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Concorso alla D’Annunzio, Tar ferma il vincitore, figlio del prof Maturo

Bocciato il comportamento della Commissione. Tutto da rifare

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Concorso alla D’Annunzio, Tar ferma il vincitore, figlio del prof Maturo


CHIETI. La Commissione d'esame non è stata equilibrata, il concorso va annullato e rifatto.


Si è espresso così il Tar Abruzzo, sezione staccata di Pescara, che ha praticamente messo fuori dai giochi, per il momento, il vincitore del concorso da ricercatore di Statistica, Fabrizio Maturo, figlio di Antonio Maturo, professore di Matematica della D’Annunzio e preside della facoltà di Scienze sociali, in pensione dal 2015.


Il ricorso è stato firmato da Agnese Rapposelli, seconda classificata con 10 punti di scarto rispetto al primo. Lei è stata difesa dagli avvocati Francesco Vagnucci e Arturo Cancrini.


Rapposelli non ha contestato solo la fase di valutazione e di attribuzione dei punteggi, ma ha sollevato censure sull’intera procedura.

Una procedura di un certo peso perchè avrebbe portato il vincitore alla firma di un contratto per un impegno didattico istituzionale: almeno un corso di insegnamento annuale di 1500 ore di lavoro di cui 350 dedicate alla didattica, nonché lo svolgimento di attività di ricerca.


IL PADRE NON C’ENTRA

I giudici, prima di tutto, sottolineano che il padre del vincitore, Antonio Maturo, non riveste alcuno dei ruoli contemplati dalla norma che avrebbero impedito la partecipazione del figlio alla procedura. Dunque non è intorno alla parentela dei due che ruota la questione.

I giudici puntano il dito contro la Commissione giudicatrice che dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande, non avrebbe dovuto inserire ulteriori e diversi titoli valutabili rispetto a quelli predeterminati dal bando. Questo, ovviamente, per non minare le regole predeterminate del confronto concorrenziale.


Invece la Commissione  «non si è attenuta alla disposizione del bando che le imponeva di procedere ad una “equilibrata” ponderazione dei criteri e dei parametri» e il punteggio per i titoli «non è stato equamente redistribuito».

Nella sentenza si parla di come emerga «chiaramente l’illegittimità dell’operato della Commissione sotto forma di eccesso di potere per arbitrarietà, violazione del criterio di proporzionalità e sviamento».

 

I giudici insistono e definiscono «del tutto irrazionale e priva di logica e coerenza» la redistribuzione dei punteggi.

 

IL TITOLO DOPO IL BANDO

I giudici hanno scoperto anche l’illegittima inclusione di un progetto di ricerca rilasciato dal Dipartimento di Matematica e Fisica di un’Università della Repubblica Ceca che risulta conseguito il 3 marzo 2017. E la data è un punto importantissimo perchè rivela che il titolo è stato conseguito dopo la scadenza delle domande di partecipazione.

La sentenza è chiara: quel punto «non poteva essere oggetto di valutazione, posto che, per acquisizione pacifica, in materia di procedure concorsuali i titoli valutabili sono solo quelli esistenti e posseduti al momento della scadenza del termine di presentazione delle domande».

 

Così come viene contestato che il candidato Fabrizio Maturo abbia ottenuto il massimo punteggio attribuibile (4) per una pubblicazione sulla rivista Rathio Mathematica.

In questo caso, si contesta, la Commissione non ha tenuto conto che  quella rivista «è edita da un ente di cui il padre prof. Antonio Maturo è vice Presidente, e che la conferenza FSMOA 2016 del cui comitato scientifico e di organizzazione fa parte il controinteressato, ed il convegno tenutosi presso un’Università della Romania sono stati organizzati anche dalla società Mathesis di Pescara del cui Consiglio Nazionale è componente il padre del candidato».

Tutto da rifare, adesso. Ovviamente con una commissione diversa.