OMERTA' E VIOLENZA

Omicidio Neri, minacce alla giornalista Rai dal proprietario dell’auto bruciata

La mamma di Alessandro torna in tv: «il killer si consegni, nessuna violenza, ci penserà la legge»

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Omicidio Neri, minacce alla giornalista Rai dal proprietario dell’auto bruciata

 

PESCARA. Insulti e minacce alla giornalista della “Vita in Diretta”, Elena Biggioggero, da parte del proprietario della Opel Meriva bruciata la sera del 6 marzo, giorno dopo la scomparsa di Alessandro Neri. L’auto è stata sequestrata qualche giorno fa dalla Procura di Pescara perchè seguiva la 500 Fiat di Alessandro come risulta da alcune telecamere.

 

Due i messaggi mostrati in diretta televisiva, carichi di odio, entrambi firmati proprio dal proprietario della vettura.

Due messaggi che si inseriscono in un clima difficile dove è palpabile la paura di parlare o fornire elementi utili all’indagine. Più volte anche la mamma di Alessandro, Laura Lamaletto, ha chiesto aiuto a chi sa qualcosa e possa aver visto qualcosa.

Segnalazioni importanti fino a questo momento non ne sarebbero arrivate.

Anche PrimaDaNoi.it ha lanciato appelli a parlare e a rivolgersi ai carabinieri del comando provinciale che sono pronti a garantire ogni forma di tutela e anonimato.

Anonimato garantito anche dal servizio AbruzzoLeaks dove nei giorni scorsi sono arrivati pochissimi messaggi tutti intrisi di paura con alcuni dettagli interessanti.

Tra amici e possibili testimoni prevale la paura «perchè con questa gente non si scherza… è gente che ammazza senza pensarci due volte» ma in molti sanno e conoscono dettagli che potrebbero essere utili agli inquirenti e farli avvicinare alla verità.

Da un paio di giorni la Meriva è al centro dell’interesse perchè è stata notata transitare subito dopo la Fiat 500 di Alessandro e potrebbe non essere un caso.

Poi le fiamme dolose l’hanno distrutta e poi subito lo sfasciacarrozze che l’ha ridotta in un cubo compatto di lamiere. Solo coincidenze?

 La giornalista de “La Vita in Diretta” ieri pomeriggio aveva raccontato tutta la vicenda «senza fare mai il nome del proprietario».

Ma l’uomo, ieri sera, l’ha contattata via social ricoprendola di insulti e minacce. La giornalista ha informato subito i carabinieri.

 

I MESSAGGI

I messaggi sono stati mostrati in diretta televisiva: sono carichi di odio ed entrambi firmati proprio dal proprietario della vettura che la mamma di Alessandro ha specificato di non conoscere personalmente.

Il primo: «Mongoloide hai fatto il servizio di mortadella cambia lavoro che forse i ….  li sai fare meglio se vuoi vieni che te lo faccio io il servizio giornalistico Ciao T… Romana di M...».  

La giornalista gli ha risposto: «se invece di insultarmi inutilmente, vuoi replicare, ci diamo appuntamento domani pomeriggio e davanti alle telecamere ci racconti la tua estraneità ai fatti».

Ma il tono della conversazione non è cambiato: «vallo a prendere nel C…  tu e tutti i giornalisti mangiapane a tradimento fate schifo merde»

 

«CHI SA PARLI»  

Anche la mamma di Alessandro ha chiesto aiuto a chi sa qualcosa e cosa intendesse dire in chiesa, durante la messa per il figlio quando ha spronato ad una «conversione», lo ha chiarito meglio proprio oggi, in collegamento con “La Vita in Diretta”: «vogliamo che venga a galla la verità, in chiesa non parlavo di conversione cattolica, ma dei rimorsi di chi sa ma non vuole parlare. La verità non possono tenersela dentro. Anche chi ha sparato il grilletto non è possibile che dorma tranquillo, se racconterà quello che è successo nessuno gli farà del male, ci penserà la legge».

La mamma ha ammesso di comprendere che ci possa essere un clima di paura anche perchè la tragedia capitata a suo figlio è inquietante ma non demorde: «io dico ‘liberatevi di questo peso’. Io non so come si fa a vivere con questo rimorso».

La mamma è tornata anche sui dissidi nella sua famiglia e non esclude che suo fratello Camillo e suo nipote Gaetanino in questi giorni possano aver tentato di chiamarla: «solitamente chiamano in anonimo e anche in questi giorni ho ricevuto chiamate così ma non ho risposto».

Laura ha ribadito di non aver ancora capito perchè sia stata estromessa dall’azienda: «forse lo capiremo adesso ma non voglio credere che abbiano fatto una cosa del genere».

Al momento gli inquirenti non li hanno ancora rintracciati e anche secondo la signora Lamaletto sarebbe il caso che si facessero avanti: «sarebbe meglio se tornassero così poi i carabinieri seguono la pista che devono seguire».

 

UCCISO PER SBAGLIO?

La mamma ritiene poco plausibile che nella schiera di amici del figlio ci sia un ‘Giuda’ che magari anche in questi giorni sta frequentando casa sua.

Intanto scorrono via in fretta giorni drammatici, fatti di ansia e disperazione come quando le è toccato scoprire dalla tv che il figlio è stato finito con un colpo alla nuca.

Di sicuro «Ale era un ragazzo normalissimo», ha insistito la donna, «a volte penso anche che qualcuno lo abbia ammazzato per sbaglio, per un errore, forse è partito un colpo perchè si è mosso... ma impazzisco ancora di più».

Non pensa che il ragazzo potesse avere qualche disturbo: «era felice, non era mai teso, faceva pesi, ginnastica…».

Intanto per domenica la famiglia ha organizzato una marcia luminosa per chiedere verità. E’ stato chiesto ai partecipanti di non portare fiaccole perchè si useranno le torce dei cellulari. La manifestazione partirà alle 19 nei pressi della Locomotiva, zona stazione, per poi percorrere Corso Umberto, Piazza Salotto, Nave di Cascella  e ritorno a Piazza Salotto.