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Dipendenti Asl L’Aquila: non saranno pagati  straordinari e indennità

Ultime indennità pagate nel 2015

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Dipendenti Asl L’Aquila: non saranno pagati  straordinari e indennità


L’AQUILA. Gli straordinari si fanno perchè la carenza di personale lo impone ma non saranno pagati e con questi molte altre voci del salario accessorio.

La FP CGIL della Provincia dell’Aquila torna a denunciare che nonostante il lavoro svolto all’interno della Asl, al fine di continuare a garantire i servizi essenziali ai cittadini, i lavoratori e le lavoratrici non si vedranno corrisposto, anche per l’annualità 2017, quanto dovuto a titolo di salario accessorio (straordinari, indennità di turno, indennità festive e indennità notturne, ecc.) a causa dell’incapienza del fondo per il trattamento accessorio.

Con una disposizione del direttore generale è stato comunicato che a decorrere dal mese corrente non verranno più corrisposti i trattamenti accessori relativi all'anno 2017.

Tale nota arriva dopo le ripetute rassicurazioni sul contenimento della risorse per il lavoro straordinario che, a detta dell’amministrazione, era in netto calo.

La CGIL, nei mesi scorsi, aveva già provveduto ad inoltrare una nota di sollecito con cui veniva diffidata la ASL al pagamento del trattamento accessorio relativo all'annualità 2016.

Pertanto sono ormai ben 2 anni che ai lavoratori non viene remunerato quanto dovuto per il lavoro svolto.

«Siamo di nuovo alla beffa, mentre vengono richiesti sempre più sacrifici in termini di lavoro e condizioni allo stremo, inesorabilmente vi è una contrazione salariale», spiegano Anthony Pasqualone e Angela Ciccone, «di fatto ai lavoratori viene chiesto sempre più sacrificio al quale non corrisponde la giusta remunerazione, con condizioni di lavoro massacranti e un ricorso continuo a prestazioni di lavoro straordinario. Tali prestazioni infatti vengono utilizzate all’interno della programmazione del turno al fine di coprire le carenze di personale.

È chiaro a tutti che quanto si sta generando è certamente imputabile ad una cronica carenza di personale ed all’utilizzo improprio del lavoro straordinario con ulteriore conseguenza relativa alla continua violazione delle norme sui riposi obbligatori per i lavoratori, il concreto rischio di demansionamento per il personale che deve garantire diverse attività anche non proprie della categoria di appartenenza, ed in ultimo, addirittura, il mancato pagamento delle prestazioni eseguite».

La Cgil, in assenza di azioni concrete volte alla risoluzione delle enormi problematiche comunicano, minaccia forme eclatanti di protesta.