LE INDAGINI

Omicidio Neri, la pista della Meriva e il mistero della salma “bloccata”

Grande attesa per i risultati delle analisi sui reperti sequestrati e sulle auto

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

12084

Omicidio Neri, la pista della Meriva e il mistero della salma “bloccata”


PESCARA. Aumentano dati, indizi e informazioni sull’omicidio di Alessandro Neri ritrovato l’8 marzo scorso nei pressi del fosso Vallelunga a Pescara, ucciso con un colpo all’addome ed uno alla testa, forse, un paio di giorni prima.

La mole di informazioni però è inversamente proporzionale alle certezze che sono ancora pochissime.

Zero sul movente.

Zero indizi sull’assassino o assassini.

Solo un gran calderone nel quale sono finite storie di faida familiare tra la famiglia di Alessandro e quella della mamma Laura (specie con Camillo e Gaetanino Lamaletto da giorni ufficialmente introvabili e forse all’estero) e storie generiche e indecifrate di malavita locale legate a tifo e droga.

Per il resto continua il lavoro degli investigatori che ora si concentrano sui risultati delle diverse analisi avviate: ci sono i rilievi seguiti alle perquisizioni nella villa di nonno Gaetano a San Giuliano Teatino nei pressi della azienda vinicola “Il Feuduccio”, i risultati sulle auto sequestrate utilizzate anche da Gaetanino, il nipote,  e quelli inerenti la Fiat 500 rossa di Alessandro ritrovata in via Mazzini a Pescara.

E poi ci sono tutte le informazioni fornite dagli apparecchi elettronici come pc e cellulari con i relativi messaggi, chat ma anche i vari spostamenti nel tempo nonchè i tabulati telefonici che contribuiscono a disegnare certamente la mappa dei rapporti che Alessandro aveva.

E pare ne avesse tante frequentazioni, alcune di queste di sicuro inserite in quegli ambienti di tifo che nel recente passato hanno offerto svariate pagine di cronaca nera e violenza ed anche con qualche pregiudicato con una storia lunga alle spalle, insomma un ambiente delicato che può diventare pericoloso e sul quale la mamma di Alessandro ha puntato un faro invitando gli amici di Ale a «convertirsi».

Molti di questi sono stati vicini alla famiglia ed erano presenti alla commemorazione di sabato a Spoltore.

Ma tutti finora hanno raccontato agli inquirenti di non sapere molto, solo cose generiche ma nulla di preciso e diretto che potesse spiegare una tale crudeltà.

Continua un silenzio che a molti sembra strano e falso. Forse per questo mamma Laura, rinnovando il suo invito a cercare la verità, ha organizzato una fiaccolata per domenica prossima a Pescara.  


LA PISTA MERIVA E LE TROPPE COINCIDENZE

Nelle indagini dei carabinieri è poi finita anche una Meriva grigia notata subito dopo la Fiat 500 di Alessandro, il 6 marzo, nelle immagini di una telecamera di un negozio nelle vicinanze di via Mazzini.

Quando gli investigatori dalla targa hanno cercato di saperne di più si sono subito accorti che c’era qualcosa di strano. Incrociando i dati di un rapporto dei vigili del fuoco si è scoperto che quell’auto poco dopo era stata data alle fiamme alle 23.56 sempre del 6 marzo  in via Rapagnetta a Pescara. Insieme all'auto è andato a fuoco anche uno scooter e la porta di un'abitazione. 

Poi gli investigatori hanno trovato l’auto il giorno dopo presso uno sfasciacarrozze, appena prima dell’ultimo irrimediabile passaggio verso la totale distruzione. La Meriva era già stata compattata e ridotta ad un piccolo cubo di lamiere pressate e contorte ed ora sequestrate e sul quale i Ris probabilmente domani tenteranno di fare accertamenti.

Difficilmente, però, che quella ex auto potrà fornire informazioni utili agli inquirenti circa il delitto perchè il fuoco ha distrutto di certo ogni traccia biologica e la compressione ha fatto il resto.

Rimangono tuttavia molte coincidenze che il proprietario dell’auto, già noto alle forze dell’ordine, potrebbe aver spiegato agli investigatori e magari ha potuto anche dire se avesse rapporti con Alessandro Neri.

Lo conosceva? E allora avrà dovuto spiegare che cosa facevano quel 6 marzo nella zona del centro città. Solo un  caso che Ale fosse davanti a lui in auto?

Inoltre non bisogna dimenticare che la procura di Pescara ha voluto coinvolgere anche la guardia di finanza per analizzare il patrimonio della famiglia Lamaletto e probabilmente anche quello dei Neri per trovare conferma e tracce utili alle indagini. Ci si focalizza anche qui sui rapporti commerciali e sulle entrate dichiarate che non sono poche ed anche risalenti nel tempo.



IL MISTERO DELLA SALMA

C’è poi un altro mistero che è quello della salma di Alessandro che è stata riconsegnata alla famiglia subito dopo l’autopsia ma il feretro ai funerali di sabato scorso non c’era.

Ha destato molto stupore e meraviglia la cosa ma nessuno aveva spiegato che la volontà della famiglia era quello di procedere con la cremazione.

Quando al cimitero stavano per procedere è arrivato il blocco della procura di Pescara. Un provvedimento atipico e anche un pò strano perchè di solito le procure o restituiscono il cadavere o non lo fanno. Di solito se lo rilasciano è perchè hanno esaurito tutti gli esami e analisi necessarie. In questo caso l’azione della procura sta ad indicare una cosa sola: non si vuole la distruzione completa e totale del cadavere che con la cremazione non sarebbe più possibile sottoporre ad esami eventualmente necessari.

C’è ancora altro da analizzare? Forse solo scrupolo e precauzione in vista di un futuro processo è sempre meglio tenersi aperta questa porta.

Del resto gli inquirenti sanno già se per caso Alessandro facesse uso di stupefacenti e, in caso contrario, la pista del bravo ragazzo potrebbe trovare qualche conferma in più.

Ma nessuna informazione in merito è trapelata finora.


ZIO CAMILLO ED IL CUGINO GAETANO

Sono ormai passati molti giorni, c’è stato anche il funerale e zio e cugino di Ale non si sono fatti nè vedere nè sentire. La loro assenza sta per assumere sfumature miste tra il grottesco e l’inquietante perchè risultare irrintracciabili in queste situazioni può essere sgradevole ma anche paradossale poichè si tratta comunque di persone note e rintracciabili in vario modo in qualunque parte del mondo. Camillo sarebbe a Miami dove si sarebbe stabilito dopo alcuni problemi in Venezuela mentre di Gaetano prima si diceva essere partito un giorno prima della scomparsa di Alessandro, poi si è detto che era un giorno dopo, poi ancora che fosse negli Usa e poi gli inquirenti non hanno confermato.

Tutto molto strano e atipico.

C’è pur sempre l’Interpol che può risolvere questi problemi...


In questo calderone, per ora, dunque, rimangono aperte due piste (almeno quelle note) anche se quella della criminalità organizzata locale sembra prevalere su quella familiare.

L’omicidio è stato sicuramente una vendetta ed una esecuzione.

Bisogna capire chi volesse punire Alessandro e se per caso lo ritenesse colpevole di qualcosa, magari uno sgarro (questione di soldi) ma è certo che solo in certi ambienti gli errori si pagano con la vita.