la rilevanza di tale affidamento, ricordando che l’Università era stata scelta proprio perché «dotata delle competenze e delle professionalità idonee a collaborare con l’amministrazione comunale per un percorso sperimentale di valorizzazione del patrimonio museale cittadino elaborando uno studio di fattibilità per l’affidamento a terzi della gestione del Museo».

Costo dello studio 6mila euro oltre Iva.


IL SILENZIO

Fin qui tutto bene, tranne per il silenzio, ricorda oggi Antonelli, sceso su quello studio di fattibilità di cui, di fatto, la città non ha saputo più nulla.

Ma ecco la novità: il 21 dicembre 2017, quindi esattamente un anno dopo, la giunta Alessandrini, composta dagli stessi assessori del 2016, tranne qualche piccola novità, ha approvato una nuova delibera quale ‘atto di indirizzo per la realizzazione di uno studio di fattibilità per la razionalizzazione e valorizzazione del Distretto Museale e dello Spettacolo’, ovvero lo stesso incarico già affidato nel 2016.

E subito dopo spunta l’avviso pubblico per la ricerca di chi, materialmente, dovrà redigere tale Studio di fattibilità teso a «ottimizzare – come si legge nella determina dirigenziale – la gestione dei servizi e attivare azioni di razionalizzazione e innovazione»  con la costituzione di una ‘cabina di regia’ per la gestione delle varie strutture esistenti sul territorio.


ELENCO FANTASIOSO

«Un elenco, per la verità, molto fantasioso», dice ancora Antonelli, «visto che comprende anche strutture tutt’oggi inesistenti o inutilizzabili, come la fantomatica ‘Città della Musica’, o un presunto ‘Museo Michetti’ o, peggio, il Teatro-cantiere Michetti. Ma, cosa ancor più grave, nello stesso elenco è compreso anche il Museo d’Arte Moderna ‘Vittoria Colonna’, lo stesso protagonista dello studio teoricamente elaborato dall’Università ‘d’Annunzio’ nel 2016».

L’avviso pubblico per la presentazione delle offerte si è chiuso lo scorso 16 aprile e prevede un compenso pari a 20mila euro per chi si aggiudicherà il bando, che però, secondo Forza Italia, non può essere aggiudicato – ha puntualizzato il Capogruppo Antonelli -

«A questo punto, infatti, vogliamo capire come sia stato possibile commettere un errore tanto clamoroso, con un incarico-doppione, peraltro contenuto in due delibere scritte col copia-incolla e che riportano la firma dello stesso dirigente. Ci chiediamo oggi che fine abbia fatto lo studio di fattibilità affidato all’Università, ovvero è stato redatto? È stato riconsegnato al sindaco Alessandrini? E in caso di esito positivo, perché lo stesso non è mai stato presentato alla città, né fatto oggetto di confronto politico, anche per dargli un seguito visto che quello studio è costato 6mila euro più Iva. In caso contrario, ovvero di mancata riconsegna dello studio, il Comune ha sostenuto comunque la spesa nei confronti dell’Ateneo? E poi: perché a distanza di un anno e mezzo, affidando un incarico simile, la spesa è lievitata di 3 volte?»

 

NON SONO BANDI GEMELLI

Ma l’assessore Giovanni Di Iacovo spiega che i due bandi «non sono affatto gemelli, ma sono avvisi completamente diversi l’uno dall’altro, meglio, complementari».

 

Dunque «nessuna furbata, nessuna amnesia amministrativa, dunque, ma semplicemente l’esigenza, pressante sì, di mettere in rete le strutture museali cittadine e farle funzionare meglio, in primis il Colonna, senza dimenticare altri 14 luoghi ricompresi nel secondo bando insieme al citato museo. Risulta impensabile fare uno studio globale che costruisca un’ipotesi di governance di rete museale e sinergie per tutte le strutture della città senza prevedere il Museo Colonna, che viene dunque ricompreso nel bando ultimo, perché le altre realtà si possano rapportare ad esso, com’è giusto che sia per uno dei principali musei cittadini».

 

Seconda cosa, spiega ancora Di Iacovo, «è chiaro che se 7.000 euro era l’importo per lo studio riguardante il solo Colonna, va da sé che fosse più corposa la cifra relativa a uno studio per 15 musei. L’importo in questione è pari infatti a circa 20.000 euro, una cifra che ci sembra più che congrua, considerato il fine a cui il bando aspira e la nostra intenzione di mettere insieme il primo e il secondo studio, per vedere finalmente realizzata una sinergia che Pescara aspetta, merita e che ad oggi nessuno prima di noi ha concretamente affrontato».